Il blog di Dire Fare l'Amore

I capelli corvini della ragazza si stanno quasi perdendo nella folla di studenti che assiepano il corridoio. La raggiungo e la fermo per un braccio.
- Ciao!
- Ciao!
Facevo meglio a pensarla prima, una scusa. Che le dico? Ma è lei che mi spiazza, anticipandomi:
- Scusa per il biglietto. Sono stata un po’ impulsiva.
Arrossisco. Non voglio ammettere nemmeno a me stessa che in fondo in fondo avevo sperato che venisse da lei, e non da lui.
Evidentemente i suoi occhi scuri hanno i superpoteri, perché sembra leggermi dentro (o forse sono solo porpora in faccia). Aggiunge:
- Però sono contenta che ti abbia fatto piacere.
Non potendo arrossire ulteriormente, annuisco. Mi sento nuda. Esposta al suo sguardo. Mi vergogno. Ma mi eccita.
Lei sembra non avere esitazioni, continua:
- Senti, stasera mi hanno invitato a una festa, ti va se andiamo insieme?
La guardo con un’aria che deve apparire ebete, ma che in realtà tradisce il mio completo soggiogamento.
- O preferisci venire da me?, conclude scrivendomi il suo numero di cellulare sulla prima pagina del quaderno.
Apro la bocca e le dico:

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