Il blog di Dire Fare l'Amore

In vacanza con il Kindle e la sindrome dell’arto fantasma

kindle on the beach

Il mio kindle prende il sole con me

Come ampiamente sbandierato in precedenza, ho vissuto la mia prima vacanza-ebook, con il kindle al posto del borsone dei libri. Esperienza molto positiva, ma a volte con una strana situazione di “amputazione”. Avete presente “l’arto fantasma” di quelli che hanno perso una mano (es. John Irving, La quarta mano)? Ecco. Tipo.

Avere tutti i libri dell’estate, e anche molti di più, in un lettore che pesa 292 grammi è un’enorme comodità. Però è anche straniante: ci sono alcuni piccoli-grandi adattamenti da compiere, abitudini da cambiare. Ecco i miei…

Un curioso nel gabinetto

Una persona con un libro in mano è universalmente riconosciuta come “persona da non disturbare intenta a farsi i cazzi suoi”, esattamente come non si busserebbe alla porta di una toilette chiedendo «Mi fai vedere come funziona lo sciacquone?». Per me leggere è un momento intimo e solitario come fare la cacca. Invece se hai in mano un kindle o un altro ereader, per la gente comune non stai leggendo un libro, stai mostrando un oggetto nuovo, interessante, chissà-come-funziona, me-lo-fai-provare. Ogni cinque minuti qualcuno ti chiede «Cos’è?», «Ma lo usi per leggere?», «Ci stanno dentro molti libri?». Inevitabile, almeno finché non sarà universalmente diffuso.

 

Don’t judge a book by its cover

Il libreria il lettore medio sceglie il libro da leggere dedicando circa due secondi alla copertina e, eventualmente, dando una scorsa alla quarta. Nel mio kindle, forse perché non mi ci sono applicato troppo io a convertili con cura, i libri non hanno quasi mai la copertina, molti cominciano proprio con la prima riga di testo, e morta lì. In ogni caso lo schermo è in bianco e nero e la copertina si vede al massimo in scala di grigi. È un impoverimento.

 

È morta la vedova! La piange l’orfano

Chi ha un po’ di dimestichezza con l’impaginazione editoriale, sa che nel libro stampato si cercano di rispettare alcune regole: per esempio evitare gli orfani (righe finali di un periodo che non arrivano fino al margine destro nella prima riga di una pagina) e le vedove (l’inizio di un periodo nell’ultima riga di una pagina). Non solo, di solito si cerca di limitare il numero di a capo consecutivi, per non avere a destra una colonna di trattini, di curare la spaziatura tra le parole e altre piccole attenzioni che spesso il lettore non nota, ma che danno un effetto gradevole alla pagina. Nell’ebook tutto questo è scomparso, morto, insensato. Reimpaginandosi a seconda del corpo del carattere, le pagine sono piene di orfani e vedove; le parole non sono sillabate e quando una parola è troppo lunga viene mandata tutta a capo lasciando uno spiacevole bianco. Questioni di stile: il libro si legge lo stesso, ma l’effetto è diverso.

 

Sono già a pagina 73%

L’ebook, per sua natura, non ha una “pagina” fissa e definita come un libro. A seconda delle dimensioni dello schermo e di quelle del carattere il libro viene reimpaginato occupando più o meno schermate. Ecco perché non si parla di pagine ma di percentuale. Da un certo punto di vista, questo piccolo “contachilometri” in basso che cresce di un 1% alla volta è uno stimolo a leggere di più, a cliccare ancora un volta per vederlo fare un altro scatto in avanti. Però manca la sensazione di avere un blocco di libro più spesso nella mano destra, che poi lentamente si assottiglia per crescere a sinistra.

 

Cosa stavo leggendo?

Diligentemente ho archiviato i miei ebook in diverse cartelle: narrativa straniera, narrativa italiana, saggistica, erotismo… Il fatto di avere tutti i libri lì, a portata di click, ha acuito in me la tendenza già presente di leggere più libri alla volta, secondo l’umore del momento o magari la stanchezza. Saltare di qua e di là con il kindle è facilissimo. Problema: spesso non sai più che libro stai leggendo visto che non hai in mano la copertina e ti ritrovi davanti una pagina di testo uguale a mille altre.

 

Chi mi ha fatto le orecchie al kindle?

Basta orecchie! Il kindle permette di sottolineare passaggi del libro e di scriversi degli appunti. Non solo, può visualizzare anche i passaggi più evidenziati dagli altri lettori e permette di condividere sui social network i propri brani preferiti (ma quest’ultima caratteristica non l’ho ancora usata). Tutte queste funzioni sono utilissime e mi hanno aiutato per esempio a scrivere un recensione con molta più comodità.

 

E per voi?

 

 

4 Commenti

  1. marcy
    4 settembre 2011

    Cavolina… che vacanza Inachis!!!! ;-)

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  2. marcy
    4 settembre 2011

    Vedove e orfani a parte… BENTORNATO

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  3. Isadora Drunken
    4 settembre 2011

    Non sono ancora passata al kindle. Titubo. Ma quella delle vedove e degli orfani non la sapevo. Ci farò caso, e intanto, grazie. :-)

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  4. Lust
    6 settembre 2011

    Io prossimamente, spero entro fine mese, opterò per l’ereader della Sony SONY PRS-650B.
    In metro ne vedo tante di persone con gli ereader.
    Innanzitutto si risparmia in termini monetari e si risparmia anche spazio. Quante volte ho dovuto dare alla biblioteca libri che mi occupavano solo spazio dopo esser stati letti.

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