Il blog di Dire Fare l'Amore

Due uomini e un riad

foto inachis io

Questa è la storia di un amore nato tra le mura di un riad, il tradizionale palazzo marocchino sviluppato su più piani intorno a un cortile. Inaccessibile, solido, poco ostentato nelle sue mura esterne, il riad mostra tutto il suo lussuoso splendore non appena varcata la porta di ingresso, svelando un tesoro di pareti lavorate, di soffitti in legno istoriato, di archi e porte in legno pregiato.

E questa è anche la storia di un amore tra due uomini belli, vivi, creativi. Uno proveniente da un paese in cui l’omosessualità è vietata per legge, ma tollerata. L’altro da un paese in cui invece è permessa per legge ma discriminata nei fatti e nei pensieri. Il primo marocchino, il secondo italiano, come si era intuito. Li ho incrociati per caso, a cavallo del 2011 in un viaggio a Meknès, in Marocco, ho ascoltato commosso la loro passione per questa casa, comprata tre anni fa, fatiscente, e rimessa a nuovo con gusto e passione.

http://www.riaddor.com/

Troppo facile, troppo ingiusto anche, ricorrere ai luoghi comuni della maggiore sensibilità degli uomini che preferiscono gli uomini. Ma li ho sentiti raccontare di progetti fatti insieme, di disegni e di piante mentali o cartacee di come sarebbe diventato quel luogo, di soffitti, porte, finestre ricercate con cura nei mercati del posto, di dettagli pensati di notte e comunicati per telefono quanto uno dei due era lontano. E ho visto il risultato, e la cura, e la passione. E allora mi sono detto che questo amore che ha fecondato un rudere, che ha dato vita a un piccolo gioiello di calce e stucco, a un’oasi di accoglienza dove il viaggiatore diventa un amico, questo amore andava raccontato perché è la storia di un sogno che ha superato barriere culturali, mentali, geografiche. E’ un amore-riad, nascosto a chi passa per strada, ma caldo, accogliente e vivo per chi si ferma e bussa alla porta.

Chi volesse altre info:

Riad d’Or, Meknès, Marocco

2 Commenti

  1. Giulia Trapuzzano
    5 gennaio 2011

    Oh, dio…

    Rispondi
  2. laura
    12 gennaio 2011

    Insomma, un figlio in tutto e per tutto: pensato, desiderato, cresciuto con fatica e soddisfazione.

    Rispondi

Lascia un Commento