Il blog di Dire Fare l'Amore

La tasca della monaca [sveltina]

Sveltine

Una seconda sveltina. Nata dai commenti a un precedente post e da un’idea di Baciodirugiada. Buona lettura… Intanto sto scrivendo un nuovo racconto…

Inachis

LA TASCA DELLA MONACA

Suor Carla stava rientrando al convento dopo la messa del mattino. Come suo solito, preferì passare per il parco: gli alberi in fiore e i prati curati le ricordavano la bellezza del Creato. L’incedere lento era quello di una donna di una certa età, capace ormai di padroneggiare i turbamenti del suo cuore, ma non ancora sopita nel desiderio.
Nel procedere lungo il viale, osservò una coppia di innamorati baciarsi sulla panchina, con un eccessivo trasporto, a suo avviso, e non poté non fare i conti, come ogni volta, con quella verginità che un tempo aveva vissuto come una prigione, ma della quale ora coglieva il valore di dono.
Arrivata all’altezza del chiosco dei gelati, ancora chiuso, scorse su una panchina, illuminata dal sole, un libro. Un’occhiata all’orologio le bastò per calcolare che era in leggero anticipo rispetto al solito, certamente a causa del parroco, oggi particolarmente stringato nella celebrazione. Si fermò così presso la panchina e vi si sedette, prendendo tra le mani il volume.
Incuriosita dal titolo, The Surrender, la religiosa ne scorse il retro di copertina. Non appena si accorse che si trattava del diario dell’iniziazione al sesso anale della protagonista, ebbe un sussulto, un istinto di gettarlo lontano; anzi no, nasconderlo; meglio, alzarsi di scatto,.
Due anime si affrontavano in lei, una che diceva «buttalo, buttalo!», l’altra che le suggeriva «leggilo, leggilo!». Suor Carla diede un’occhiata al vialetto. Nessuno. Rassicurata dall’assenza di possibili testimoni, avendo cura di nascondere bene la copertina con le ampie maniche della veste, ne iniziò la lettura.

Incurante dello scorrere del tempo e dei pochi passanti che certamente la credevano intenta a recitare preghiere, la monaca proseguiva nella lettura. Ad ogni pagina, sentiva farsi strada in lei un’idea, una convinzione. Al momento di alzarsi dalla panchina, infilando rapidamente il volume nella tasca dell’abito, suor Carla era quasi convinta che quel ritrovamento fosse un dono di Dio.
Percorse con eccitata rapidità la strada fino al convento. Entrò dal portone e chiese alla madre guardiana: «Sono già arrivati?».
«Certo – la apostrofò la consorella -, stanno aspettando da un po’ nel suo ufficio».
Suor Carla entrò nella piccola stanza, scusandosi con un sorriso per il ritardo. Una coppia di mezza età era seduta di fronte alla scrivania. Guardò la religiosa con aria affettuosa e fiduciosa.
«Mi scuserete – riprese la monaca -, ma lungo la strada ho trovato una cosa che potrebbe fare il caso vostro». E con naturalezza estrasse dalla veste The Surrender e lo porse ai due.

«Potrà forse stupirvi che io, un’anima consacrata dal Signore, vi consigli una tale lettura. Tuttavia, ripensando a quanto mi avete confidato sulle vostre difficoltà coniugali, mi sono convinta che potrebbe essere utile per voi affrontare insieme la lettura di alcune pagine erotiche, qualcosa che possa risvegliare la fantasia che ormai ritenete di avere perso. Scusate se vi turbo con questa proposta. Ma, anche se mi vedete con questo abito, non dovete dimenticare che vi siete rivolti a me in qualità di psicologa…».

12 Commenti

  1. baciodirugiada
    3 marzo 2008

    ahah sorprendente come sempre, non deludi le aspettative!

    Bravo.

    Bacio

    Rispondi
  2. bluele
    3 marzo 2008

    sempre imprevedibili le suore… si sa mai cosa nascondono nelle loro tasche! :)

    Rispondi
  3. veramestessa
    3 marzo 2008

    Niente di più vero, secondo me siamo più che altro noi ad ammantare le suore di un alone di mistico. Sono persone come noi, con desideri e passioni.

    Rispondi
  4. ZuZuli
    4 marzo 2008

    affondare insieme la lettura di alcune pagine erotiche

    Lapsus freudiano?

    P.S.

    come sempre i miei complimenti!

    Rispondi
  5. inachisio
    4 marzo 2008

    Zuzù, se non ci fossi tu… Ho corretto!

    Rispondi
  6. gisytruck
    15 marzo 2008

    Complimenti…come dire..MISTICO???

    Rispondi
  7. ArditoEufemismo
    3 luglio 2008

    mi sovviene la storiella della monaca e del camionista. Il nerboruto trasportatore approfittò più volte della religiosa, “ma dietro, perchè il davanti è di Dio”. Finchè la suora non si tolse il velo ed esclamò “Noi omosessuali ne sappiamo una più dei camionisti” :)))

    Rispondi
  8. inachisio
    3 luglio 2008

    Ahahahaha!

    Rispondi
  9. robby25
    2 dicembre 2010

    Beh, ce ne fossero di suore così, di sicuro il mondo andrebbe meglio… eheh

    Rispondi
  10. Maria
    27 novembre 2011

    È un racconto molto bello, volevo inviarlo ad una suora con cui ho avuto una grande storia d’amore, ma poi ci ho ripensato…

    Rispondi
    • lina
      12 settembre 2012

      e secondo te sarebbe un bel racconto,ma fatemi il piacere…….!!!!!
      fa letteralmente schifo senza offesa alcuna…

      Rispondi
      • inachisio
        12 settembre 2012

        Viva la sincerità, un po’ meno l’anonimato. Comunque ti ringrazio, me ne farò una ragione…

Lascia un Commento