Il blog di Dire Fare l'Amore

Scrittori erotici eccitati

Sto partecipando a un dibattito su graphomania.it, nato da una lezione molto interessante di un corso di scrittura online. La lezione era, nemmeno a dirlo, sui racconti erotici.
Ora, pur non essendo scrittore, anche a me piace scrivere di erotismo e quindi ho voluto dire la mia osservando che «non si scrive per se stessi ma per il lettore. Nel racconto erotico, questo significa che non si scrive per eccitarsi ma per eccitare». Una lettrice invitava giustamente a dare un esempio che giustificasse questa affermazione. Mi permetto di farlo qui in forma più estesa.Mi sembra dunque che un racconto erotico riuscito debba avere come obiettivo il coinvolgimento del lettore; se necessario, anche la sua eccitazione (non c’è niente di male, anzi…).
Per fare questo, però, chi scrive deve in un certo senso “uscire da sé”. Quando questo non succede (e ho l’impressione che sia un difetto più che altro dei maschi), si ha l’impressione che il racconto descriva quello che l’autore vorrebbe poter vivere. Le proprie fantasie irrealizzate o magari anche inespresse.

Per dirlo in immagini, è come se chi scrive contemplasse il proprio bel pisello  che diventa oggetto delle attenzioni di una o più avvenenti comparse. Ma il protagonista è Lui. Una specie di “tutto intorno a te”, senza la ricarica Vodafone.
Non è questione di scrittura in prima o terza persona, ma proprio di intenzione, di punto di vista. Credo che il lettore lo avverta e si senta infastidito, come se fosse lo spettatore involontario di una masturbazione.

Quando invece si scrive “per il lettore”, l’autore mette in secondo piano i propri desideri e dà vita a dei personaggi che vivono, amano, godono e soffrono in qualche modo autonomamente. Si crea un mondo, fatto soprattutto di sentimenti, di colori, odori, suoni, persone. In questo mondo avviene magari anche del sesso, ma sempre inserito in un suo contesto. L’autore e il lettore sono lì, fianco a fianco, che assistono. Con una differenza: l’autore sa dove andrà a finire la storia.

Non sono riuscito a fare un esempio concreto, affiancando due testi diversi. Spero però di aver reso l’idea.

Inachis

6 Commenti

  1. darkblue67
    31 agosto 2008

    Hai reso perfettamente l’idea. E’ per questo che ci sono autori anche dilettanti ( come te) che rendono il racconto erotico qualcosa che leggi con piacere e non per morbosità.

    Il tuo scrivere trasferendo emozioni assolutamente normali senza dipingerle di torbido le rende non vietate ai minori.

    Non so…voleva essere un complimento ma magari mi è uscito un po’ così..sorry…:) you know..

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  2. cantuccina
    31 agosto 2008

    l’idea l’hai resa perfettamente e condivido pienamente ciò che scrivi…un abbraccio

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  3. utente anonimo
    31 agosto 2008

    Ciao Inachis. Visto che sono atterrata in graphomania grazie al link di questo post, mi sembra corretto riportarlo anche nel luogo d’origine :-))

    D’accordo con Inachis posso aggiungere, come contributo, che nei miei racconti – che però non sono di fantasia – do molto più risalto allo stato d’animo dei protagonisti, a scapito della materialità dell’atto sessuale. E in fondo, anche nelle esperienze più spinte che ho avuto e che narro, evidenzio l’aspetto umorale, psicologico che precede e accompagna una determinata scelta.

    Mi piace sperare di offrire uno spunto di riflessione sulle ragioni di talune scelte… causa effetto, azione reazione.

    E così, cerco di evidenziare quella sottile linea di confine che separa la razionalità dall’emotività: emisfero sinistro/emisfero destro del nostro cervello.

    I miei racconti – così come sono contestualizzati – si inseriscono nella famiglia dei racconti erotici, ma il sesso

    è solo il contorno di una storia che ha radici diverse e lontane e di cui, al momento, non ho ancora avuto la forza di narrare.

    Spero di riuscirci. Spero che i miei racconti (messaggi) giungano al lettore cosi come io desidero inviarli, cercando di limitare i rischi di una codifica deviante o comunque di un’entropia comunicativa.

    Se a fine percorso avrò raggiunto questo obiettivo, mi sentirò, perlomeno, un po’ più leggera.

    “Io speriamo che me la cavo”.

    Ps: ma lo sai che sei stato il primo del mio blogroll? Mi piaceva e mi piace il tuo blog. Complimenti sinceri.

    Kristalia

    Pps: il mio è un po’ incasinato in questo momento… sto ridefinendo le categorie e gli assestamenti “tellurici” non sono finiti.

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  4. Kristalia
    31 agosto 2008

    Scusa, mi sono incartata e dimenticata di fare il login e come se non bastasse, ho firmato il commento in punto sbagliato… chiedo venia.

    Kristalia

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  5. inachisio
    1 settembre 2008

    @ Darkblue: altro che vietato ai minori! Se si potesse insegnare ad amare anche ai ragazzi/e…

    Yes, ho colto il complimento!

    @ Cantuccina: intanto benvenuta… e grazie per il commento.

    @ Kristalia: hai fatto benissimo a riprendere qui il tuo commento. Grazie per il blogroll. Verrò a trovarti presto.

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  6. sensations
    23 settembre 2008

    Hai reso l’idea. Gli esempi avrebbero aiutato a comprendere di aver compreso.

    ali

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