Kate è una giovane, piacente, seducente ragazza.
Fa uno dei mestieri più antichi al mondo.
Sola, in piedi, davanti a quattro uomini sconosciuti, lascia che i loro sguardi la accarezzino, mentre aspetta docilmente i loro ordini.
Dovrà eseguire esattamente quello che loro ordineranno.
E’ un lavoro faticoso, alla sera torna a casa distrutta. E certo non si può scegliere lei i clienti: a volte capitano quelli giovani e simpatici, ma altre volte sono vecchi, maniaci, scorbutici.
E arrivano da lei affamati, vogliosi. Non amano aspettare. Si tolgono la giacca e sono subito pronti.
A tutti deve dire “sì” con gentilezza e col sorriso sulle labbra.
Anche quando le chiedono qualcosa che fa schifo.
Anche quando li vede con l’acquolina in bocca
Se hai capito di quale mestiere si tratta, clicca qui e verifica se è davvero il più antico del mondo…
Dopo parecchio tempo, torna un racconto [nemmeno poi molto] erotico.
PASSEPARTOUT
La notte della città è come il sonno di un vecchio.
Comincia tardi, arrendendosi all’insonnia e ai pensieri rancorosi. Sputa ubriachi nelle vie incurante di sozzare i marciapiedi. Si rigira mille volte tra le lenzuola usate prima che ogni osso abbia ritrovato il proprio posto e ogni vagabondo la sua tana. E subito si alza, precedendo la sveglia acida e buttando in strada sacchi della spazzatura e operai alle fermate dei tram.
In mezzo, poche ore di sonno travagliato, irrequieto e ferito da fantasmi e paure.
E, inesorabile, la pisciatina delle tre, quella dopo la quale è più difficile ritrovare il sonno. Read the rest of this entry »
Ingredienti:
1kg di fragole
4 tuorli
1 litro di latte intero
7 cucchiai colmi di farina
10 cucchiai di zucchero
1/2 litro di panna per dolci da montare
Lavare e tagliare le fragole a pezzetti, mettendole a macerare per un giorno in frigo.
«Questo l’ho fatto», pensò Giulia, rileggendo la prima frase della ricetta e togliendo dal frigorifero la ciotola con le fragole. La appoggiò delicatamente al centro del tavolo, chinandosi leggermente in avanti. Due pensieri le attraversarono la mente: immaginò il momento in cui avrebbe gustato il dolce con suo marito; la sua faccia goduriosa e sorpresa. Magari l’avrebbe imboccato, e lui avrebbe chiesto:
«Festeggiamo qualcosa?».
«Festeggiamo la scopata che faremo subito dopo!».
Avrebbero riso insieme, e poi avrebbero fatto l’amore.
Sesso e cibo, un connubio sperimentato e infallibile.
Il secondo pensiero era più vezzoso: alzando leggermente i talloni, Giulia si chiese se le mutandine chiare che aveva indossato le facessero un bel sedere. E se il vestitino cortissimo che aveva scelto lo lasciasse intravedere abbastanza.
Un’email all’indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla.
In meno di 24 ore ho comprato (h. 18), letto (h.23-2) e recensito (h. 10.30) questo bel libro che ha la freschezza delle storie d’amore e la profondità delle storie d’amore complicate.
Inoltre, chiunque abbia un po’ di familiarità con la confidenza che si instaura nelle amicizia virtuali troverà quella dinamica particolare percui si conoscono le persone come in una specie di endoscopia emotiva: prima l’interno e solo dopo, per piccoli passi e dettagli, l’esterno.
L’ho trovato un libro vero anche se di fantasia, ironico, commovente, non scontato.
Ho passato una paio di sere e un viaggio in treno in compagnia di dieci ragazze disinibite nel sesso e brave con la lingua (italiana). Sono le autrici di Ragazze che dovresti conoscere (Einaudi Stile Libero, 2004).
Queste ragazze, quelle del libro, dico, le vorrei davvero conoscere. Magari non tutte perché alcuni racconti mi sono sembrati un po’ troppo contorti – ma forse sono io che sono un po’ un sempliciotto.
Se dovessi sceglierne due, punterei su Valentina Maran, autrice del racconto Daria e Giulia Blasi, Sottotitoli per non vedenti. La prima mi ha eccitato, la seconda divertito. Insieme, praticamente un concentrato di come vedo io il sesso.
VIRGOLETTE
righe anteprime
«Agli uomini, sia chiaro, non frega niente della cellulite. Che sia chiarissimo questo punto. Sì, per carità, fanno le bavette sulle donnine dei calendari. Le fanno, mica no. [...]
Fanno le bavette sulle donnine dei calendari così, in astrattezza, come la donna media può fare le bavette su Brad Pitt.
L’uomo vedrà sempre meno cellulite di quanta ne vedranno le altre donne, e sicuramente meno di quanta ne vediamo noi».
Giulia Blasi, pag 238
«Vedersi il pube liscio le fa un effetto strano.
Ha una fessura senza fronzoli.
Va aperta per sfogliare le parentesi di buccia.
- Cosa te ne pare?
Si guarda.
- Strano. Ma agli uomini piace?
Ci puoi giurare che piace».
Valentina Maran, pag 91
Un Mimmo Rotella delle affissioni si aggira per la nostra città e lascia tracce di sé. Guardate che capolavoro questo manifesto. Lo intitolerei “Il soffio di carta”.
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