Il blog di Dire Fare l'Amore

Inachis, non giocare a nascondino!

Marco, per gli amici Io

Ho ricevuto questa mail da un lettore che stimo e che mi segue da tempo. Lo ritengo una persona che legge con attenzione e talora pure tra le righe. Inoltre è simile a me per età e condizione di vita. Ho pensato diverse risposte, e poi le ho cestinate tutte perché credo che – in fondo – abbia colpito nel segno.

Vi propongo la sua riflessione. E cercherò, col tempo, di uscire dal nascondiglio.

Marco (nella foto, fuori dal nascondiglio)

NASCONDINO

La Nin, Miller, la Jong, Bukowski (miei miti i primi due, un po’ sovrastimati i secondi), descrivono il sesso per parlare della persona, per dissezionarne l’anima. Smettila con gli esercizi di stile, con l’idea carina che si esaurisce in una paginetta. Usa il tuo talento (notevole secondo me) per fare quello che sai fare meglio, che è senza tempo e proprio di tutta la letteratura: raccontare l’uomo, le sue pulsioni, le passioni, le paure, le speranze: poesia e sesso (c’è differenza?). Evviva i siti erotici, e di scambisti, e di erotomani assortiti, ma tu che c’azzecchi? Quella è ossessione tecnica, tu sei Diogene nella botte, lui ha la lanterna tu le tue antenne con cui leggi l’eros, cioè l’essenza delle persone. A fare il finto sito erotico giochi solo a nascondino, sperando che prima o poi ti si scopra. Trovato, Marco dietro il sito e il finto hobby! Esci da lì e scrivi ‘sto romanzo che ti scappa da ‘mo, se aspetti troppo te lo fai addosso…:-)
Perdona l’irruente irriverenza di questa mia, forse la notte deliro. Tuttavia, visto che ogni tuo post è una sorprendente conferma del tuo talento, e visto che ho la percezione che tu abbia qualcosa di più da dire dei delicati gioiellini che assembli mi sono permesso quest’intrusione. Chiedo ancora venia.
Con stima
Roberto (uvisigù)

27 Commenti

  1. Giulia Trapuzzano
    14 settembre 2011

    A Roberto voglio proprio bene.

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  2. mikaci
    14 settembre 2011

    Colpito e affondato. Anzi, tutti colpiti e affondati. E poi si ritorna in superficie e si riprende a respirare un’aria nuova :)

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  3. chiara
    15 settembre 2011

    Non ti conosco da molto, ma apprezzo molto come scrivi… un tuo romanzo lo leggerei volentieri :)
    Quoto Roberto :)

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  4. Paola
    15 settembre 2011

    Questo: “…sto romanzo che ti scappa da ‘mo, se aspetti troppo te lo fai addosso…” è FANTASTICO….. bravo Roberto…… :-)

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  5. joshua67
    15 settembre 2011

    Confermo il “colpiti ed affondati” … aspettiamo questo romanzo “sull’uomo” allora … E in bocca al lupo.

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    • Cristian
      17 gennaio 2013

      Secondo me la dualite0 di pnsrieeo e realte0 (mappa e territorio) e8 una condizione per la verite0 stessa. Dal mio punto di vista non ha molto senso parlare di verite0 in assenza di uno dei due poli. C’e8 verite0 proprio perche9 la mappa non e8 il territorio! Per sfiorare appena le questioni di metodo, alla tesi che gli uomini non possono pervenire a verite0, perche9 al massimo disegnano mappe (che perf2 non sono il territorio), si dovre0 rispondere non solo che una tale tesi e8 insostenibile, ma anche che il disegnare mappe non e8 un ostacolo, ma una condizione per la verite0. Poi sarebbe molto interessante capire quale sia il senso attribuito alla verite0 da coloro che la scrivono con l’iniziale della parola corrispondente maiuscola e soprattutto se per costoro si de0 una qualche distinzione di significato tra verite0 e Verite0 .

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  6. Roberto (uvisigù)
    15 settembre 2011

    Ma Giulia………. non riesco a essere così spudorato da ricambiarti, voler bene per me vuol dire qualcosa di serio, non riesco a scherzarci. Posso però dirti che, insieme all’ulivo, la mangrovia è il mio albero preferito :-)
    Grazie anche a Paola, purtroppo non vado mai al di là di qualche calembour, è il mio massimo quando sono ispirato, esprimo creatività in altri campi dello scibile
    Infine, ma sai che il “colpiti e affondati” non l’ho mica capito bene? Colpito e affondato Inachis_Io, ma voi? (se Inachis si trasforma in Marco è la prima volta che una farfalla torna bruco, aahahahha, non ho resisitito, scusa, in realtà sei bellino in foto)

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  7. Paola
    15 settembre 2011

    Prego Roberto !!!! Sembri simpatico :-)

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  8. Daniela
    15 settembre 2011

    Ma per raccontare l’uomo e le sue pulsioni bisogna per forza scrivere un romanzo?
    E’ l’unico strumento “serio” ed efficace? …Sono poco convinta. A volte l’essenza delle persone può essere solo suggerita, fatta intravvedere…Non c’è sempre bisogno di scavare, analizzare, vivisezionare. Non è emozionante.

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  9. inachisio
    15 settembre 2011

    Mi dicono spesso che nel rispondere ai commenti sono educato ma evasivo, che dico poco di me. Infatti è vero, e forse potrei fare un’eccezione per questo post che mi invita ad uscire allora scoperto.
    Allora usciamo.
    Scrivo di sesso da alcuni anni, credo di aver iniziato per una specie di liberazione personale (quelle cose dell’educazione cattolica ecc.) e di aver continuato perché trovo nella scrittura erotica la possibilità di parlare delle persone nel momento in cui sono più “nude”. Bella scoperta, ma intendo per “nude” il fatto che nel sesso si è profondamente veri o profondamente falsi. Si è se stessi più che in altre circostanze. Anche se si può simulare un orgasmo, non si può però fingere a lungo con se stessi. E infatti è proprio nelle dinamiche sessuali che spesso scoppiano le maggiori tensioni.
    Nei miei racconti finora ho cercato proprio questo: di andare al cuore delle relazioni tra persone. Di esplorarne i desideri, le ferite, le paure. Anche se sono d’accordo con Daniela che non sempre bisogna scavare e “dire”, spesso – a esserne capaci – basta suggerire…
    Ma ora, forse, come osserva Roberto nella sua lettera, dovrei fare un passo avanti. Il sesso fine a se stesso non mi basta (scribacchinamente parlando), dovrei costruire una vita intorno ai personaggi, farne una vera storia.
    Mi è sempre andata stretta la definizione di “scrittura erotica”: o è scrittura o non è. L’erotico è parte della nostra vita, una parte certamente importante ma da integrare con altre. Non importa quante scopate ci sono in un romanzo, non è questo che lo fa essere erotico. Ciò che gli dà spessore è la profondità dei personaggi e delle loro relazioni.
    Con tutto ciò, il sesso continua a interessarmi molto, in tutte le declinazioni anche più di nicchia, come il sadomaso, lo scambismo o il libertinaggio in cui spesso ho trovato persone molto equilibrate e libere. Non so se dipenda da miei buchi interiori, da traumi infantili (che però non ricordo), da naturale depravazione o dalla mia insaziabile curiosità. Non è una tensione facile da gestire per me, né a livello personale né in coppia, ma trovo in queste diverse sfaccettature sempre nuove scoperte sull’animo umano e sulle frontiere del desiderio. E forse, soprattutto, capisco meglio me.
    Oggi la trasgressione è forse il più banale dei conformismi: non è questo che mi interessa.
    Il motivo per cui scrivo di sesso e per cui spero di continuare a farlo è che voglio arrivare a una sintesi, a un equilibrio. In me, prima di tutto. E poi nella mia scrittura.
    Colpito ma non affondato dalla mail di Roberto e dalle vostre successive risposte, ho voluto scrivere questa risposta più intima, forse poco comprensibile, ma certamente più autentica.

    Marco

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  10. Paola
    15 settembre 2011

    Mah……. io penso che una cosa non escluda o sminuisca l’altra…… la trovo più come una nuova sfida per lui… lanciatagli e …a suo modo… mezza accolta…… a me le cose emozionano entrambe…. :-)

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  11. Paola
    15 settembre 2011

    ehm… le mie tre righe le aevo scritte prima che apparissero le tue ….. tante… ;-)

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  12. mikaci
    15 settembre 2011

    @Roberto: forse mi sono allargata con “tutti”? Sarà che me la sono sentita a livello personale e ho pensato che leggendo la lettera, anche agli altri avrebbe fatto lo stesso effetto che ha fatto a me.

    @Marco: “affondato” non è un male, affondato è il momento in cui dopo essere stato “colpito” ti rendi conto che in qualche modo devi risalire su con le tue forze (e il tuo talento). Per questo ho scritto che quando si riemerge si respira un’aria nuova. Qualcosa è cambiato no? :)

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  13. Roberto
    15 settembre 2011

    Trovo che Daniela e Marco abbiano entrambi ragione: il romanzo non è l’unico strumento efficace (serio non so a cosa si riferisca, se Inachis diventa troppo “serio” scriverebbe un romanzo palloso, mentre il divertimento nella sua scrittura si coglie ed è importante per renderla “lieve” e gradevole). La Nin non è “seria” quando scrive, si percepisce che si sta facendo un sacco di risate, la Jong già se la tira molto di più, e infatti rende meno, secondo me. Ha ragione Marco che quello che intendevo era soprattutto (ma è ovviamente più importante cosa intende lui) svolgere i personaggi, dargli corpo e vita, raccontarci quella scopata, o quel modo di scopare, da dove viene, che storia racconta, e, in fondo, cosa ci dice di noi. E in una pagina è difficile. George Grosz ha cominciato facendo caricature, sono sicuro che erano fantastiche e che ha continuato per tutta la vita a farle, ma i suoi quadri, che pure paiono a prima vista caricature, erano un’altra cosa….Ribadisco che io, comunque, non volevo affondare proprio nessuno :-)

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  14. Roberto
    15 settembre 2011

    @mikaci scusa, non avevo capito, comincio a cogliere ora. Certo questo post(o) sta diventando interessante! Gente che legge racconti erotici e disquisisce di sesso e letteratura, quasi quasi ripasso anche stasera :-D

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  15. Daniela
    15 settembre 2011

    “serio” nel senso di “vero”… che generalmente uno scrittore non viene considerato tale finchè non partorisce un romanzo. Non so perchè ma è spesso è così. Magari può essere un banco di prova importante, ma non deve essere un obbligo, nè una “patente”.

    PS. La Jong se la tirava? A me più che altro sembrava troppo nevrotica. Però mi piaceva. Non la leggo da anni…chissà che effetto mi farebbe oggi? :-)

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  16. Roberto
    15 settembre 2011

    @Daniela non la leggo dalla seconda metà degli anni ’70, piaceva anche a me: ero un adolescente, non ti dico com’era conciato il libro….:-D
    però, sì, troppo seria, son d’accordo nevrotica, e autocentrata. Confesso di aver letto solo Paura di volare e Paracadute e baci, però. La scopata senza cerniera rimane un mito irrealizzato……

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  17. inachisio
    15 settembre 2011

    E ora come rispondo a tutti questi commenti???
    Intanto dicendo che sono contento che qui vi troviate a vostro agio e che vi vada di lasciare il vostro pensiero…
    Poi aggiungendo che i racconti e il romanzo hanno due finalità diverse. A me del racconto piace la sinteticità, come una foto rispetto a un film, fissa il momento, concentra la luce in un punto… Il romanzo ovviamente consente molto più sviluppo. E in ogni caso bisogna essere capaci, il che nel mio caso non è affatto detto. Lo dico proprio dal punto di vista tecnico, del saper costruire una storia complessa. E anche per quanto riguarda la tenacia richiesta, che non è cosa da poco…

    Mi è piaciuta molto l’idea dello scrivere divertendosi, anche se devo dire che per me è anche molto “fatica”….

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  18. inachisio
    15 settembre 2011

    Preciso inoltre @Roberto che “colpito affondato” non è affatto negativo, per me. Anzi, ti sono grato. Quando uno apre un blog è anche perché probabilmente cerca uno specchio e un confronto… A me sembrano più utili i commenti che mi fanno progredire che quelli solo elogiativi, che sono pur sempre un bel pompino all’autostima ma mi lasciano lì dove già ero arrivato…

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  19. Sophie
    15 settembre 2011

    Beh, se non provi non lo saprai mai! anche io sono convinta del tuo talento, si sente l’odore dell’umanità, dietro le parole, che conduce oltre, ricordi? Tornando a monte della discussione, sono d’accordo: il sesso, l’erotismo, parlano della persona, nel modo più autentico, intimo e spudorato possibile. Sono momenti di verità. Personalmente, non capisco perché ancora intanti considerino lo scrivere di sesso o la letteratura di genere – che poi secondo me di genere non è, è letteratura e basta – di livello inferiore.

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  20. Roberto
    15 settembre 2011

    due post ho lasciato sul tuo sito (mi hai gentilmente “persuaso” a lasciare, entrambi erano in origine mail), quello sulle donne di oggi che han dimenticato le battaglie delle loro nonne, e questo qui, nessuno dei due mi sembra “compiacente”. Se te ne scrivo uno solo elogiativo, possiamo però partire da una pippa prima del pompino? Sono un po’ impacciato e francamente imbarazzato, saresti la mia prima esperienza omo….. :-D

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  21. inachisio
    15 settembre 2011

    Ecco, Sophie ha ragione e lo ha detto più chiaramente: il sesso non è un genere letterario .-)
    Roberto, buonooooo…. :)

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  22. lucia tajanamaskiolu
    15 settembre 2011

    Mi piacete da matti vivo una storia strana ma intensa e quello che dite tutti mi fa solo molto bene grazie

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  23. Isadora Drunken
    20 settembre 2011

    Tana per Marco! Coraggio, rimboccati le maniche e inizia a scrivere…

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  24. laura
    28 settembre 2011

    Dopo tutti questi bei commenti e difficile aggiungere altro.
    Forse il ‘fastidio’ che l’amico Roberto insinua fra le righe non è tanto sull’opportunità o meno di scrivere un romanzo ma sullo spingersi un po’ più in là nell’esplorare le emozioni, nel guardare l’altra faccia. Forse quella che sta dietro questo desiderio di parlare di sesso? Non so.
    Tu, anche giustamente, ne hai fatto uno stile: la delicatezza, l’assenza di volgarità, il finale a sorpresa. Tutto bello e molto piacevole da leggere. Ma gli aspetti più spigolosi, più puntuti, più aggressivi che fine hanno fatto? E’ come se fosse una parte di un tutto che ancora deve trovare un respiro, una strada. Forse c’era anche questo invito.
    Verrà il momento di uscirne fuori, di guardare l’altra faccia ( e allargare la scena) quella che ancora non ti si è rivelata. E’ giusto quello che dici “voglio trovare un equilibrio in me. In me prima di tutto” .
    Ognuno ha i suoi tempi Marco. Noi ti leggiamo con stima ed affetto.

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  25. inachisio
    28 settembre 2011

    Grazie. Nel senso che intendo io, quello di una parola importante, che dice una gratitudine profonda e non superficiale…

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  26. Roberto (uvisigù)
    29 settembre 2011

    Trovo non abbia mai avuto nessuna importanza cosa intendessi io. E’ molto più divertente vedere quante persone, dopo aver letto Inachis, avessero sensibilità simili e come Inachis stesso vi abbia associato un pre-esistente sentire suo. Non si inventa nulla, si recepiscono e ritrasmettono segnali. L’equilibrio poi. Siamo sicuri che sia un traguardo? Ho lavorato tanti anni per perdere il mio…Creare è perdita dell’equilibrio, è proprio lasciarsi cadere, precipitare nel vuoto. E’ il prodotto della creazione che, in un’incomprensibile antinomia, spesso ha miracolosi equilibri, simmetrie, armonie. L’artista mai.

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