Il blog di Dire Fare l'Amore

Il maschilismo dei modi gentili

C’è un maschilismo dei modi gentili, garbato, educato, ben vestito che non è meno fastidioso del maschilismo gretto dell’uomo volgare.
Abita in noi, maschi colti e ben allevati da mamme protettive e premurose. Abita in noi, professionisti, intellettuali, sensibili e interessanti, e forse proprio per questo venati da un complesso di superiorità. Abita in noi, quarantenni apparentemente indenni dalla crisi di mezza età e poi intimamente turbati dal profilo del perizoma della cameriera che spunta dai jeans. Uomini risoluti di fronte alla difesa dei diritti delle donne, parigrado e tolleranti, e poi incapaci di trattenersi di fronte a un complimento, un’occhiata, un sorriso “a trappolone”.

Che non è seduzione.
La seduzione è un’arte ma anche una responsabilità. Si seduce una persona, perché interessa, perché ci si investe, perché sedurre è una forma di empatia profonda, di ascolto prima di tutto. Sedurre non è broccolare. Invece in certe forme di “rimorchio a strascico” c’è nascosta una forma di disprezzo, tanto più grave e offensiva quanto più ammantata dai modi gentili di chi ha avuto la possibilità di poter mostrare la propria natura con gesti e parole a modino, senza peraltro realmente crescere in maturità affettiva.

Il maschilismo dei modi gentili può essere nascosto nell’aprire una porta per guardare un sedere al passaggio, in un complimento fatto non perché meritato ma come amo gettato, in una mail allusiva quando non necessario. Assume mille forme, che mi piacerebbe in qualche modo recensire…

Ho chiesto così aiuto ad alcune amiche, per stendere una specie di lista, di atlante minimo. Ho ricevuto alcune risposte che riporto qui, ringraziando chi ha voluto contribuire. Altre ne aspetto. Altre ancora potrebbero venire da chi ha voglia di lasciare un commento.

Grazie

Inachis

- quelli che ti portano a cena fuori fanno tutti i romantici e poi non ti fanno godere a letto, sai tanto non serve sei una donna..
- quelli che sul lavoro si trattengono di dire le parolacce in riunione dicendo ops c’è una signora e poi si stupiscono che tu sia in grado di parlare e dire pure cose intelligenti.
-penso che i maschi siano maschilisti soprattutto quando fanno gli egoisti. Quando cioè non pensano prima di fare le cose. Non pensano che possan dar fastidio alla donna con cui sono o a cui dovrebbero far piacere. E’ vero che noi donne pensiamo troppo…. ma i maschi non pensano affatto (almeno quelli che conosco io) ed e’ per quello che spesso si litiga.
-quando guardano le altre, negando di farlo…
-quando danno per scontato che tu devi esser quella a servirli e riverirli. Per esempio se si deve cucinare aspettano che tu ti dia una mossa, mica chiedono se serve un aiuto..
- al lavoro quando danno per scontato che perché sei una donna non capisci un cavolo… cosi o fanno i carini perché dicono, poverina è una donna, oppure ti trattano direttamente da idiota.

19 Commenti

  1. belladigiorno
    25 luglio 2010

    Gli uomini non vanno interpretati, vanno capiti.

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  2. inachis_io
    25 luglio 2010

    Su questo concordo. E vale anche per le donne .-)

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  3. Biondascema
    25 luglio 2010

    a volte mi chiedo perchè guardare tutto dalla paerte maschile.
    parlo per me stessa, l'occhiata mi piace, anche il complimento, perchè negarlo?
    se indosso certe cose è perchè li esigo quei complimenti ed esigo quelle occhiate… sono una femmina maschilista? o semplicemente sono una che ci sta?
    il maschilismo secondo me è quando anche davanti ad un no l'uomo nn si ferma…
    nn so a quante sia capitato, a me personalmente a 18 anni!
    il maschilista è quello che pensa che tutto gli sia dovuto, che solo perchè ti ha puntato ti deve prendere,
    che quando gli gridi in faccia un no in fondo vuoi fare solo la ritrosa,
    che quando cerchi di difenderti è solo perchè vuoi qualcosa di più forte!
    secondo me è questo il maschilista, ma forse il maschilismo è dentro di me che nn troverebbe il coraggio di fare una denuncia, ma se l'è fatta passare con un po' di shopping, per gratificarsi!
    scusami lo sfogo.
    ma secondo me stai confondendo il maschilismo…anche le donne fanno commenti, il bel ragazzo suscita commenti, la tartaruga suscita più di un'occhiata, un bel sedere….
    …se questo è quello che intendi
    allora confesso:
    sono una donna maschilista!

    T.

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    • inachis_io
      25 luglio 2010

      Secondo me il maschilismo è proprio come lo descrivi tu: quando si crede di poter prendere un frutto senza aver coltivato l'albero, bere un vino che non hai fatto maturare solo perché hai voglia di farlo. Corteggiare è una cosa bellissima, ma che richiede rispetto anche nelle sue versioni più pazze e travolgenti.

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      • Flavio Zabini
        29 novembre 2010

        Invece il femminismo è pretendere che a coltivare l'albero (e a pagare materialmente e moralmente per farlo) sia solo l'uomo.
        Corteggiare fa schifo.
        Significa prostituirsi psichicamente.
        Significa dare tutto in pensieri, parole e opere avendo in cambio la sola speranza.
        Significa spendere in fatica, recite, corteggiamenti, sincerità, dignità (quando si dovrebbe fare da freddi specchi su cui provare l'avvenenza, da pezzi di legno innanzi a cui permettersi di tutto, da cavalieri serventi pronti a tutto per un sorriso, da mendicanti alla corte dei miracoli d'amore costretti a guardare dal basso verso l'alto colei che potendo dare "la sportula" può decidere del paradiso o dell'inferno) senza certezza del corrispettivo.
        La consensualità prevedrebbe (anche nelle cose non strettamente "economiche", ma tali in solo senso lato) accordi chiari a priori e basati su interesse e soddisfazioni reciproci e soprattutto garantiti dal rispetto del dare-avere (nessuno può avere con certezza e dare a capriccio, come pretendono le dame dal medioevo ad oggi)
        Nell'amor naturale amato dalle donne invece è solo l'uomo ad affrontare i rischi (materiali, morali, psicologici, economici ed oggi pure legali) e i sacrifici della conquista (come scritto nel libro mai scritto della vita imposto dalle donne).
        C'è ancora una inachis qualsiasi che osa chiedersi perchè poi, una volta riusciti in ciò, gli uomini passino al capitolo due dello stesso libro mai scritto, ove si stabilisce che il conquistatore possa disporre della città conquistata "pretendendo la cena" e "non occupandosi del suo piacere"? Ha già fatto abbastanza fatica prima. Ora tocchi alla femmina faticare e preoccuparsi delle attenzioni. Si può certo abolire (e forse sarebbe ora: un bene per ambo i genere) questo libro non scritto (e tornare ad essere uguali come da fanciulli), ma allora si smetta da parte femminile di pretendere dall'uomo i doveri del capitolo uno negandogli i corrispondenti diritti del capitolo due.

        P.S.
        Sono passato di qua solo per momentanea incapacità di trattenere il mio schifo per questo blog e questo modo di pensare femmineo. Contesto qualche altro commento e non mi vedrete più manco come lettore (tanto di "imparare ad amare o corteggiare" come voi vorreste non mi cale: preferisco pagare solo in moneta, felice puttaniere come sono da quando ho compiuto 18 anni).

    • Flavio Zabini
      29 novembre 2010

      Sei solo più sincera di tante altre, ma non del tutto. Parlo con un tu impersonale
      È colpa mia se ami l’ambiguità o usi a volte i no per testare l’interesse o prenderti tempo per scegliere o anche solo goderti la situazione di potere? Per me sarebbe più facile se i no fossero no e i sì fossero espliciti. Purtroppo sei tu che pretendi che uno non si arrenda ai primi rifiuti (e se lo fa lo chiami “pauroso” e lo disprezzi a vita). E sono io che mi condanno a ricercare l'amata fra le vaghe stelle dell'orsa se aspetto dei sì espliciti…

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  4. Doctor retifist
    3 agosto 2010

    Verità sante quelle riportate nei vostri commenti, ma resta un dato oggettivo ed inoppugnabile: siamo diversi, tanto quanto le stagioni estreme dell’anno solare.
    Dopo lunghi studi, autoanalisi, autopsicanalisi, dibattiti, tavole rotonde tra amici e sconosciuti sono arrivato alla conclusione che noi uomini dobbiamo scendere di un gradino e voi donne salirlo…si, la verità brucia a noi mascietti, ma dobbiamo sforzarci di ascoltare e servirvi di più.
    Dobbiamo umilmente genufletterci ed adorarvi, con la mente e col corpo.
    A qualcuno sembrerà eccessivo ma credo che un pò di “sano” FemDom potrebbe essere la giusta medicina al nostro imperante maschilismo di vecchio stampo patriarcale, anche nei rapporti cosiddetti normali non necessariamente tinti dai colori del fetish e del BDSM.
    Con ossequi.

    Doctor R.
    un osservatore studioso della fenomenologia fetish

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    • Flavio Zabini
      29 novembre 2010

      Non è eccessivo quanto dici, è semplicemente insopportabile per la sua sola essenza.
      Tale idolatria della donna mi fa venire il voltastomaco prima di pranzo.

      Anche sorvolando sul fatto che siano state le società ispirataeda principi virili e aristocratici (la Grecia di Omero, l'india dei Veda, la Persia Iranica, la Germania Sacra e Imperiale) e non quelle matriarcali (restate prigioniere della specie o comunque sempre storicamente recessive) a fare fare un salto di gradino all'umanità (dalla preistoria alla storia, dal chaos al kosmos, dall'uomo naturale alle identità di sangue e spirito propriamente storiche), anche tralasciando la constatazione che quanto chiamato "patriarcato" si è risolto alla fine in un coacervo di privilegi per il sesso femminile (dal "diritto" al mentenimento alla servitù galante da te esaltata, passando per tutte quelle "protezioni cavalleresche" e quelle "idolatrie di stampo stilnovista" di cui le donne a parole negano l'esistenza ma di cui pretendono nei fatti la conservazione in maniera direttamente proporzionale a quanto dipingono come "maschilista" lo stesso medievo da cui tutto ciò deriva e a quanto blaterano di moderni diritti tenendosi stretti gli antichi privilegi), anche dimenticando quanto ormai la sopravvalutazione estetico-filosofica della figura femminile (dalla cultura ufficiale a quella pubblicitaria tutto quanto è più o meno fondatamente ritenuto maschile è visto come brutto, sporco, cattivo, violento, primitivo, banale, rozzo, semplicistico, mentre quanto è in maniera più o meno sensata accostato al femminile è presentato quale bello, puro, buono, pacifico, evoluto, inventivo, raffinato, complesso, ecc., anche quando l'esperienza quotidiana porrebbe dei dubbi, anche quando secoli di poesie, invenzioni e civiltà farebbero piuttosto pensare il contrario) abbia raggiunto le vette del parossismo (tanto da rendere ormai intollerabile per quasi tutti i miei coetanei il minimo corteggiamento: significa porre su un piedistallo chi gà troppo se la può tirare), limitandosi alla semplice sfera soggettiva ed eudemonica (abbiamo pur tutti, secondo voi moderni, il diritto a vivere liberi e felici!), seguire le tue parole (anche ammesse per assurdo per vere) implicherebbe rendere la propria vita, de facto, un'irrisione continua della propria essenza, un'impotenza costante della propria parola e della propria azione e una frustrazione perpetua d'ogni desio.
      Io voglio evitare tutto ciò, dovesse costarmi il posto in paradiso (o in cielo o nel paradiso terrestre dell'accettazione dei contemporanei).

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  5. Isadora Drunken
    29 settembre 2010

    Il maschilista più pericoloso è quello che gira dicendo che le donne sono esseri superiori e con questo giustifica ogni propria mancanza: ti sistema sul piedistallo di una presunta superiorità e pretende un inarrestabile fiume di comprensione e perdono per le sue meschinerie, perché lui, poverino, è un essere inferiore…
    Ho avuto un capo così, per un paio d'anni.

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    • Flavio Zabini
      29 novembre 2010

      Allora leggi il mio commento alla parte due di questo titolo e apprendi in cosa un rispettabile misogino si distingue da un volgare maschilista.

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  6. inachis_io
    29 settembre 2010

    Questa è mancanza di responsabilità. Verissimo… E' una forma di maschilismo anche quella… Spero di rispondere a questo tema col mio prossimo racconto della serie "Ormoni" che si intitolerà "Testosterone" :-)

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  7. nico
    11 ottobre 2010

    Qualcuno scrisse: “Per gli uomini ci sono donne da adorare e donne da scopare ,ma non riescono a distinguerle”…saggezza spicciola?

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    • Flavio Zabini
      29 novembre 2010

      Io (che mi firmo con nome e cognome) scrivo:
      "non vi è nessuan confusione. Esiste un'unica categoria di donne (cui appartengono anche le madri, specie se protettive e "maschiliste"): quella delle donne da allontanare dalla propria vita per il proprio benessere psicofisico e per la propria indipendenza. Poi da alcune di esse vi può essere bisogno (per naturale trasporto per la bellezza e non per scelta) di trarre momenti d'ebbrezza e piacere dei sensi e delle idee. Ma ciò può essere fatto senza complicazioni, attenendosi a rapporti di scambio commerciale.
      Un po' come per il petrolio: il fatto di averne bisogno non implica affatto si debbano adorare gli Arabi, vivere assieme ad essi o permettere ad essi di stravolgere i nostri costumi. Grazie a Dio esistono i commerci internazionali e le possiiblità di agire nel mondo per accrescere la propria forza contrattuale verso chi può vendere."
      Saggezza dei piccioli….

      P.S.
      Sono gli uomini, non le donne, a dividersi in due categorie: quelli che non ragionano (conosciuti da inachis) e quelli che, ragionando con la propria testa (e quindi seguendo la propria libertà e il proprio interesse e non quelli delle donne), sono detti misogini (perchè in contrasto con la cultura ufficiale politicamente corretta in senso femminil femminista, dalla scuola in mano alle donne alla propaganda politica in mano a uomini servi delle donne per interessi elettorali).

      Quelli che ragionano troppo, arrivano a dire: capisco che ad una donna questo non possa piacere, ma perchè mai fra quanto piace a me e quanto piace a lei devo essere io il recessivo, perchè mai al suo esprimere senza limiti, remore o regole la sua femminilità deve corrispondere il mio comprimere la mia mascolinità?)
      Non è ammissibile (per la stessa ragione prima ancora che per l'istinto) che al loro diritto a suscitare disio corrisponda il nostro dovere a reprimerlo, che al loro mostrarsi debba corrispondere il nostro non guardare (troppo), che al loro esprimere liberamente il naturale istinto di sentirsi belle e disiate debba corrispondere il nostro non poter mirare (disianti), seguire (con lo sguardo e l'azione) e cercare di ottenere (come sarebbe in natura) la bellezza, esprimendone il disio in maniera gioiosa, spontanea e per nulla ostile o violenta, che al loro esagerare a piacere nel diffondere disio, nell'illudere e persino nell'irridere, nell'umiliare e nel far patire nel corpo e nella psiche debba corrispondere il nostro obbligo assoluto a non uscire di un millimetro da limiti stabiliti peraltro non in maniera chiara ed oggettiva a propri, ma, a posteriori, in maniera vaga, soggettiva e dipendente dal loro solo capriccio, che quanto provoca il minimo e presunto ferimento alla loro soggettiva sensibilità sia punito da leggi e costumi nella maniera più vasta e dolorosa possibile mentre quanto in maniera ben più profonda ferisce la nostra diversa e non già inesistente psiche sia considerato inesistente o irrilevante come gravità, normalità da sopportare da parte nostra, diritto della donna o addirittura bello di essere donna!

      Finisco il mio ragionamento (perchè io sono fra coloro che ragionano troppo e nulla trattengono innanzi ad una "dama" e non si offendono ad essere detti per questo misogini) rientrando in tema nella risposta alla parte due di questo post sul prsunto maschilismo.

      Rispondi
      • inachis_io
        29 novembre 2010

        ora basta. ho capito le tue posizioni, le rispetto ma stai abusando dello spazio sul MIO blog.

  8. Flavio Zabini
    29 novembre 2010

    x l'autore:
    Ma se uno vuole iniziare un rapporto con una sconosciuta deve gettare l’amo, altrimenti come fa ad attrarla la prima volta a se?
    Le donne hanno già la bellezza (come amo cui far abboccare le prede), noi dobbiamo inventarci quei modi gentili.
    E a me già il fatto pesa. Se poi mi si fa passare tale sacrificio per colpa esplodo!

    x inachis
    Come detto nell'altro commento, quella della cena è una questione di scambio: se io sacrifico la mia naturale poligamia sull'altare (è proprio il caso di dirlo) del tuo desiderio monogamo, tu ti devi sacrificare nella monogamia (recitando da madre, ovvero dall'unica donna che può essere unica). Altrimenti perché io dovrei accettare di rinunziare al mio modo naturale di vivere (poligamo) e allontanarmi dalla madre vera?
    Perchè dovrei agire contro la mia natura e il mio interesse?
    Detto ciò, disprezzo gli uomini che vendono la propria libertà per un piatto di pasta, ma disprezzo ancora di più le donne che chiamano questo turpe commercio della sessualità maschile come "maschilismo".

    Rispondi
  9. Flavio Zabini
    29 novembre 2010

    Mancava la chiosa.
    “intimamente turbati dal profilo del perizoma della cameriera che spunta dai jeans.”
    Come se il disio non nascesse per natura, come se non fossimo noi a dover subire nell'emotività (senza alcuna possibilità di scelta) quanto, per capriccio, moda, vanità, interesse economico-sentimentale, gratuito sfoggio di preminenza erotica o sadico diletto ESSE decidono liberamente di provocarci (infatti nei paesi maschilisti per davvero ciò porterebbe loro almeno ad essere frustate in piazza).

    Questo blog è solo uno degli esempi della demagogia femminista d'origine angloamericana, la quale, nel suo tentativo veramente “nazista” (nemmeno la propaganda di Gobbels era riuscita a far sentire in colpa gli “indesiderati” in maniera così capillare, a ricordar loro la loro “inadeguatezza” in ogni momento e la loro "colpa" in ogni intimità) di far sentire in colpa gli uomini “per natura”, in ogni momento della loro vita quotidiana, a prescindere dalle effettive azioni e idee dei singoli (e certamente, nei casi citati, dalle loro intenzioni), ogniqualvolta desiderano, ogniqualvolta mirano, ogniqualvolta (magari dopo aver vinto timidezze e paure d'esser disprezzati) tentano un complimento o un approccio o anche semplicemente provano irresistibilmente ed involontariamente dentro di sé ingenuo trasporto per la bellezza non appena questa si manifesta ai sensi nelle lunghe chiome, del claro viso, nello slancio della figura, nelle membra statuarie, nelle forme rotonde dei seni, nella piattezza del ventre, nelle perfette e (a volte) lunghissime gambe modellate, nella pelle liscia ed abbronzata e nell'altre grazie che, come direbbe Dante, “è bello tacere”, è riuscita a convincere la quasi totalità della popolazione femminile (ma anche maschile, come tu dimostri) ad identificare (almeno potenzialmente) ogni espressione di disio naturale dell'uomo per eventuale “violenza”, “molestia” o “mancanza di rispetto”.
    Dico al suo autore “a viso aperto”: mi fai SCHIFO, SCHIFO, SCHIFO. Se direfareamare è questo, meglio scegliere lettaratestamentomesi. Addio

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    • inachis_io
      29 novembre 2010

      A me stai anche simpatico, ma francamente hai esagerato :-)

      Rispondi
  10. Marcella Marinelli
    21 novembre 2011

    Ma chi è mai questo falbio zabini?? Oh, non ti sacrificare, noi donne della tua presenza su questa terra possiamo farne tranquillamente a meno.

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