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Un libro per dimenticare uno stronzo

Sei bella. Non hai nulla che un uomo non possa desiderare. Sei corteggiata, ma inaccessibile, blindata in un perizoma corazzato di amore per lui. E di rispetto. E di attenzione a vostro figlio. E a lui.
Ma a “lui” non basti. Cerca, gira, briga, ti tradisce, costruisce castelli di falsità, ti tratta da pazza, nega, nasconde, ammette, cede, si barcamena, tiene i piedi in due staffe. Finché giustamente, sacrosantamente, lo disarcioni.
E so quanto coraggio, quanta dignità tu abbia dovuto saper trovare in te. Non tanto per il gesto in sé, quanto per reggere il dopo.
«E tu che scrivi non mi hai consigliato nemmeno un libro», mi dici.
La provocazione mi colpisce, la giro a twitter. E ora, cara amica in piedi nella tempesta, ti voglio regalare i consigli dei miei amici twitteri. Domani li compro tutti (tranne forse Il Codice Civile, che però mi è sembrata un’idea pragmaticamente efficace) e te li porto!

Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato. Avrei voluto citarli uno a uno (anzi, una a una visto che sono tutte donne) ma poi non sapevo se avrebbero apprezzato. Se poi qualcuno vuole consigliarne altri… li aggiungerò al post.
Cliccando sulle copertine, si va alla pagina di aNobii dedicata a quel titolo per leggere altri commenti.

Ecco qui sotto i libri che ti consigliano:

More about C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo

More about Mammasingle in love

More about Uomo impotente cercasi per serena convivenza

More about Il piccolo principe

More about Codice civile

More about La metà di niente

More about Shantaram

More about La smorfia napoletana

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Atti osceni in luogo privato. Atti d’amore in luogo pubblico

Non posto spesso video… Mi sembra un po’ una scorciatoia per non scrivere (che sarebbe precisamente l’intento del mio blog). Ma ieri mi hanno consigliato questo video e… sono rimasto folgorato dalla forza che esprime! Ecco come vedrei io il sesso :-) Propongo una piccola riforma del codice penale: Atti osceni in luogo privato (tipo guardare la tele con i calzini bianchi ai piedi mentre la tua donna è sola a letto) e atti d’amore in luogo pubblico!

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Il gioco [racconto erotico]

I racconti erotici di Dire Fare L'Amore

I racconti erotici di Dire Fare L'Amore

Ecco a voi “Il Gioco”, racconto erotico inserito nella raccolta “Un bacio al cioccolato” pubblicata da My Secret Diary.

Buon divertimento

Inachis

IL GIOCO

Non era per via dei seni, piccoli anche se ben proporzionati. E nemmeno per il sedere, che pure non era niente male. Se Daniela piaceva da impazzire ai ragazzi, e a non poche fanciulle, era per un carisma particolare, sconosciuto alle sue coetanee. E questo, lo capì presto da sola. Non a quella festa in cui un timido Tonio le regalò un Bacio Perugina con la carta ancora appiccicosa per il sudore delle mani. E nemmeno quando per la prima volta si accorse che un ragazzo si era voltato a guardarla per strada. Fu invece il giorno in cui, uscendo dalla classe in prima liceo, ebbe l’impressione che fosse calato un silenzio irreale e avvertì gli uccelli dei compagni seguire la sua traiettoria come l’ago di una bussola punta irrimediabilmente a nord.
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Il maschilismo dei modi gentili/2

Ho ricevuto nuovi commenti femminili a questo post sul maschilismo ammantato di educazione.
Eccoli!
- Il maschilismo dei modi gentili e quell’uomo che fa uscire la sua donna per prima dalla porta per avere l’occasione di girarsi a fissarne un’altra senza essere beccato (beh dalla moglie almeno…)
-quando, anche con evidente ragione, dai pubblicamente torto ad un uomo e appena ti giri lo senti “giustificarsi” con gli altri con un: “avrà le sue cose”
- quando dovendo condividere un unico bagno, non alzano la tavoletta e la lasciano piena di gocce

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In caso di necessita’

Mi trovate qui. Secondo scoglio a sinistra… Isola di Proiz, Croazia. Se non e’ il paradiso deve essere almeno un franchising.
Buone ferie a chi passa di qui!

Inachis


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Il parere di un uomo

Nello scorso post ho ri-sollevato il tema del maschilismo. Ricevo ora questa lettera da un uomo, quasi mio coetaneo, che mi sembra interessante proporre qui per arricchire il dibattito. Non è una lettera accomodante né buonista. E questo mi sembra importante.

Quarantasei anni, tre figli. In casa cucino sempre io, faccio la spesa faccio il bucato, so stirare meglio, condivido i turni a lavare i pavimenti. Sul lavoro prendo in laboratorio quasi solo donne, non per scelta, è che seleziono il merito. Non sono un’eccezione, conosco un monte di persone così. Ovvio, sono intriso di certa cultura maschilista con cui sono cresciuto, grondo di pregiudizi di cui neppure mi rendo conto, ma rispetto alla generazione di mio padre ho compiuto un percorso di emancipazione enorme, insieme a una miriade di maschietti come me. In silenzio, senza uno straccio di inchiesta o di
saggio sociologico a celebrarci, ci siamo impadroniti di una paternità consapevole e partecipata, abbiamo imparato un modo diverso di stare nella coppia, abbiamo persino imparato ad ascoltare gli amici, che non salutiamo con una stretta di mano virile ma con baci e abbracci.
Abbiamo imparato a commuoverci e a piangere, abbiamo imparato a parlare di noi stessi. Abbiamo imparato ad ascoltare noi stessi e i nostri errori, come hai fatto tu con il tuo post.
Fuori da ogni logica di guerra dei sessi, non ti sembra invece che le nostre coetanee, mogli, amanti, fidanzate, amiche, abbiano smarrito molta della strada percorsa dalle loro mamme e nonne, dalle suffragette in poi? Impazzano modelli femminili impresentabili, la donna è oggettivizzata come non mai e le nostre quarantenni si affannano quasi tutte all’inseguimento. Sii bella e stai zitta.
Appunto. Zitte, collettivamente zitte, di fronte alle veline, al mito dell’eterna giovinezza, alla legge sulla fecondazione assistita, alla condizione delle donne nel mondo, ad ogni stupro, reale o morale. Dov’è finito il soggetto sociale e politico che negli anni 70 e 80 ha dettato l’agenda della discussione in parlamento e in famiglia e indotto così tanti e radicali cambiamenti? Nei jeans a vita bassa con perizoma a vista? Sei sicuro che il primo problema sia il mio eventuale sguardo lubrico?
Io sono sempre disposto, con i miei evidenti limiti, a cercare di migliorare, ma non posso far finta di non vedere le donne della mia generazione che hanno, secondo me, fatto cruciali passi indietro sulla strada della loro piena emancipazione da stereotipi sociali, professionali, etici e estetici maschilisti. E se arretrano loro arretra la società, cioè arretriamo tutti.
Mala tempora currunt.

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Il maschilismo dei modi gentili

C’è un maschilismo dei modi gentili, garbato, educato, ben vestito che non è meno fastidioso del maschilismo gretto dell’uomo volgare.
Abita in noi, maschi colti e ben allevati da mamme protettive e premurose. Abita in noi, professionisti, intellettuali, sensibili e interessanti, e forse proprio per questo venati da un complesso di superiorità. Abita in noi, quarantenni apparentemente indenni dalla crisi di mezza età e poi intimamente turbati dal profilo del perizoma della cameriera che spunta dai jeans. Uomini risoluti di fronte alla difesa dei diritti delle donne, parigrado e tolleranti, e poi incapaci di trattenersi di fronte a un complimento, un’occhiata, un sorriso “a trappolone”.

Che non è seduzione.
La seduzione è un’arte ma anche una responsabilità. Si seduce una persona, perché interessa, perché ci si investe, perché sedurre è una forma di empatia profonda, di ascolto prima di tutto. Sedurre non è broccolare. Invece in certe forme di “rimorchio a strascico” c’è nascosta una forma di disprezzo, tanto più grave e offensiva quanto più ammantata dai modi gentili di chi ha avuto la possibilità di poter mostrare la propria natura con gesti e parole a modino, senza peraltro realmente crescere in maturità affettiva.

Il maschilismo dei modi gentili può essere nascosto nell’aprire una porta per guardare un sedere al passaggio, in un complimento fatto non perché meritato ma come amo gettato, in una mail allusiva quando non necessario. Assume mille forme, che mi piacerebbe in qualche modo recensire…

Ho chiesto così aiuto ad alcune amiche, per stendere una specie di lista, di atlante minimo. Ho ricevuto alcune risposte che riporto qui, ringraziando chi ha voluto contribuire. Altre ne aspetto. Altre ancora potrebbero venire da chi ha voglia di lasciare un commento.

Grazie

Inachis

- quelli che ti portano a cena fuori fanno tutti i romantici e poi non ti fanno godere a letto, sai tanto non serve sei una donna..
- quelli che sul lavoro si trattengono di dire le parolacce in riunione dicendo ops c’è una signora e poi si stupiscono che tu sia in grado di parlare e dire pure cose intelligenti.
-penso che i maschi siano maschilisti soprattutto quando fanno gli egoisti. Quando cioè non pensano prima di fare le cose. Non pensano che possan dar fastidio alla donna con cui sono o a cui dovrebbero far piacere. E’ vero che noi donne pensiamo troppo…. ma i maschi non pensano affatto (almeno quelli che conosco io) ed e’ per quello che spesso si litiga.
-quando guardano le altre, negando di farlo…
-quando danno per scontato che tu devi esser quella a servirli e riverirli. Per esempio se si deve cucinare aspettano che tu ti dia una mossa, mica chiedono se serve un aiuto..
- al lavoro quando danno per scontato che perché sei una donna non capisci un cavolo… cosi o fanno i carini perché dicono, poverina è una donna, oppure ti trattano direttamente da idiota.

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Il mio comodino oggi

“Sono andato a letto senza una donna. Mai senza un libro”. Inachis

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Sii bella e stai zitta [recensione]

Sono un uomo. Ho una mamma, due sorelle, una moglie, una figlia. Tutte donne.

Sono cresciuto in una famiglia capace di valorizzare e rispettare le donne.

Eppure ho dovuto leggere Sii bella e stai zitta per capire quanto maschilismo ancora si può annidare anche nell’uomo più attento e sensibile.

Sono nato nel 1966 a Milano. In Italia tutte le più grandi conquiste recenti del diritto della donna sono successive alla mia nascita:

1970 legge sul divorzio

1971 estensione della legge sulla maternità alle lavoratrici dipendenti

1975 riforma del diritto di famiglia con riconoscimento della potestà a entrambi i genitori

1977 principio di parità sul luogo di lavoro

1978 legge sull’interruzione volontaria di gravidanza

1993 l’ONU ratifica la Dichiarazione per l’eliminazione della violenza sulle donne

Nel 2008 ho aperto questo blog per scrivere di eros e di amore ma anche per liberare quelle parole e quelle idee che permettono a uomini e donne di essere in dialogo profondo. Ieri ho finito il libro di Michela Marzano, di cui avevo già parlato a suo tempo perché la considero una delle filosofe più interessanti di questo tempo di passioni tristi. Di questo libro mi è piaciuto subito il tono, giustamente indignato ma non incazzato, capace di dare valore non solo alla donna ma alla relazione, che è ciò che più mi interessa.

Ho trovato illuminante il primo capitolo Cos’è una donna? perché mostra bene come spesso, anche involontariamente o – meglio – inconsciamente, noi uomini non sappiamo rapportarci con le donne e contribuiamo tra battutine stupide e falsa accondiscendenza a mantenere una mentalità sessista che oggi non è affatto scomparsa.
E’ una discriminazione che ferisce e umilia le donne ma che, secondo me, ferisce e umilia anche gli uomini, spesso rinchiusi nel ruolo del “padre” o del seduttore, incapaci di rompere questa gabbia sociale e instaurare un rapporto alla pari con l’altro sesso.
In questi anni di blog ho allacciato diverse amicizie con donne straordinarie che mai avrei incontrato senza il tramite di Internet, donne spesso dalle vite rocambolesche, ferite, sperimentali… Di queste amicizie l’aspetto più significativo sono stati i momenti di verità in cui siamo riusciti ad essere noi stessi, a comunicare profondamente, a superare stereotipi e convenzioni.
Donne belle o anche meno belle, ma certo mai zitte, capaci di raccontarsi e di ascoltare, di leggersi dentro e di capire l’altro.
Il libro di Michela Marzano mi ha fatto crescere e maturare nel mio rapporto con mamma, moglie, figlia, sorelle, amiche.
Mi ha dato una visione d’insieme sui diversi “mondi” in cui la società di oggi, forse particolarmente in Italia, umilia la donna: il lavoro, la famiglia, l’eros, il porno, i media.
Lo consiglio alle lettrici e forse anche di più ai lettori uomini.

Michela Marzano
Sii bella e stai zitta
Mondadori Strade blu
160 pagine (inutilmente spessorate dall’editore)
17,00 € (che non è poco per l’oggetto, ma adeguato per il contenuto)
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La mia lingua

La mia lingua è una penna che scrive i tuoi brividi sulla pelle con inchiostro di saliva. Scivola leggera,  inciampa in una piega, testarda la esplora, allargandola, divaricandola, poi riprende il suo alfabeto che solo io e te, in questo momento, conosciamo. Grafia segreta in cui ogni ricciolo, ogni asta, ogni curva è in grado di regalare un’emozione. Sintassi lenta, sussurrata, atavica, primitiva, sprovvista di una grammatica eppure dotata di regole.

La mia lingua è pennello, dalle setole morbide: disegna all’interno delle tue cosce l’opera di un artista cieco, che si muove sicuro ma leggero seguendo l’istinto e l’odorato. Riconosce il tuo umore dalla sua fragranza, lo segue, lo cerca, lo assaggia e, con quello, ricaricato il pennello di un nuovo colore, ancora dipinge, imprimendo tratti sempre più marcati sulla tela, formando un quadro che solo poco alla volta svela il suo disegno.

La mia lingua è il filo che Arianna dona al suo Teseo per guidarlo nel labirinto di un corpo steso e offerto ma non per questo accessibile e pronto, e che l’eroe paziente segue riavvolgendolo con cura.

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Vendere condom: è un bel lavoro e qualcuno deve pur farlo

Cominciamo bene: la mail era finita nella posta indesiderata e ho dovuto recuperarla da morte certa. Mi scrivono chiedendo gentilmente se posso parlare sul blog di un nuovo gioco online realizzato per pubblicizzare il nuovo condom supersottile della Akuel, Skyn. Il primo impulso è di rispedire il mittente da dove l’avevo appena ripescato. Già altre volte avevo lanciato i miei potenti e seguitissimi strali contro il buzz marketing nei blog.
Però qui c’è qualcosa che trattiene il mio dito dal tasto <- (noi Mac users non abbiamo il “del” come tutti). Forse è il modo gentile della richiesta, forse l’ego di sapere che c’è una tizia pagata per visitare il mio blog, forse l’idea che oggi si parla sempre meno di preservativi e prevenzione e che quindi ogni iniziativa di comunicazione è utile… Torturo un po’ per mail la tipa in questione facendole rimpiangere di aver perso tempo con un blogger insignificante come me e poi decido che comunque, alla mia maniera, vale la pena di darci un occhio.
Clicco il link, visito il sito, gioco (anche se, ammetto, l’anagrafe mi penalizza, i miei figli avrebbero fatto molto meglio di me…). Mi manca solo da provare sul campo il preservativo ma avrei ritardato troppo il post… Alla fine mi faccio questa idea, che l’aspetto importante sia coinvolgere le persone nei prodotti che poi le stesse persone dovranno usare, ascoltarle, far circolare “vocabolario sessuale”, dare opportunità di vivere il sesso in modo giocoso…
Se poi è marketing, ma fatto bene, non è un peccato. Quindi, dopo lunga e noiosa spataffiata, ecco il sospirato post e il personale consiglio a visitare il sito.

:-)

Ben fatto il video del “manifesto”

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