Il blog di Dire Fare l'Amore

Anestesia spinale [snapshot]

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La mano dell’anestesista è di femmina. Si muove sicura e professionale per individuare un punto preciso tra le mie vertebre. Massaggia, percuote, esplora la schiena ovviamente senza alcuna malizia. Ma è femmina.
La mia mano, poche ore dopo, scivola sulla parte inferiore del corpo, completamente addormentata dall’anestesia spinale. È come toccare il corpo di un altro uomo. Sento la pelle un po’ ruvida, pelosa. I muscoli duri sotto la cute. Il sesso spento non avverte lo sfiorare delle dita. Potrebbe essere altrui.
E scopro la differenza tra il percorrere la pelle di una donna, la sua liscia morbidezza, le sue curve, e percorrere quella di un uomo. Così diversi, così complementari.
Il corpo maschio che sto toccando, il mio, non reagisce, non manda alcun segnale. Non devo essere il mio tipo.

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