Quattro chiamate senza risposta [sveltina]

«Vuoi rispondere? Cioè, guarda che non è un problema, non mi offendo…».
«No. Lascialo suonare, sarà mia mamma. Continua piuttosto a scoparmi… Non ti fermare. Così!».
Sfinito sul letto della sua camera in affitto, arredamento minimalista da studente universitario fuoricorso, riverso a pancia in su, Lorenzo giocherellava con il capezzolo di Tiziana. Il corpo madido di sudore e umido di umori. Dopo, non aveva nemmeno fatto la doccia. Lei, ovviamente sì; era una ragazza, e le ragazze si lavano più dei maschi.
«Il paradiso non dev’essere molto diverso da così», pensò.
Anzi, glielo disse anche.
Lei: «Già».
Insieme da due mesi, venticinque anni lui, ventitrè lei: una storia appassionata, frizzante, bruciante; per lui, la prima così importante. Lorenzo si girò a pancia in giù e la baciò tra i seni ma fu disturbato da un trillo proveniente dal comodino.
«Di nuovo? Rispondi pure; cioè, non c’è problema».
«Non importa, la richiamo dopo».
Lorenzo scese con la bocca verso il sesso di lei. Una mano affusolata lo afferrò per i capelli e lo trattenne.
«Tiz, devo chiederti una cosa. Non credi che la nostra storia sia meravigliosa? Cioè, cazzo, non ce n’è. Un’altra così non ce n’è».
«Oh, cavolo, scusa. Di nuovo il telefono. Giuro che la prossima volta lo spengo».
«Tranqui. Cioè, tranqui».
«Ci rivestiamo?».
«Sì, ma cioè, tipo la mia domanda? Cioè, che ne pensi?».
Tiziana si stava allacciando i jeans nell’angolo della camera. Aveva piegato bene i vestiti sulla sedia, lui invece li aveva gettati alla rinfusa. Guardò il display che vibrava e si illuminava per la quarta volta. Schiacciò il tasto rosso.
«Ora vado, Lory. Ci sentiamo, eh?».
«Cioè, Tiz. Io ti amo troppo. Ti penso troppo. E tu?».
«Certo, Lory. Bacio».
Lorenzo si lasciò cadere sul letto della sua camera guardando la silhouette della ragazza controluce sulla porta.
Tiziana scese le scale, sbloccò il lucchetto del motorino, prese il casco dal bauletto.
Prima di indossarlo, si sedette sul sellino e aprì con uno scatto il cellulare.
Quattro chiamate senza risposta:
Pietro. Ti ho cercato alle ore 15.07 del 21/04.
Luca. Ti ho cercato alle ore 15.23 del 21/04.
Stefano. Ti ho cercato alle ore 15.55 del 21/04.
Andrea. Ti ho cercato alle ore 16.09 del 21/04.
Quattro messaggi.
Pietro. “Ciao Tiz. Sei speciale e fare l’amore cn te è qlks di stup. Richiamami, ho voglia di vederti”.
Luca: “Ke voglia di fare sex cn te. Ke fai stasera?”.
Stefano: “Ke stai facendo? Io vorrei essere lì cn te. Fai troppo bene l’amore. A quando?”.
Andrea: “Amore. Ti penso tutto il giorno. Sei il mio sole, la mia luce. TV1KDB”.
Tiziana richiuse il cellulare nell’istante in cui arrivava un nuovo messaggio. Lo riaprì, senza troppa curiosità.
Lorenzo: “Cioè, oggi ero in paradiso cn te. Ti amerò sempre. E tu?”.

















Molto realista…. molto…
))
:s

oh mamma 23 anni ma un’esperienza bella lunga
ahahhahahaahhaha
Il racconto è, in effetti, un po’ esagerato. Ma è stato ispirato da alcuni blog di ventenni non molto più monogame della Tiziana di cui parlo io…
Inachis
MERAVIGLIOSO!!
Davvero…:-)
cazzo mi sa che questa io la conosco… ah ah ah…. in uni da me di ‘Tiziana’ ce ne stanno parecchie…
NON presentarmela!
Inachis
tragico!!!
come la realtà
Credo non sia poi così esagerato eh? Mai fidarsi delle donne. Da anni che vado ripetendo…
Non me ne stupisco, anzi…
Carino. Un pò banale per il fatto stesso d’essere così realistico, ma carino.
Anche se, c’è un appunto da fare: questi sono casi non molto comuni.
Non “discriminiamo” solo le Donne, tanti maschietti fanno peggio, purtroppo, ed anche con più facilità.
Giuste queste osservazioni. Di solito io “attacco” di più i maschi proprio perche lo sono anche io. Ma stavolta mi veniva meglio così
Concordo con Missenne…comunque vero, è molto realistico. E il bello è che queste tipe sono quelle che la vincono….uomini, uomini…ma dove sbattete la testa? Comunque è la prima volta che vengo qui, sono incantata. Racconti stupendi.. I miei complimenti, davvero.
Occribbio…ma esistono davvero ventitreenni che parlano così? Io ne ho 21 e credo di aver saltato a piedi pari la fase dei “cioè” e dei “tipo”
è vero che l’ironia è il pezzo forte di questo racconto…ma mi dirigerò verso altri lidi (sempre su questo sito, chiaro)
Ehhhh, questo è un commento che merita attenzione. E probabilmente ci ha pure preso… Devo lavorare di più sul linguaggio, allora. Ok. Grazie perché spesso aiutano più le critiche che le lodi. Speriamo ALMENO che ti piaccia qualche altro racconto!