Il blog di Dire Fare l'Amore

En soledad [recensione]

En soledad - aìsara
Antonio Martinez Asensio
En Soledad
Aìsara
160 pag. – 14,00 euro

«”Un completo?” chiese il ragazzo [del bar]. Per me il completo era tutt’altra cosa e costava più di quattro euro e cinquanta. Comunque risposi di sì».

Così entra in scena la protagonista di questo romanzo, io narrante e senza nome, prostituta di strada e nei locali. Per un caso, ritrova in un bar un ex cliente che le propone un accordo: trasferirsi a casa sua, una splendida villa con piscina alla periferia di Madrid, in cambio di uno stipendio a prezzi di mercato (di “quel” mercato, peraltro florido). Potrà avere ciò che desidera, dovrà essere sessualmente disponibile per lui, dovrà restare «stanotte, e tutte le altre notti finché lo dico io». Una sola condizione: non dovrà entrare mai nella sua stanza, la “capanna”, in cui l’uomo resta chiuso per gran parte della giornata.
Un pazzo? Un uomo ferito? Una persona attratta dal potere che può esercitare su una donna?
O semplicemente un “pretty”, nel linguaggio delle prostitute un cliente innamorato e disposto a pagare qualsiasi cifra per avere la ragazza dei suoi sogni?

La donna accetta, per soldi, per curiosità, per avere un’alternativa alle notti nei night. E racconta in prima persona i giorni, i mesi di vita reclusa, legata a un patto che volutamente lascia fuori i sentimenti, i nomi e le storie personali, se questo è possibile. E forse non lo è, perché giorno dopo giorno i due si contaminano, si affezionano, si avvicinano, senza però superare mai davvero la soglia che li separa. Un rapporto impegnativo, che implica una grande responsabilità. Si sfoga lei, in un momento di confronto: «Ma tu pensi che io, siccome faccio il lavoro che faccio, non possa innamorarmi? […] Io se m’innamoro m’innamoro, e non sono in grado di poterlo controllare. Devi starci attento». (pag. 86)

E fin qui la storia, che potrebbe suonare anche un po’ “Pretty woman”. Infatti l’unico dubbio serio sul romanzo, secondo me, è se la vicenda sia in fondo prevedibile e già vista. Cliente/prostituta; riccone/povera ragazza; ricchezza esteriore vs. povertà interiore. Dico il mio parere e mi schiero: non lo è, prevedibile.
L’autore, pur essendo uomo e non credo né straricco né puttaniere, entra con finezza nei meccanismi psicologici e interiori. E’ una storia in cui “succedono delle cose”, non è un pippone sentimental-erotico, ma è anche una vicenda in cui ai due protagonisti “succedono delle cose, dentro”.
Ricco ereditiero o prostituta senza speranze non sono solo dei personaggi, ma due estremi verso i quali tende la vita di ognuno di noi. E come spesso succede, gli estremi si toccano. La paura di esporsi, di lasciarsi ferire nei sentimenti, di perdere ciò che si ha di più caro. La terribile sensazione di non amare davvero chi si ha accanto e quella, speculare, di non poter aver accanto nessuno da amare veramente, sono i fantasmi che si agitano anche nei cuoi di noi tutti, non straricchi e non prostitute.
Ho letto En soledad su uno scoglio, al sole, con il mare davanti. Vedevo lei, nella bella copertina, guardare fuori da una finestra, forse sul mio stesso orizzonte. Ho pensato a quanto ci fosse anche di me, nelle tensioni del protagonista. Ho pensato a un’amica, escort per alcuni anni, che forse un patto così non l’avrebbe mai accettato per non perdere il suo margine incomprimibile di libertà, ma che di certo ha vissuto gli stessi meccanismi di finzione, baratto, potere. E trovo in questo romanzo un grande amore per la dignità, della donna in primis, ma di ogni essere umano. Una riga netta sul cuore, a separare ciò che si può comprare da ciò che si può dare solo per amore.

E così mi viene da chiedermi se prigioniera in quella villa sia lei, o non sia piuttosto lui, legato in catene dalla sua stessa esistenza, chiuso a chiave in quella impenetrabile “capanna”, costretto a ridurre la vita ai suoi minimi termini, senza poter scegliere se in fondo, ciò che resta, sia amore o paura. Un dialogo, in uno dei punti più alti di un romanzo in crescendo, lo dice con grande, cinica crudezza:

«Io non voglio quella cosa che chiamano amore. Io voglio solo e soltanto sesso. Voglio essere un animale. Non voglio vivere dentro nessuno, in niente. Voglio godere soltanto di quello che ho per uscire da questo cerchio e sparire».
«Vuoi morire?».
«Non è questo il punto. Nessuno vuole la morte, ma quando arriverà vorrei tanto avere la forza di masturbarmi un po’ alla sua salute e morire sotto l’effetto di un’ultima scossa». (pag. 55-56)

Lo consiglio a:
-chi ha una ragione per amare e una per aver paura di amare
-chi, anche solo per un attimo, è rimasto in bilico tra fiducia e fuga
-chi pensa che una donna non perda dignità se si prostituisce

Lo sconsiglio a:
-chi si è appena scoperto miliardario, può dare strane idee
-i pretty innamorati della loro prostituta preferita, idem
-chi spera di trovare scene sessuali di dominazione della donna, resterebbe a bocca asciutta

8 Commenti

  1. Arturo Robertazzi
    31 maggio 2011

    A me è piaciuto molto. Qui, la mia “non-recensione”: http://www.arturorobertazzi.it/2010/06/25/en-soledad-di-antonio-martinez-asensio/

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  2. inachisio
    31 maggio 2011

    Hai fatto bene a segnalarla! Facciamo girare l’arrosto, che il fumo gira già abbastanza

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  3. belladigiorno
    31 maggio 2011

    Corro a comprarlo.
    Mi è piaciuta molto la tua recensione.
    E credo che lo regalerò anche al mio “Pretty”…

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  4. Giulia Trapuzzano
    31 maggio 2011

    - chi ha una ragione per amare e una per aver paura di amare
    - chi, anche solo per un attimo, è rimasto in bilico tra fiducia e fuga
    - chi pensa che una donna non perda dignità se si prostituisce

    Ho tutto.

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  5. marcy
    1 giugno 2011

    Lo voglio leggere!!!

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  6. Meravigliosalice
    1 giugno 2011

    Io e Giulia, siamo sorelle … ! E poi se il mio precettore in questo mondo mi consiglia un libro, lo devo leggere ! ^_^

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  7. belladigiorno
    1 giugno 2011

    L’ho ordinato stamattina… aspetto con ansia!

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    • inachisio
      5 giugno 2011

      @belladigiorno Ci tengo a sapere il tuo parere, poi!

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