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Il sesso superpocket degli anni Sessanta: medici curiosi e una donna che fa l’amore e non la guerra

foeminae-wallace-pentola-del-diavoloAll’ingresso della biblioteca c’è un cesto stracolmo di libri, un cartello invita a servirsene perché «volumi in omaggio». Ci frugo dentro, scarto un’edizione di Io non ho paura dalla copertina allucinante, prendo L’uomo che guarda di Moravia, poi l’occhio mi cade su questi due tascabili dai titoli allusivi: La pentola del diavolo e Foeminae. Sono stati pubblicati da Longanesi rispettivamente nel 1968 e 1965.

Prima di sfogliarli, apprezzo la copertina con una proto-fascetta che ripete come in un gioco di specchi la copertina originale incastonata in quella attuale, a sua volta inserita su un elegante sfondo color oro da quinto colore in macchina (dunque, esisteva già il quinto colore in stampa). Sono irresistibilmente attratto dal contenuto ma devo frenare la mia impazienza perché le cover promettono nuove meraviglie. Intanto lo strillo: «Esaurito nelle edizioni originali, esaurito nelle edizioni tascabili, ecco: il Super Pocket». E il bollo: «I tascabili con oltre duecentomila copie». Cose da fantascienza, oggi. Cose che nemmeno Fabio Volo.

La pentola del diavolo ha per autore una misteriosa e intrigante Caroline (senza cognome, una Melissa P. d’altri tempi) presentata dallo strillo come «una donna che fece l’amore e non la guerra». E infatti in quarta scopriamo che la protagonista «si ribellò alla seconda guerra mondiale difendendo la propria vita» procacciandosi «favori e protezioni» da piloti della Luftwaffe, ufficiali della Wehrmacht, borghesi tedeschi, internati, e infine anche due soldati italiani. Il metodo usato da Caroline per ottenere tali protezioni è facilmente intuibile dal momento che il redattore avvisa che il libro «potrà destare scandalo o ripugnanza». Il bunga-bunga era ancora lontano.

Il secondo è invece niente di meno che un libro inchiesta di Irving Wallace (sì, lo scrittore di Le tigri e Il premio) sulle abitudini sessuali delle donne americane che (recita la quarta) «ci fa sembrare il notorio Peyton Place una novelletta per bambine». Il sottotitolo anche in questo caso è esemplificativo: «Medici curiosi e vanitosi frugano nella psiche femminile».

Formidabili quegli anni, mentre fuori il mondo ribolliva e si liberava, dentro pure si ribolliva ma forse ci si liberava con più fatica.

Un commento

  1. Silvia
    25 Novembre 2013

    Ne ho viste girare di queste edizioni quando ero più piccola tra la libreria di mia nonna e quella dei miei genitori. Qualcuno di quei libri deve essere ancora a casa dei miei. Nessuno, che io ricordi, aveva un titolo così però o ne avrei di certo ricordato anche la storia. 😉

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