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Claudia Scano, Ma l’amore no, Blonk [recensione]

Claudia Scano - Ma l'amore no - Blonk

Claudia Scano – Ma l’amore no – Blonk

Questa è una recensione atipica e personal-personale di Ma l’amore no, romanzo di Claudia Scano pubblicato da Blonk editore. Una di quelle recensioni che alla fine tu, lettore delle recensioni, se diventi (come spero) anche lettore del libro recensito, dici “ah, era questo libro?”. Tipo quando conosci la gente su Tinder e poi quando citofona al tuo appartamento (terzo piano, seconda porta a sinistra) dici: “ah, era questo tizio?”. E guardate che questa cosa di Tinder non l’ho detta a caso (e nemmeno perché ne sia esperto), ma perché c’è proprio nel libro; e siccome quando Chiara apre la porta poi pensa “ah, che figo”, io vorrei che se dopo questa mia recensione tu lettore leggerai il libro pensassi: “ah, che figo”.

Che poi Chiara è pure la protagonista del libro. Chiara, diciamolo, è una che sei sei maschio o ti ci innamori o te ne tieni alla larga, che spesso sono pure sinonimi come situazioni, soprattutto nel senso che ti innamori delle persone di cui cerchi di stare alla larga, e viceversa. Secondo me, in Chiara, se invece sei una lettrice femmina, ti riconosci almeno un po’. Ma sto divagando: Chiara è la tipica ragazza che le tocca di vivere a Milano di questi tempi (precaria, creativa, miniappartamento, messenger come se piovesse, relazioni sociali alcoliche) ma che è come se fosse sempre in viaggio alla ricerca di qualcosa, nella fattispecie se stessa. Dal suo ufficio vede la finestra di fronte, dietro la quale scorge una signora anziana che sbircia fuori, protetta dagli scuri. E invece lei, Chiara, pensa una cosa che secondo me riassume tutto il libro. Chiara pensa: “non volevo essere come lei, che passava il tempo a guardare cosa accadeva agli altri, volevo essere tra quelli che venivano osservati, quelli che la vita la stavano vivendo, sbagliando”. Ecco, in questo Chiara riesce benissimo. E altrettanto bene riesce l’Autrice, Claudia Scano, a raccontarci un percorso di vita.
Adesso tu lettore o lettrice, se leggerai Ma l’amore no, non fermarti sulle solo scene di sesso che tengono alta la tensione narrativa e mostrano bene la vera intimità dei protagonisti, vai oltre, fai delle domande a Chiara. Tipo: “Ah, Chiara, ti volevo chiedere cosa hai capito di te con queste esperienze?”. O anche: “Chiara, che fai stasera?”. Perché un po’, leggendo, verrebbe voglia di uscirci, con Chiara, ma anche con la simpatica compagnia delle sue amiche-pollastre; di andare alla Santeria e al terzo cocktail vedere un po’ cosa ci si racconta.
Perché io credo che sotto questo romanzo, sotto il viaggio che percorre la protagonista, ci sia un tema profondo, che personalmente sento molto vero e che credo ci attraversi tutti: quello della tensione tra la libertà (sessuale, ma prima di tutto mentale) e la coerenza con se stessi. Tra la propria identità e l’identità che si condivide nelle relazioni (di coppia, ma non solo).
Io Chiara ho cercato di conoscerla, leggendo il romanzo, ma anche ascoltando le canzoni che fanno da colonna sonora ai capitoli, insieme ad altrettanti titoli di romanzi che costituiscono una biblioteca ideale parallela, un percorso a fianco alla trama.
Questa Claudia, che con tanta schiettezza ci mostra le sue cicatrici, mi piace. Questa Claudia, che con sensibilità e poesia ci parla dell’amore, mi piace (E presumo dovrebbe piacere anche a Guido Catalano, il sommo poeta, del quale la protagonista è sommamente innamorata).
Claudia Scano
Ma l’amore no
Blonk editore 2016
in carta e ebook
PS per i milanesi: martedì 12 alle ore 18,30 il romanzo sarà presentato presso Tres Bistrot, via Savona 1, 20144, Milano

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