Il blog di Dire Fare l'Amore

Traffico intenso [racconto erotico]

I racconti erotici di Dire Fare L'Amore

I racconti erotici di Dire Fare L'Amore

Non è quello che pensavo. Dopo averci a lungo pensato, stasera mi sono messo a scrivere. E ne è uscita tutta un’altra storia. Non sono io che ho steso lei, ma lei che ha steso me. La offro così, nuda, senza quasi rileggere. E il bello è che non so nemmeno bene cosa significhi.

Anzi, se qualcuno lo scopre, me lo dica nei commenti!

Inachis

TRAFFICO INTENSO

The road is dark and it’s a thin thin line
But I want you to know I’ll walk it for you anytime.
Maybe your other boyfriends couldn’t pass the test
Well if you’re rough and ready for love, honey I’m tougher than the rest.
Bruce Springsteen

Il pannello luminoso segnala “traffico regolare” e gli automobilisti inchiodati sotto si chiedono se abbia ragione la realtà o l’immaginazione dell’addetto alle scritte.
Claudio alza gli occhi e crede di leggere “vita allo sbando”, ma forse si sbaglia.
O forse no.
E se un pannello informativo può leggere all’interno di un uomo, allora tutto è possibile.
Allora in questa storia possiamo anche avere tre protagonisti con lo stesso nome, immobili al chilometro 126 dell’Autostrada del Sole, direzione sud, fianco a fianco, perfettamente allineati, simmetrici, eppur così diversi.

Sulla corsia detta – eufemisticamente in questo momento – “di sorpasso”, Claudio “vita allo sbando” guarda il tachimetro della sua Porche, desolatamente moscio come il pene di un impotente. Batte le mani nervosamente sul volante. Poi porta un palmo al taschino della camicia in lino, estrae il blackberry e prende atto che nessuno gli ha scritto: né mail, né sms, nemmeno su facebook.
Spinge nervoso un CD nella fighetta sottile dell’autoradio e Bruce Springsteen attacca con voce rauca Tougher than the rest:

Well it ain’t no secret, I’ve been around a time or two
Well I dont know baby, maybe you’ve been around too
Well there’s another dance all you gotta do is say yes
And if you’re rough and ready for love honey I’m tougher than the rest.

Claudio ha ascoltato questa canzone molte altre volte in precedenza, spesso si è anche immedesimato. È più duro di tutti, ed è stato un po’ “in giro” nei trent’anni bruciati come un tiro di coca. E ora è immobile sotto il sole, e l’appuntamento a Bologna sta sfumando sotto i suoi occhi, che si girano a indagare il panorama automobilistico. Poca figa in vista, ma si eccita all’idea di rimorchiare una in coda e scoparsela sulla piazzola d’emergenza accanto agli altri automobilisti incazzati e invidiosi. Si nutre di trasgressione, Claudio, e lascia correre i pensieri per dare adrenalina al cervello. Immagina un gioco di sguardi attraverso gli specchietti, ammiccamenti di frecce, infratto al primo spiraglio. Lui lo farebbe, e conosce pure una che ugualmente si ecciterebbe all’idea. Ma lei sta a nord, lui va verso sud. E il mondo sembra fermo a ricordargli che la vita ha dei limiti.

Converte l’eccitazione in disprezzo e lo dirige sul veicolo accanto, in corsia centrale. Un uomo ben vestito su un’auto ricercata. Claudio già lo odia. Analizza tra sé: «È il tipo da cruise-control fisso a 129 km/h, per paura degli autovelox. Allora meglio quelli che fanno lo slalom, come me, o i vecchi incollati alla linea sulla destra. Ma questi insicuri che non scartano mai di corsia non li sopporto».
E il tipo – cazzo – canta pure da solo! I vetri vibrano per la musica all’interno. Claudio “vita allo sbando” abbassa il finestrino, un phon caldo invade l’abitacolo. Dal vicino proviene lo stesso CD della sua auto, ma su una traccia diversa. Due Bruce si mescolano nell’aria incandescente.

Spare parts
and broken hearts
keep the world turnin’ around.

L’auto in corsia centrale è, come già prospettato, di un altro Claudio. Lo chiameremo Claudio “ossa rotte”, perché sta ascoltando Spare parts e perché le ossa se le è rotte per davvero.
Sta fuggendo dalla sua città, da una donna che lo ha ribaltato dentro.
Claudio “ossa rotte” ha lottato, con la vita. E le ha prese.
Ora subisce il caldo soffocante con rassegnata pazienza, rassicurato da un CD che ama e avvolto nei suoi pensieri come in un lenzuolo familiare. Bolle di ricordi gli esplodono nel cervello evaporando in nuvole di gas. Sono le tracce di lei: la sua risata, i suoi modi scazzatini, le improvvise accelerazioni, i salti senza rete. Poi il silenzio. E ancora l’adrenalina di pensarla.
E l’inutile consolazione di sapere di essere stato lasciato per eccesso di passione e non per noia.
Claudio “ossa rotte” si volta verso Claudio “vita allo sbando”. Vede una faccia da milanese tiroso e vorrebbe fargli il dito e magari abbassare il vetro per dirgli vaffanculo.
Ma in quei tratti, di leone impaziente in una gabbia di traffico, riconosce anche un po’ se stesso. E ha pietà di chi, abituato a mangiare la vita a morsi, si deve poi accontentare di un panino.
Alza gli occhi al pannello luminoso, sperando in notizie rassicuranti, non tanto per la fretta di raggiungere la meta, ma per l’urgenza di lasciare l’origine. Il pannello gli risponde con un “guida contromano, ritiro della patente”.
E lui pensa che, finalmente, quegli inutili pannelli cominciano a servire a qualcosa… Si sente tragicamente contromano, in effetti.

Una coppia affianca i due Claudio sulla corsia di destra. Come si chiami lei, non lo diremo. Lui è Claudio, ovviamente. Claudio “coscienzioso”. Sono rimasti inchiodati nella corsia dei lenti non per codardia ma perché, per la prima volta in vita loro, stavano sperimentando il sesso in auto.
In auto in movimento, si capisce.
In auto in movimento fino a quando il traffico non li ha immobilizzati in una posa compromettente, per l’esattezza.
Claudio “coscienzioso” ha i pantaloni a mezza coscia ed esibisce una decisa erezione che sfugge all’abbraccio dei boxer. Lei ha tolto le mutandine e allarga le gambe a facilitare le esplorazioni del compagno.
Non potrebbe essere altrimenti, anche loro stanno ascoltando Tunnel of Love, ma sono già alla traccia 5: Cautious man.
Bruce descrive la vita di Bill Horton, un ragazzo, per l’appunto, coscienzioso:

On his right hand Billy tattooed the word love
and on his left hand was the word fear
and in which hand he held his fate was never clear.

E potrebbe essere davvero la parabola di Claudio “coscienzioso”, stretto tra desiderio e paura, che proprio quel giorno aveva scelto il primo e dato un calcio alla seconda.

Billy met a young girl in the early days of May
It was there in her arms he let his cautiousness slip away.

Esattamente così. Un’esplosione di entusiasmo, di progetti, di sogni strappati tra amore e timore.
Dei tre Claudio, questo “coscienzioso” è l’unico che non ha fretta: non deve raggiungere nessuno e non fugge da niente. Ha scoperto una nuova dimensione e vuole godersela.
Ha buttato la razionalità. Si sente se stesso fino in fondo. Adora la donna che ha accanto.
Non più legata, la voglia lo afferra, le mani anticipano la mente.
Cerca avidamente con la bocca il corpo di lei. I seni gonfi. Il collo invitante.

Il muggito del clacson di un camion suggerisce non troppo discretamente che le loro effusioni non passano inosservate. Anche Claudio “vita allo sbando” ha colto qualcosa e si sforza di vedere meglio attraverso l’auto che li divide.
Sbircia movimenti insoliti, frammenti di pelle, ritmi irregolari. Crede di scorgere nel viso di lei la donna che sta raggiungendo a Bologna.
Ovviamente impossibile, ma molto altro in questa storia è poco verosimile.
E così Claudio “vita allo sbando”, prigioniero in un bolide immobile, assiste impotente all’orgasmo di quella che dovrebbe essere la sua ragazza, a meno che ci assomigli molto.
Perché lei, la tipa di Claudio “coscienzioso”, sta proprio godendo. Sfrontatamente, liberamente, sotto gli sguardi di chi vuole servirsi.
Sotto lo sguardo, ora, anche di Claudio “ossa rotte”, che si volta e, allibito, riconosce nella donna che muove il bacino con crescente ritmicità a cavalcioni di Claudio “coscienzioso”, proprio la tipa dalla quale fuggiva, ma che ancor più amava.

E in questa impossibile situazione, resa confusa dal caldo schiacciante, si leva acuto e limpido il grido di piacere della ragazza, mentre – solo elemento razionale – il pannello dichiara “traffico intenso” e le auto, da bloccate che erano, si rimettono lentamente in moto.
Chi verso la propria destinazione.
Chi in fuga dal proprio destino.

7 Commenti

  1. Marcy
    7 giugno 2009

    Beh..direi che la coscienza ha fregato nei tempi la ragione..palesando una presa di coscienza,una conprensione della realtà piu profonda delle cose .Concordo appieno con la coscienza..in fondo è l unica” realtà” che abbiamo ..scelto…..Kissss

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  2. P.S.
    10 giugno 2009

    Non credo tu non sappia cosa volevi dire.
    Io l’ho capito perfettamente!
    Sarà che sono avanti.

    Rispondi
    • inachisio
      10 giugno 2009

      Marcy e P.S., grazie di queste parole e di come mi leggete dentro…

      Inachis

      Rispondi
  3. cat's eyes
    15 giugno 2009

    mi piacerebbe conoscere anche solo uno dei 3 Claudio…sarebbe davvero interessante.
    anche se penso che vivano tutti e 3 dentro di te, o meglio, che tu viva attraverso loro…
    uno esclude l’altro ma tutti desiderano la stessa donna e cercano di viverla e di scappare da lei. L”istinto è più forte, viene a galla anche se cerchi di nasconderlo o di soccomberlo.
    Tu la vuoi. punto.

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  4. inachisio
    16 giugno 2009

    Grazie a Cat’s eyes per questo commento. Ho provato anche a risponderti in privato ma la mail era un po’ farlocca, tuo diritto, comunque. Ho risposto allora nel post di oggi, con una citazione di Mario Desiati che hi sembra appropriata.

    Inachis

    Rispondi
  5. cat's eyes
    16 giugno 2009

    mi spiace che tu non abbia potuto rispondere all’altro indirizzo di posta
    mi registrerò ora con un’altro perchè sono curiosa di leggere comunque cosa mi avresti scritto.

    Rispondi
  6. zibak
    25 agosto 2009

    i raptus improvvisi in autostrada sono lasciare libero spazio alla passione che improvvisamente ti coinvolge….. ben venga…….

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