Il blog di Dire Fare l'Amore

Un puttaniere inflessibile [racconto erotico]

Racconti

Torno con un nuovo racconto in stile un po’ pulp. Non lo so nemmeno io, mi è venuto così. Si può leggere qui sotto o scaricare in pdf.



UN PUTTANIERE INFLESSIBILE


L’annuncio recitava: «Vuoi godere come mai in vita tua? Vuoi due ragazze tutte per te, che te lo faranno diventare duro come il marmo? Vuoi per una volta essere tu a dire “basta!!!!”? Vieni a trovarci, ti aspettiamo e sapremo soddisfarti come meriti. Lalla e Patty. 338.XXXXXXXXX».

L’uomo era un puttaniere convinto. Se lo poteva permettere, con il lavoro che faceva. E non si faceva mancare nulla. Aveva cominciato con le ragazze giovani; adorava le studentesse, quelle dall’aria inesperta e bisognosa: lo facevano sentire potente. Gli piaceva quel palpito che solo il denaro, almeno a Milano, almeno nel 2007, sa dare. Quel modo di dire senza parole: «Faccio di te quello che voglio, sei a mia disposizione». Telefonare nel cuore della notte e comandare: «Ti voglio ora». Chiedere di farlo senza preservativo, per il proprio piacere e per il suo imbarazzo. E pagare per quel privilegio, che si faceva così più esclusivo.

Ma, col tempo, anche quel brivido era passato. Ora cercava altro. Coppie, trans, situazioni ambigue. Ecco perché l’annuncio lo aveva incuriosito.
Telefonò, pregustando i possibili sviluppi dell’incontro. Restò favorevolmente colpito dalla voce un po’ remissiva della ragazza. Non discusse il prezzo. Non si informò dei particolari e di eventuali limiti: c’è sempre modo di spostarli, i limiti, quando si ha il portafoglio più gonfio del pisello. Fissò luogo e ora.

Milano, d’inverno e nelle sere di pioggia, ha un suo fascino un po’ perverso, un po’ misterioso. Scese dal BMW rigorosamente nero, chiuse le portiere con il telecomando. Doppio lampeggio delle frecce: unica nota gialla nella via buia e monocromatica. Citofono, ascensore, campanello. Click.
Mentre appendeva il Burberry all’attaccapanni, squadrò le due con sguardo esperto e misurato. La bionda era più carina, probabilmente più giovane. Pensò a come sarebbe stato metterglielo dietro. Se le sarebbe piaciuto o meno. L’altra, magra, capelli rossicci, aveva uno sguardo fiero e intelligente. Il tipo da domare con un lungo pompino, pensò. Le avrebbe offerto altri 100 euro per venire in bocca, e lei avrebbe accettato, ne era sicuro.
In fin dei conti, due ragazze carine e normali, autentiche. Gonna corta di jeans, una; pantaloni neri, l’altra. Un profumo di marca, che non riusciva a riconoscere.
Le ragazze parlavano poco: un «ciao», l’offerta di un drink, di accomodarsi in camera. Aprì il portafogli ed estrasse lentamente le cinque banconote da cento, facendo ben attenzione che si notasse quante altre ne restavano. La bionda le prese e le appoggiò sul tavolino senza contarle.

Le due lo strinsero in un abbraccio morbido. Con mani esperte gli slacciarono i vestiti e gli accarezzarono la pelle che via via restava scoperta. Ci sapevano fare, niente da dire. Avevano un’aria complice. Sicuramente erano bisex, pensò. E accompagnò il pensiero alla convinzione che tutte le donne, in fondo in fondo, lo sono. Una lieve erezione gli rianimò il basso ventre. In mutande (D&G, naturalmente) e calzini, si sentì spingere verso il letto.

«Vuoi che giochiamo con te?», le parole della fulva gli arrivarono come un sussurro all’orecchio. Il suo «sì» fu poco più di un mugolio… Notò quasi di sfuggita che le ragazze non si erano ancora spogliate. Registrò con piacere il dettaglio, segno che le cose si sarebbero svolte senza fretta.
«Allora, lascia fare», era la bionda che parlava, prendendogli con decisione un polso e sollevandolo verso la spalliera del letto. Freddo. Metallo. Manette.
Un brivido gli percorse la schiena, forse per la prima volta dopo mesi. Sì, ci sapevano decisamente fare! Sentì che anche l’altro polso veniva ammanettato e così le gambe. Si preparò mentalmente a un lungo pompino a due.

«Ce l’hai ancora un po’ molliccio, tesoro. Vuoi che ci pensiamo noi a fartelo alzare?», chiese una delle due; quale fosse, nemmeno gli interessava. Un’osservazione da puttanella, una caduta di stile, in fondo. Annuì per non sprecare parole per una questione così.
«Quanto fai, 80?», la domanda era rivolta da una ragazza alla compagna.
«120».
«Minchia!».
Risero entrambe.
Il dialogo gli risultò incomprensibile, ma sentirle accordarsi tra loro lo eccitava. Era un altro segno di complicità che non poteva guastare. Dolce e Gabbana gli si gonfiò leggermente. Pensò che i due stilisti avrebbero gradito.
Dita sottili gli abbassarono l’elastico, scoprendo il pene. Una mano lo impugnò con forza. Forse un po’ troppa.
«Adesso ti facciamo vedere le stelle», gli sussurrò una voce.

Non era pronto a quel tipo di sensazione. Un bruciore acuto alla base del pene. Un ago nella carne. Urlò. «Che cazz…». Immediatamente avvertì una sensazione di caldo al basso ventre. Il pene gli si gonfiò, senza che provasse veramente desiderio.
«Che cazzo mi avete fatto?!», gridò di nuovo.
La risposta fu un bacio sulle labbra accompagnato da: «Alprostadil, 120µg, con siringa ipodermica, direttamente nei corpi cavernosi. Un sei ore di alzabandiera, direi».
Senza troppa fantasia l’uomo ripeté un «Che cazzz…» che si spense nel vuoto.

Udì un rumore di passi che si allontanavano e una voce: «Adesso puoi scopare quanto ti pare!».
Clang. La porta si chiuse.
L’uomo tentò di divincolarsi, ma inutilmente. Le ragazze avevano fatto il lavoro per bene. Manette autentiche in acciaio. Letto robusto. Il dolore al pene cominciava a diventare insostenibile.

Voltò il capo, storcendo il collo in cerca di qualcosa che potesse venirgli in aiuto. Sul comodino vide una siringa con una goccia di sangue sulla punta dell’ago. Una fiala vuota di Alprostadil. Un bugiardino della casa farmaceutica. Sembrava fosse stato lasciato lì proprio per lui.
Lesse:


Alprostadil

Indicazioni Disfunzione erettile.
Effetti indesiderati Dolore penieno, priapismo; reazioni in sede di iniezione tra cui ematomi, depositi di emosiderina, ecchimosi, rash penieno, edema penieno, fibrosi peniena, emorragia. Sono stati descritti effetti sistemici tra cui dolore e tumefazione testicolare, disturbi scrotali, alterazioni della minzione (compresa ematuria), nausea, secchezza delle fauci, sincope, ipotensione, collasso circolatorio, coma, morte. In caso di priapismo, recarsi al pronto soccorso entro un’ora per il trattamento d’emergenza.
Posologia Per iniezione intracavernosa diretta, il range abituale è 5-20 µg; dose massima: 60 µg. Non superare la dose massima.

Ripensò all’annuncio: «Vuoi godere come mai in vita tua? Vuoi due ragazze tutte per te, che te lo faranno diventare duro come il marmo? Vuoi per una volta essere tu a dire “basta!!!!”? Vieni a trovarci, ti aspettiamo e sapremo soddisfarti come meriti. Lalla e Patty. 338.XXXXXXXXX».

© 2008 Inachis io – www.direfarelamore.splinder.com

15 Commenti

  1. Psicologika
    16 gennaio 2008

    sembrerebbe che vi sia una sorta di “morale” nel tuo racconto…

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  2. inachisio
    16 gennaio 2008

    Il racconto è nato leggendo alcuni forum di escort. Sono rimasto colpito dall’arroganza di certi clienti e così… Forse, abitando a Milano, e faticando a vivere come tutti, ho sviluppato un’allergia a quelli “lavoro-guadagno-pretendo”

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  3. ZuZuli
    16 gennaio 2008

    Bhe non me lo aspettavo così crudo, ma è scritto bene…complimenti!

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  4. amniotika
    16 gennaio 2008

    E’ grandioso questo racconto!! Sei un genio..estremamente sarcastico!! Ahah..come fare fesso un uomo…ahah!!! Complimenti per l’estro e l’originalità!!!

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  5. deathinvenice65
    17 gennaio 2008

    ho letto i tuoi racconti..complimenti per l’ originalità e lo stile

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  6. boccucciavorace
    28 gennaio 2008

    E’ molto divertente questo racconto :) c’è chi se lo meriterebbe davvero un trattamento del genere.

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  7. baciodirugiada
    19 febbraio 2008

    eheheh Sarebbe bello sapere per quale ragione le ragazze agivano in tal modo, oppure non dai alcuna spiegazione al loro comportamento..

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  8. inachisio
    19 febbraio 2008

    hai ragione… c’è un po’ un buco di motivazione. Se vuoi ti dico perché io ho scritto così. L’idea mi è nata dopo aver letto dei commenti di arroganti milanesoni pieni di soldi, di quelli che credono di poter comprare tutto e tutti.

    Inachis

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  9. baciodirugiada
    19 febbraio 2008

    Si ho letto la tua motivazione sul comportamento del tipo, effettivamente calza a pennello anche se l’ambiente da te descritto è molto lontano da me, riesco tuttavia a comprenderlo bene e a percepirlo con quella sorta di disagio che tu non ostenti, ma velatamente trasmetti, ma le due ragazze, ecco mi incuriosiva la questione , sapere se ti fossi ispirato anche per loro a qualche fatto, qualche evento da te percepito .. Grazie per le risposte, molto gentile *_*

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  10. Artemisia82
    6 aprile 2008

    beh, la motivazione delle ragazze è facile, poco impegno massima resa, una truffa perfettamente architettata, tanti soldi in tasca e dai una lezioncina a qualcuno che voleva tirarsela troppo :D

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  11. utente anonimo
    11 aprile 2008

    Troppo carina… complimenti!

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  12. mystery60
    12 dicembre 2008

    Il mio commento arriva un bel po dopo il post ma ho letto solo ora lo stupendo racconto.

    Da “puttaniere”, se pure atipico, posso dirti che nessun puttaniere “esperto” potrebbe finire in quella situazione, ma il racconto è bellissimo e l’idea è geniale.

    E chi scopa per soldi senza profilattico, anche solo nella fantasia di uno scrittore, va punito!

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  13. joshua
    24 dicembre 2010

    Inaspettatamente crudo. Certi personaggi andrebbero trattati sul serio in questo modo … sempre che non stia già succedendo … in fondo chi tra i (sempre troppi) puttanieri andrebbe in giro a raccontarlo ?

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  14. Lust
    20 maggio 2011

    Un altro noir molto bastardo. Ho sentito spesso gente che dice ad una donna, ma ti fidi? Non hai paura che qualcuno possa farti del male? Ma la stessa paura e lo stesso rischio lo corrono i maschi.

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  15. akuabrillante
    22 ottobre 2012

    Mi ha fatto accaponare la pelle, mi fanno schifo i puttanieri e pieni di soldi, ma una bella lezione ” di vita ” ogni tanto non guasta e se lo scrittore ha camminato di fantasia non é andato lontano dalla realtà.

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