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Pene d’amore [recensione]

P1030955Questa recensione nasce sabato mattina scorso, forse verso le 9, davanti a un caffè (il primo) e “Repubblica”, o forse al suo supplemento della vigilia, dove ho avuto notizia dell’uscita di questa antologia erotica di scrittori maschi, Pene d’amore, curatore e ispiratore Gianni Biondillo, editore Guanda.

“Finalmente!” e “Biondillo?” sono state le mie prime reazioni. “Finalmente”, perché – come già altrove accennato – anche io sono alla ricerca di scrittori che scrivano bene di eros. “Biondillo?” perché, ovviamente, associavo questo nome ai gialli della periferia milanese.
Fino a qui si tratta dunque di una pre-recensione, sulle promesse del volume: anche gli uomini possono parlare di sesso senza passare per porci senza ali. E: anche chi frequenta abitualmente altri generi può scrivere un racconto erotico. Siccome è esattamente quello che cerco di fare io, eccomi fortemente motivato all’acquisto.

Tra la pre-recensione e la recensione tout-court passa una mattinata di saldi in compagnia della first-lady, con svicolata finale alla Feltrinelli per l’acquisto del volume. Segue un finesettimana piovoso e invitante alla lettura e all’ozio. Lunedì mattina tocca lavorare, lunedì a pranzo, recensisco.

Dunque, come già i più accorti avranno intuito, trattasi qui di una raccolta di sette racconti erotici di altrettanti scrittori, nata – ci rivela l’introduzione – a causa di un rifiuto che il racconto di Biondillo Un bicchiere di tè freddo ebbe da una rivista femminile che glielo aveva peraltro commissionato. Donde le domande: se l’avesse scritto una donna sarebbe successo lo stesso? Perché da quindici anni a questa parte l’eros è prerogativa femminile?

Si dipana qui una pista a mio avviso di grande interesse che tocca ovviamente la liberazione femminista della sessualità, ma anche l’immaginario pornografico ed erotico, il “bisogno” che spinge le donne a scrivere di sesso, finendo poi per parlare d’amore, la difficoltà degli uomini di mettersi a nudo. Perché, in fondo e senza giochi di parole, è proprio questo che fa il racconto erotico: mette a nudo il suo autore ben più di altri generi.
Mi rendo conto di aver parlato finora solo del senso del libro più che del suo contenuto. Ma in questo libro i due si fondono e si completano (consiglierei quindi per una volta di non saltare l’introduzione che mi è sembrata illuminante).

Vogliamo dire dei racconti? Diversi ovviamente tra loro ma tutti capaci di rivelare un eros fuori dagli schemi della pornografia (o, quando sembrano pornografici, in realtà ironici). Sessualità declinata in giallo, nero, biografico, onirico, tenero (mi è piaciuta tantissimo l’immagine del vecchio che si chiude in stanza per cercareil corpo della moglie scomparsa, la troverete in Andirivieni). Sesso parte della vita, come è giusto che sia. Uomini con la testa e non solo col pisello, per riprendere un’immagine dell’introduzione.
Autori a nudo e scritture piacevoli, coinvolgenti e originali (in una mia personalissima classifica: Bajani > Biondillo > Evangelisti > Morozzi > Montanari > Fois > Scarpa).

“Biondillo?”, mi chiedevo. E “Biondillo.” ho trovato. E non solo lui. Un genere liberato e restituito a chi voglia scriverne accettando di spogliarsi per le sue lettrici (o lettori).

Per una volta, un libro che consiglio senza riserve e con piacere.

Inachis

Pene d’amore
Sette racconti erotici
a cura di Gianni Biondillo
Guanda
15,00 euro

6 Commenti

  1. sensations
    7 luglio 2008

    Bravo, sei bravo anche nelle recensioni.

    ali

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  2. darkblue67
    7 luglio 2008

    scusa puoi ripetere? uomini con la testa e non solo col pisello….

    mah..

    taccio.

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  3. inachisio
    7 luglio 2008

    Rari, neh? Sarà per questo che sono diventati famosi come scrittori.

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  4. utente anonimo
    7 luglio 2008

    Grazie di cuore per la fiducia.

    G.B.

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  5. inachisio
    7 luglio 2008

    Cari lettori, quello precedente è un messaggio originale di Biondillo (suffragato da mail autografa).

    Non vi dico che piacere.

    Inachis

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  6. Honissima
    8 luglio 2008

    Mi piace molto quello che hai scritto nella tua presentazione, mi fa molto ridere (40 anni, Moretti etc) è una frase che uso anch’io spesso. Ciao, a presto :)

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