Il blog di Dire Fare l'Amore

Dodici passi + due [recensione]

Quattordici sono i passi che ho contato più volte dalla sedia alla porta d’uscita. Dodici dalla soglia della camera all’ingresso, più due dalla sedia all’uscita dalla camera inferno. Prove effettuate sui tacchi, così come prevedevo di lasciare la casa.

Questa è una delle scene migliori di questo primo romanzo di Kristalia (non per niente dà il titolo al libro, ma non la racconto per non rovinare la sorpresa). Esprime con grande forza la situazione nella quale Kairi, la protagonista, si trova. E devo dire subito che la lettura di questo romanzo ha rappresentato per me un bel tormento. Amorevole, affettivo, riconoscente tormento. È il primo ebook che recensisco e in qualche modo è giusto che sia proprio il libro di Kristalia ad aprire questo filone: oltre a conoscerla come blogger e scrittrice, la considero una specie di angelo salvatore virtuale perché mi ha tirato fuori due volte dalle paludi di google in cui il mio sito si era inabissato. E l’ha fatto con enorme, impulsiva generosità e profusione di energie. Oltre che competenza.  Ecco perché, leggendo questa storia d’amore, non ho potuto non ritrovare lo stesso carattere, la stessa energia.

Notte, sono solo in casa, il libro è nella pancia elettrica del kindle. È oltre mezzanotte, ho sonno. Spengo reader e abatjour. Un incubo (preciso, legato alla digestione e non alla lettura) mi risveglia, non è passata nemmeno un’ora. Odio questi momenti, ed è inutile lottare: riaccendo il device e riprendo la lettura. Lo schermo non mostra i numeri di pagina, ma segnala che sono al 27% del libro. Procedo per un altro 3% poi crollo di nuovo. Al mattino mi sveglio presto e riprendo. È una storia che non mi lascia andare, che richiede di continuo la mia attenzione.

La vicenda è presto detta: è il racconto dell’amore impossibile ma inevitabile tra Kairi e Lenny. Lei, una donna cha ama a capofitto, che non si nega esperienze, che paga qualunque prezzo sulla propria pelle pur di salvaguardare la verità. Lui, un uomo matrioska, che ne contiene almeno altri tre al suo interno, tutti felicemente accoppiati ad altrettante donne. E se lei è una donna che sembra aver vissuto diverse vite una dopo l’altra, passando da integerrima professionista e spericolata sperimentatrice sessuale, lui è un uomo che vive diverse vite, ma tutte una dentro l’altra. Lei capisce la pericolosità di questo amore eppure non può non cedere ancora e ancora alle sue lusinghe. Lei ha una cassaforte nel suo cuore. Aprirla sarà la sua salvezza.

Non è un romanzo erotico, il sesso è come la filigrana, la sua “lady”, come l’Autrice chiama la sua tellurica e avvolgente “patata” è largamente presente quasi come soggetto, ma il centro del libro è un altro organo, posto qualche decina di centimetri più a monte e ugualmente tellurico, ugualmente avvolgente.

Kristialia, come detto, è tipo generoso: non risparmia se stessa, e non risparmia critiche anche molto severe ai comportamenti irresponsabili di molti maschi, né a quelli altrettanto dannosi di molte donne. Fustiga chi ferisce i sentimenti promettendo amore senza davvero provarlo, ma anche chi si lascia irretire ingenuamente. Denuncia il bisogno patologico di sedurre, ma anche quello altrettanto patologico di essere continuamente sedotte. Il libro è però anche ricco di personaggi positivi, uomini e donne, capaci di stare vicini per davvero quando occorre e di ascoltare con il cuore oltre che con le orecchie.

Inutile chiedersi, come faranno quasi tutti i lettori del blog di Kristalia, quanto ci sia di vero e quanto di fantasia. Se glielo chiedessero, io le consiglierei di rispondere: “100% vero e l’altro 100% fantasia”. Questa è una domanda che non mi ha attraversato proprio mai, durante la lettura. Le domande sono state altre, e sono state esse a scatenare il tormento che dicevo all’inizio: come può un amore costruire e distruggere al tempo stesso? Quanti uomini ci possono essere dentro un solo uomo, quante donne dentro una donna (e non parlo di orge ma di multipolarità)?

Dico crudamente la verità: ci sono stati momenti in cui questo libro l’ho odiato, l’avrei voluto allontanare perché mi metteva angoscia, mi scavava dentro. Però al tempo stesso mi attirava a sé. Credo che, per un uomo, sia una lettura che ti accende un faro dentro, ti costringe a guardare i tuoi lati bui. E anche se non se non fai il gioco delle tre tavolette come Lenny, anche se non frequenti la community di passeropoli (nome fantastico, brevettalo subito se non esiste già) alla ricerca di avventure, ti mette davanti realtà che appartengono a tutti: il desiderio a volte ingiustificato e impellente di piacere e sedurre, la ricerca di conferme, l’uso sconsiderato della rete. Diversi temi si intrecciano: l’amicizia, il perdono innanzitutto di se stessi, la parola, il rapporto con Dio e la rabbia che si può provare nei suoi confronti, il corpo che gode e quello malato, la morte.

Non so cosa possa provare invece una lettrice femmina, ma credo che molte si riconosceranno in Kairi e nel suo essere donna. Così vera. Così forte. Così fragile.

Il libro svolta e rivela intorno al 98% (se avete l’edizione cartacea ripassate le proporzioni). Non tutto è spiegato, ma tutto diventa chiaro. E si sente un grido, fortissimo e disperato, ma al tempo stesso un grido di vita, come il vagito di un neonato che è appena evaso dal varco della lady.

Grazie, Kristalia.

 

Per saperne di più e per ordinare il libro, disponibile in edizione stampata o digitale www.kristalia.net

 

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Riporto qui alcuni passaggi del libro che mi hanno colpito e che credo aiutino a dipingere meglio di quanto possa fare io

 

Sono nata nel giorno in cui si festeggia lo sbarco sulla luna, quando l’uomo ha messo piede lassù. Solo il piede, però, perché a oggi, rimane solo l’orma di quegli uomini a cui, forse, ha permesso di penetrarla. Gli uomini credono di conoscerla, ma gran parte di essa resta ancora oscura. Così, come lei, anche io ho dato l’impressione di avermi esplorata, ma è solo un’illusione, perché “l’altra parte di me” rimane sconosciuta: nessuno fino a oggi è riuscito a violarne il lato oscuro e misterioso.

***

Ho accolto non so quanti membri tra le mie gambe, poche braccia hanno scaldato il mio cuore. Ci hanno provato, ma non sentivo il calore. Li ho accolti come naufraghi in cerca di un approdo, di carni cui aggrapparsi per non annegare. Membri virili, stanchi, disincantati, giocosi, baldanzosi, vigorosi, potenti, tristi. Li ho accolti dando loro non solo i miei crateri, ma braccia, calore, amore, quello che posso dare: carnale, ma tutto, intenso, rassicurante. Mi cercavano per questo, e mi ricercavano, e mi cercano ancora. Perché io amo, perché faccio scandalosamente l’amore. Non con loro, bensì con l’universo. Il sesso è sempre stato per me veicolo relazionale, attraverso cui comunicavo ciò che le parole non dicevano.

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Io sono presente. Indicativo presente del verbo essere. L’istantanea, perché sono carne e lava e rispondo alle loro sollecitazioni, perversioni, ma anche passioni, come ci si aspetta da una vera femmina.

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Ogni volta che mi sono ubriacata di sesso, cercavo di far emergere il diavolo che era in me: se nessuno vede l’angelo, tanto vale mostrare l’anima nera.

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Sto scontando qualche colpa? Forse ho fatto soffrire a mia volta, senza ricordarlo, perché lo so che tutto si paga prima o poi, e sono pronta. O forse sto scontando il mio senso di onnipotenza che mi derivava dalla consapevolezza di essere stata molto desiderata da tanti uomini e donne? L’onnipotenza ha un prezzo…

***

«Secondo lei perché lui continua a cercarla, nonostante conosca il suo pensiero?» «Perché spera di poter mettere ancora le sue mani su di me, perché io per lui rappresento l’apoteosi dell’eros, punto.» «Non pensa che possa provare anche del sentimento?» «Vede, dottoressa, se io avessi questa risposta, forse non sarei qui. È questo il dubbio che mi martella. Finché penso di essere soltanto una femmina da letto, posso staccarmi, ma quando lui mi convince di provare molto altro per me, io vacillo.

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A letto, facendo l’amore, diventiamo noi stessi, un po’ come dire “dimmi come fai l’amore e ti dirò chi sei.” Ma facendo l’amore, non sesso.

2 Commenti

  1. kristalia
    11 agosto 2011

    Grazie Inachis, per la passione con cui hai letto e recensito questo libro.
    Passione, ragione, osservazione, analisi… tutto.

    Con l’occasione, vorrei precisare che non fustigo “chi si lascia irretire ingenuamente”. Al contrario, me la prendo con chi scientemente attira a sé fingendo di non sapere. L’ingenuità non è fustigabile, a parer mio. E’ la parte più fanciullesca di noi…

    Con stima, simpatia, affetto e ringraziamento,
    Kristalia

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