Il conto, garçon! [praecox]
Il tavolo è un ponte gettato sul nostro baratro. La tovaglia una coltre che copre giochi sotterranei di gambe strusciate, piedi che si cercano, cosce che faticano a non spalancarsi. Tra due bicchieri vuoti filtrano i nostri sguardi troppo carichi di desiderio per non spogliare i corpi e infuocare le menti. Impossibile che gli altri clienti non notino la dolce guerra che si combatte tra noi. Ma non ce ne curiamo.
Potrei sdraiarti qui, al ristorante, tanta è la voglia che ho di te. L’urgenza di averti.
Ci interrompe però un distinto cameriere:
- Desiderano?
Vorrei dirgli ciò che davvero desidero ora, ma mi limito a una risposta quasi sussurrata:
- Ci porti il conto.
Il cameriere sembra perplesso a questa richiesta. Osserva la tovaglia immacolata, contaminata solo da poche briciole di grissino e da una carta appallottolata.
- Ma… non avete ancora ordinato!
Lo guardo con l’aria di chi sta per dare una spiegazione evidente:
- Ci porti il conto, se non vuole essere implicato come complice in una denuncia per atti osceni in luogo pubblico!














e fu un conto salato?
sheraunsalutoeunauguriodibuonefestegiàiniziate
Fu un conto… dolce!
Fulminante!
beati loro!!
Ti auguro un anno di 1000racconti erotici!
Mi ricorda due amici che si incontarono per la prima volta ad un pub-cafè,ordinarono due caffè…
ma non ci furono che sguardi e mani e baci rubati..
alchè al spraggiungere del cameriere..chiesero il conto e andarono a consumare altrove…
Simpatico.
Ma è il presidente che ti fa di questi scherzi???? Ahahahahah