Il blog di Dire Fare l'Amore

La farmacia di Aaime. Medicine per la mente

20130308-140749.jpg

La ragazza è di quelle che non stanno ferme. Né con le mani, quando parla; né con gli occhi vivi, quando ti guarda. Né con il corpo (viaggia tra Milano, Parigi, Amsterdam e Londra), né soprattutto con la mente (viaggia tra pittura, scrittura, moda, tattoo). Passa frontiere mentali, esporta clandestinamente idee e provocazioni.
Ha un blog, meglio una farmacia (link). Una pagina facebook (Altea Aime), un account instagram (aaime).

Tra pochi giorni esporrà a Roma, e questo evento mi dà l’occasione di parlare dei suoi lavori, che amo molto soprattutto per una ragione: lei va, sperimenta, vive, fa le valigie in mezz’ora se ne vale la pena. Alcuni di questi li ho visti incompiuti, poi finiti. Secondo me, che non sono un esperto d’arte ma sono un po’ esperto di persone, questo si vede nelle sue creazioni di arte contettuale. Per esempio, prende (se ho contato bene) nove preservativi usati, li mette tutti insieme con le loro bustine strappate sul lato in una scatola rossa. Li fotografa dall’alto e li intitola No condom, no fuckin’

20130308-141103.jpg

La didascalia recita:
Hi there.Ever noticed most of the people make babies for selfish purposes?Buying cute stuff, fulfill the big hole inside them, staying in line with the system.
Be honest with Yourself.
Date escorts.
Use condoms.
(Don’t worry, in China they recycle them as elastic bends.For shiny ponytales!)

C’è un messaggio, ok. A primo acchito anche evidente. Ma dietro ci sono nove miliardi di spermatozoi (non li ho contati, questi), nove peni, nove uomini, nove vite vissute e altrettante potenziali. Io, che sono uomo, padre, maschio, ci vedo molto: delle vite parallele, con il rischio dell’omologazione, della serialità. Dei “bisogni” di uomo che forse non sanno trovare sfogo. Mi faccio domande su chi c’era dentro quei preservativi, su cosa pensasse mentre si svuotava dentro, su chi ci fosse – per così dire – dall’altro lato del condom, e perché, e cosa abbia pensato di lui.

Oppure la serie When I Grow Up, una denuncia alla società e alla famiglia, una critica ai modelli imposti, una rivolta agli stereotipi: donna oggetto, casalinga o puttana. Oppure, come fa Aime, come fanno molte altre donne, contrabbandiera di idee e di un proprio stile, senza paura dei giudizi della gente. Con la valigia in mano, pronta a partire quando ne vale la pena.

20130308-141318.jpg

Thank you MOM for buying me this extremely inspiring and challenging toy.
Now I know I will be a perfect objectified woman!

20130308-142132.jpg

Thank you MOM for buying me this extremely inspiring and challenging toy.
Now I know I will be a perfect housewife!

20130308-141549.jpg

Thank you MOM for buying me this extremely inspiring and challenging toy.
Now I know I will be a perfect escort!

BROKEN HEARTED CLOWNS
dal 12 al 17 marzo
a Roma
tutte le info qui

5 Commenti

  1. Adalberto Tiburzi
    12 marzo 2013

    Sei bravissima Altea, ammiro il tuo spirito.

    Rispondi
    • AAIME
      15 marzo 2013

      Grazie Adalberto, sei troppo gentile!

      Rispondi
      • Adalberto Tiburzi
        15 marzo 2013

        Grazie a te Altea, per non esserlo affatto :-)

      • inachisio
        16 marzo 2013

        E io che faccio? Ringrazio entrambi :)

  2. Adalberto Tiburzi
    13 marzo 2013

    oh… e complimenti a inachisio, che scrittura!

    Rispondi

Lascia un Commento