Il blog di Dire Fare l'Amore

Tira, Giacomo!

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No vabbè, io forse non posso capire: non amo il calcio, non lo guardo, non lo conosco e non l’ho mai giocato. Mio figlio undicenne, inspiegabilmente, sì.
E così mi tocca accompagnarlo a queste partite di periferia, in campi alla De Gregori, senza riuscire ad appassionarmi ma riuscendo benissimo a soffrire. Non tanto per i ragazzi, giustamente entusiasti, e nemmeno per l’allenatore, un po’ tanto convinto per i miei gusti, ma in fondo bravo. Quelli che non reggo sono i genitori. Aggrappati alla rete, tutti ex allenatori della Nazionale, urlano consigli e indicazioni tattiche per tutto il tempo. Una fiera delle frustrazioni e dei desideri proiettati sulla progenie. Una specie di Playstation di quello che non siamo stati: «Giacomo, marcalo!». «Giacomo, tira!». «Giacomo, passala!».

E io, che sapete di che temi scrivo, già me li vedo tra un paio d’anni, questi genitori, nella penombra di un cinema, qualche fila dietro ai loro figli che ci portano per la prima volta la ragazza: «Giacomo, la lingua!!!».

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