Il blog di Dire Fare l'Amore

Quale porno farò vedere ai miei figli?

Milano, via Rovello e poi, con il fiato in gola, via Dante fino quasi a Cairoli. Esterno, giorno. Anni ’80. Io che corro, corro cercando di non far cadere i giornaletti e nel contempo di nasconderli alla vista, ma quelli svolazzano come piccioni, si sfogliano, mostrano il loro prevalere di rosa carne ai passanti incuriositi. E quando finalmente li stringo nella mano, ecco svelare le testate: “Le Ore” e “Men”. Dietro di me, in avvicinamento inesorabile, l’edicolante di via Rovello a cui ho appena rubato, incensurato minorenne (e quindi impossibilitato a procurarmeli per vie legali), due giornaletti porno.
Non so se avete mai notato quell’edicola a fianco del Piccolo che tiene esposte le riviste come panni stesi, appese con le mollette a dei fili? Ecco, quella. Una volta stendeva anche i giornalini che per noi adolescenti costituivano un richiamo irresistibile.
E io, infatti, dopo aver progettato un piano, scelto attentamente il momento opportuno e la via di fuga, irresistetti. Ma non fui abbastanza svelto, e l’edicolante, balzato fuori dal negozietto con sorprendente agilità, mi inseguì per buoni duecento metri, fino a quando – temendo più che l’arresto, la soffiata ai genitori – decisi di lasciare il bottino che si sfogliò disordinatamente sul pavè e, perdendo questo, guadagnare la libertà sotto le sembianze protettive della scala della MM1.
Era, credo, il 1981, io avevo 15 anni e il porno era merce diffusa ma non accessibile come ora. Era un bene privatizzato e a caro prezzo.

Oggi, quella stessa età, l’ha mia figlia. Tra poco la raggiungerà anche il secondo, poi il terzo. E io so che saranno (sono) in contatto con il porno in un modo molto diverso da come fu per me. Se noi il porno lo cercavamo, oggi è il contrario: è lui che cerca noi. E’ più facile finire su un sito hard, scaricare per sbaglio un film XXX, che trovare altri tipi di contenuti.
I miei genitori si chiedevano (credo, temo) come tenermi lontano dalle sirene del porno. Io mi domando, invece, quale porno far vedere ai miei figli. So che, detto così, suona eccessivo, antieducativo e provocatorio, ma credo invece che sia una domanda legittima. Sto leggendo il libro di Erika Lust Per lei, sul porno fatto dalle donne. Quella, per esempio, è una strada.
Non voglio tenere i miei figli lontani da un mondo che è il nostro mondo, che è inevitabile, che plasmerà in ogni caso una parte del loro immaginario, voglio dare loro l’opportunità di scoprirlo anche in un modo diverso, slegato per esempio dalla violenza e dalla sopraffazione della donna.
E poi, a dire il vero, spero che scoprano il prima possibile quanto è molto più bello fare l’amore!

8 Commenti

  1. Isadora Drunken
    14 giugno 2011

    Non so se sia una buona idea indirizzare i figli verso un porno piuttosto che un altro. Non per il porno, ci mancherebbe! Ma perché credo che la nostra generazione si sia impossessata di aree private della vita dei nostri figli, a cui non lasciamo più nulla da scoprire. E’ come se volessimo fare loro dei corsi di vita full immersion per cercare di prepararli a tutto. Non so se avrei scambiato le mie emozioni, per quanto incasinate, con un bel discorso preparatorio (o due, o tre, o un libro) fatto dai miei…

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    • inachisio
      14 giugno 2011

      Sono perfettamente d’accordo sul fatto di non indirizzare. Sarebbe sbagliato, e non solo imbarazzante, che un genitore desse consigli di visione pornografici ai figli! Però è un tema che esce fuori ogni tanto, forse con più normalità di come avveniva per noi. E questo non so se è un bene, perché temo che sia il segno non di una maggiore libertà ma di una banalizzazione del sesso. Essendo però argomento di comunicazione, mi pongo il problema di come parlarne, per non demonizzare o spaventare, ma anche per dare un mio onesto punto di vista…

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  2. fioredimaggio
    14 giugno 2011

    lo scopriranno da sè..senza bisogno di essere indirizzati..così come abbiam fatto tutti…
    mi hai fatto ricordare il mio primo incontro con un giornalino porno…ero a casa di mia nonna..avrò avuto circa 9 anni e cercavo ,ingenua, un Topolino d’annata nella stanza di mio zio..e incappai per “caso” in un giornalino porno…
    ma sarà stato davvero caso? ;)

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    • inachisio
      15 giugno 2011

      Beh dai, a nove anni è “caso” davvero…. Poi magari si diventa più intenzionali :-)

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  3. Isadora Drunken
    15 giugno 2011

    Forse quello che avrei davvero voluto a 14-15 anni è che qualcuno mi avesse spiegato che le prime volte il sesso non è magico. Che è molto più difficile imparare a fare sesso che imparare ad andare in bici, nonostante la prima attività sia più naturale della seconda, non fosse altro che per fare sesso hai la dotazione standard inclusa e gratuita e invece la bici te la devi procurare. Avrei voluto qualcuno che mi dicesse che i violini e l’estasi arrivano (se arrivano) molto dopo e che le esibizioni vocali e ginniche dei porno hanno lo stesso tasso di aderenza alla realtà di un cartone di Wil Coyote. Mi sarei preoccupata di meno e divertita di più. :-)

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  4. laura
    15 giugno 2011

    Inachis-io, intanto il tuo racconto di un te ‘bambino’ che fugge goffamente con il suo segreto bottino è tenerissimo e rende splendidamente le emozioni del momento. Come sempre sai cogliere dritto al cuore delle cose.
    Riguarda alla tua domanda, mi sembra che tu stesso ti rispondi da solo: il tuo adolescente è ancora un bambino che vorrebbe ma …. deve rubare, come se sbirciasse di nascosto qualcosa che ancora non è maturato dentro di lui.
    Concordo pienamente con Isidora non è possibile fare corsi full immersion soprattutto sul sesso che dipende da molteplici questioni tutt’altro che semplici.
    Ognuno deve, purtroppo, fare la sua strada e sperimentare.
    Se hai culo ti troverai vicino degli adulti discreti ed empatici e se no la strada sarà un po’ più in salita.

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  5. uvisigu
    16 giugno 2011

    Mia figlia ha 17 anni. Aveva sei anni quando mi chiese come fanno l’amore i gay, con tranquilla, serena, naturale curiosità. Indossai la maschera della calma olimpica sopra il consueto turbamento e, come sempre prima e dopo, le diedi le risposte che cercava. E’ molto tempo che non mi chiede più nulla, proprio ora che forse ora l’amore lo fa. Penso sia giusto, e forse è giusto anche che io non sappia. Penso abbia conservato la tranquilla, serena, naturale curiosità che per noi era ansiogena, colpevolizzante e segreta. Ma penso anche che i genitori non siano gli adulti più adatti, perchè piaccia o meno, sono l’istituzione e il potere e il confidente in questa fase non lo possono fare, anche quando si illudono di esserlo.

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  6. inachisio
    20 giugno 2011

    Torno ora da tre giorni via per lavoro. Mia figlia mi ha accompagnato, essendo in vacanza. E’ stato uno dei momenti più importanti della mia vita. Non abbiamo parlato di sesso, ma abbiamo comunicato tanto, in tanti modi. Ho ripensato spesso in questi giorni a questi vostri commenti e ad alcune mail che ho ricevuto. Sono stati importanti per me. Grazie

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