Il blog di Dire Fare l'Amore

La disposizione degli organi interni [recensione]

Avere un orgasmo vuol dire A come Amnesie transitorie. C come Crisi da sovraccarico sensoriale. G come Globuli rossi che vengono a truccarmi le guance abbandonando il cervello. P come Perdita di coscienza. R come Respiri rapidi. S come Spasmi sinaptici.

Sofia Natella | La disposizione degli organi interniUna giovane ragazza, un tipetto curioso, sperimentale, fantasioso, non una monachella inacidita, ha perso il suo orgasmo. Arriva alla soglia del piacere e poi se lo sente sfuggire dalle dita «come un osso bagnato».

O forse, più esattamente, ha perso se stessa ed è la vita stessa che le sfugge.

E il romanzo è un viaggio attraverso Diagnosi, Cura e Guarigione (le tre parti del volume) alla ricerca del piacere perduto, tra esperienze anche estreme, un’amica sempre in cerca di avventure da conferma di autostima, un lavoro stressante e un carismatico dottore che guida i passi dell’anonima protagonista. E poi Lui. Lui che è malattia e rimedio, medico e paziente, causa ed effetto. Lui che forse nemmeno sa quanto sia presente nella testa, e nella vagina, di lei. Che forse non è consapevole di quale treno d’amore l’abbia appena investito.

Ho letto questo libro da uomo, e non poteva essere altrimenti, identificandomi spesso nel personaggio maschile. Il pisello in resta fin dalle prime pagine, perché è un libro che emana erotismo, e del tipo che piace a me: quello in cui sono i particolari a dare il tono alla scena, in cui le sensazioni prevalgono sulle descrizioni. Leggete per esempio la scena del club privé (pag. 58) per capire cosa intendo.

Il birillo allegramente eretto, ma la testa che segue un altro percorso, perché il romanzo mi mette anche in discussione. Le profondità, le ampiezze, le sfaccettature, la fragilità e l’enorme potenza del piacere di una donna sono qui raccontati con grande precisione e lucidità, e sempre con leggerezza e fantasia. Sofia, come è del resto nel suo stile, ne parla senza mezzi termini e senza giri di parole. O forse sì, con molti giri di parole, con una mitragliata di metafore preziose e curate che aggiungono senso a ciò che il vocabolario non può descrivere. È come guardare da vicino un mondo che spesso noi maschi semplifichiamo o ignoriamo tout-court. Non solo facciamo fatica a capire ciò che una donna vive nel desiderio sessuale, ma forse fatichiamo anche a capire come possiamo essere noi l’origine di questo desideri0, ciò che possiamo suscitare con parole, emozioni, attenzioni.

Sono rimasto colpito dalla capacità di leggere dentro le pieghe del corpo, e non solo di leggere ma anche di dire. Il sesso di cui si parla qui è prima di tutto comunicazione, con se stessi e con il partner. È sapersi ascoltare e sapersi raccontare. È un grande atto d’amore nel consegnare se stessi, nudi, indifesi, a un’altra persona.

Credo che la lettura mi abbia dato molto, e molto possa dare alle donne e agli uomini che lo leggeranno. Penso anche che sia un libro da leggere in coppia, cosa che mi riprometto di fare.

È un libro, infine, che fa luce su un mistero, quello della disposizione degli organi interni (da cui il felice titolo): vagina, cuore, cervello. Organi che sembrano di volta in volta cambiare posizione, stabilire nuove e diverse connessioni, gerarchie, priorità. Oppure fondersi in un solo, olistico, Organo che tutto governa e dalla cui integrità dipende il nostro piacere, non solo sessuale.

 

Non sono nessuno per dirlo, ma mi piacerebbe essere il primo ad averlo fatto nel caso in cui poi succedesse veramente: questo libro per me ha i numeri e la visionarietà per diventare un caso, un manifesto, come fu Zone umide di Charlotte Roche in Germania, o il Pornomanifesto di Ovidie in Francia. Bene, io l’ho detto. Ora spero accada.

Titoli di coda

Ci sono alcune cose di cui sono grato in particolare a questo romanzo e alla sua autrice:

-          Grazie di aver affrontato un tema, la difficoltà dell’orgasmo, che riguarda moltissime persone, ma che richiede coraggio e onestà per essere trattato;

-          Grazie di averlo fatto con un linguaggio spumeggiante e curato, lieve e ricco che permette di dire tutto senza imbarazzo;

-          Grazie di aver aperto gli occhi anche a noi uomini sul meraviglioso giardino che spesso ci troviamo davanti agli occhi (e non solo agli occhi) e che spesso non sappiamo apprezzare, o anche solo ascoltare;

-          Grazie perché è un romanzo che non nega la sofferenza ma che è abitato dalla speranza («Non voglio più aspettare che ci sia bel tempo per passare una bella giornata» pag. 185);

-          Grazie perché questo libro mi aiuterà a fare meglio l’amore. A dire e fare meglio l’amore.

 

Backstage

Le cose sarebbero forse andate diversamente senza una birra alla ciliegia e una serata senza fretta con Sofia quando era ancora Sophie, a raccontarsi e a scoprire affinità. E sarebbero andate ancora diversamente se non fosse stata la sera del giorno in cui il libro andava in stampa, subito prima delle (mie) ferie. Il desiderio, quasi la fretta di leggerlo mi hanno fatto vagare, appena sbarcato dalla Grecia il giorno stesso in cui il libro usciva in libreria, per il corso della prima città italiana incontrata sul mio cammino, mi hanno fatto insistere con il commesso perché controllasse meglio se il libro non era davvero arrivato (“A computer c’è, ma non lo trovo. Ripassi domani”, la tipica risposta del libraio pigro e troppo informatizzato), perché aprisse le scatole del distributore e mi smollasse una delle sue due copie. Poi la sera a leggere finché la mente non cominciava a seguire propri sentieri e la mattina presto, mentre la casa dormiva, a finirlo con gusto. Il resto, è questa recensione.

 

Sofia Natella

La disposizione degli organi interni

Aliberti freestyle 2011

240 pagine – 15,00 €

 Il blog di Sofia Natella

 

12 Commenti

  1. Isadora Drunken
    26 agosto 2011

    Immagino non mi resti che andare a comprarlo! (sì, passo di qui tutti i giorni, io) :-)

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  2. Maria
    26 agosto 2011

    Di già??? sei più veloce del vento!!!

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  3. inachisio
    26 agosto 2011

    @Isadora Ormai sono un opinion leader, sposto copie più di Fabio Fazio! :)
    @Maria sono un uomo, l’importante non è arrivare, ma arrivare primo!

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  4. Frnacy
    26 agosto 2011

    Corro a comprarlo!
    Francy

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  5. Maria
    27 agosto 2011

    Per alcune cose bisogna prendersi il tempo giusto ;-)

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  6. isaB
    28 agosto 2011

    Oook! Mi fido del Guru e compro!

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  7. inachisio
    28 agosto 2011

    Sono sempre più convinto di questo libro. domani forse gli dedico un secondo post…

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  8. a.
    28 agosto 2011

    Ancora di orgasmo? certo il botteghino è assicurato orgasmo e dolore ‘tirano’ perchè ad ogni livello ci si pasce di questa sorta di feticcio. l’orgasmo perduto, l’orgasmo ritrovato, l’orgasmo che non era orgasmo e ce lo insegna meg ryan ma la summa della scena sono i due vecchietti che vorrebbero ordinare “quello che ha preso la signorina” http://www.youtube.com/watch?v=ywMviR3nq8g.
    Ah poi il linguaggio ‘spumeggiante’ o ‘leggero’ certo fanno la differenza ma non la sostanza :=)

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  9. inachisio
    28 agosto 2011

    Ciao a.
    Credo di capire quello che vuoi dire, e in effetti questo sospetto era anche mio, prima di leggere il libro. Ma in realtà in questo romanzo la questione dell’orgasmo è come la porta d’ingresso alla dimensione della comunicazione nel sesso, dell’essere se stessi. Questa secondo me è la vera idea forte del libro ed è quella che ho cercato di mettere in evidenza nella recensione. Sono d’accordo che assolutizzare l’orgasmo è una strada senza uscita. Ed è un po’ quello che succede nella prima parte del libro alla protagonista.

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  10. joshua
    29 agosto 2011

    Da leggere … sempre che non trovi anche io un libraio pigro d’agosto …

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  11. Fioredimaggio
    29 agosto 2011

    mi hai incuriosito…lo comprerò sicuramente!!!!!!!

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  12. inachisio
    29 agosto 2011

    Qui c’è una riflessione ulteriore. Da maschio.
    http://www.direfarelamore.it/2011/08/29/la-disposizione-dei-miei-organi-interni/

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