La venticinquesima ora [sveltina]


Pronti a mettere indietro le lancette? E quell’ora in più, come la userete?
Qui sotto una proposta firmata Inachis.
Un nuovo, breve, racconto.
L’uomo era vuoto, prosciugato, rarefatto. Non sapeva più dov’era, probabilmente non sapeva nemmeno più chi era. Si lasciava condurre, mentre fino a poco prima era stato lui a condurre, tenacemente, ostinatamente, il gioco. Effetto dell’orgasmo, probabilmente. Agli uomini capita.
Il “loro” treno viaggiava nella notte attraversando l’Italia da sud a nord: non era facile dire se fuori era ancora Calabria o già Campania. Sicuramente non Roma, a Roma si passava verso le cinque e non potevano essere già le cinque.
Un buio umido si condensava sui finestrini del vagone letto di prima classe. Odore di FS. Rumori di Trenitalia (avevano scorporato e privatizzato anche i sensi).
E poi i loro odori, i loro rumori, il loro movimenti sincronizzati con il dondolio regolare del treno.
L’uomo si sciolse dall’abbraccio, scostò i capelli neri della donna che gli si stavano arrampicando sul viso. Alzò a fatica una palpebra. Accese una lucina fioca.
- Che ore saranno? -, chiese.
- Le tre -, azzardò lei.
- Quindi le due! -, puntualizzò lui.
- Il solito precisino.
- La solita furbetta…
- Ma questa è la nostra ora, la venticinquesima ora. L’ora che non esiste, solo nostra. Vera eppure immaginaria.
- Come noi due… Ognuno con la sua vera vita, ma anche con le nostre fughe.
- Come il nostro ritrovarci e poi perderci.
- Una volta all’anno. Sempre la stessa notte.
- La stessa ora!
- Dai, rimetti a posto le lancette.
Risero, si baciarono, si fecero più vicini facendo strusciare le lenzuola del wagon-lit.
Era il loro gioco.
Un gioco che riportava le lancette dell’orologio indietro di cinque anni. Anzi, di cinque anni e un’ora. Alla sera in cui si erano incontrati al termine di una conferenza. Dal palco l’aveva fissata per tutta la sera. Aveva parlato solo per lei. L’aveva ritrovata nel foyer e le aveva proposto un drink.
Lui solo, per quella notte.
Lei che aveva una casa dove andare a dormire, ma non la motivazione per farlo.
Erano finiti in zona stazione, aspettando il suo treno.
Erano affondati insieme in un vuoto che inghiottiva le loro vite, come se si conoscessero da sempre.
Poi lei l’aveva guardato negli occhi e gli aveva detto:
- Sento che stanotte non potrei addormentarmi senza averti al mio fianco.
Sarà stata la fine dell’ora legale, quell’ora in più che una volta all’anno il tempo regala, per poi riprendersela in estate; sarà stata quella prima, unica evasione, lei si addormentò davvero al suo fianco, sul vagone letto Reggio Calabria-Milano. Erano le cinque: stavano entrando a Roma Termini. In tempo per scendere e tornare a casa, mentre l’uomo proseguiva la sua strada verso nord.
Da allora, una volta all’anno, sempre l’ultimo sabato di ottobre, lui scendeva a Reggio in aereo e ripartiva con lei in treno. Aspettavano insieme le due, facendo l’amore in uno spazio che scivolava intorno a loro e in un tempo, al contrario, immobile per sessanta minuti.
25 Commenti
Grasside
25 ottobre 2008Bella…romantica *_*
KittyGiulia
26 ottobre 2008hai un talento straordinario te l’avevo mai detto?
Oltre a saper scrivere bene tu sai cogliere la realtà circostante e questo rende i tuoi racconti reali e non reali allo stesso tempo..bravo!
Grasside
26 ottobre 2008…sai cosa mi ha fatto pensare? Che io e il mio Orsetto non abbiamo potuto goderci questa pausa nel tempo…Ho provato quasi un pò di invidia per i personaggi…perchè l’ho trovato tanto romantico (l’ho già detto XP)
iry50
26 ottobre 2008ti lascio un sorriso…è (l’)ora legale?
baci baci iry
inachisio
26 ottobre 2008Buongiorno a tutte le commentatrici… In generale, anche senza portare sconosciuti nei vagoni dei treni, uno spazio e un tempo tutti dedicati al partner sono una cosa importante! Ma rara, come l’ora legale.
Inachis
LetyM
26 ottobre 2008buona notte e buon inizio settimana.
ciao
inachisio
27 ottobre 2008Leggo il commento al mattino, ma vale lo stesso! Infatti ho dormito proprio benone, Grazie del saluto.
M.
utente anonimo
5 novembre 2008Bellissimo, travolgente , unico…
Sai sempre come stupire. E’ un racconto molto misterioso anche…lo immagino in bianco e nero e con un pò di nebbia e pioggerelllina fitta fitta che sbatte contro il finestrino.
ZuZuli sloggata
amami83
17 novembre 2008ciaoo!come va??
inachisio
17 novembre 2008Bene, direi!

mailameini
19 novembre 2008Bellissima idea, sfruttare quest’ora fantasma che va e che viene, lieve sulla coscienza, quasi inesistente, ma fondamentale, almeno una volta l’anno.
utente anonimo
20 novembre 2008Ciao. Passa da me: ti aspetta un regalo!
inachisio
20 novembre 2008Un regalo? Passo subito. Ma lascia il nome del blog.
Grazie in anticipo
Inachis
sensations
2 dicembre 2008Un’ora strappata alla vita “normale” ogni anno….! Non ci avevo mai pensato ma cercherò di utilizzarla in futuro…
ali
inachisio
2 dicembre 2008Occhio però che poi c’è il passaggio inverso e ti fregano un’ora. Tipo: ti fai un’ora di coda in posta; l’autobus ti lascia un’ora sotto la pioggia ad aspettare; Trenitalia si ferma sessanta minuti (anzi, 59 altrimenti scatta il bonus)…
MissEnne
2 dicembre 2008Sarà che il mio romanticismo s’è andato a fare una passegiatina, ma ho letto di meglio sul tuo blog.
Carina la storia, ma, sinceramente, non mi ha entusiasmato. Forse per via del fatto che preferisco i finali inaspettati; qui era tutto un pò scontato.
inachisio
2 dicembre 2008Ma sai che mi sto affezionando ai tuoi commenti non buonisti e sinceri?
Inachis
MissEnne
2 dicembre 2008Comincia a farci il callo perchè ho deciso di seguire il tuo blog.
Comunque, fino ad ora, ho lasciato sempre commenti positivi su di te ! Non lamentarti. Ho fatto di peggio.
inachisio
2 dicembre 2008Sì sì. Non mi lamento! Poi a me interessano soprattutto i commenti sinceri, positivi o negativi che siano… Positivi, comunque è meglio!
Inachis
belladigiornopercaso
1 novembre 2010"Lei che aveva una casa dove andare a dormire, ma non la motivazione per farlo".
Ci si può accontentare di stare con qualcuno soltanto una volta l'anno, in quella circostanza? Non ce la farei mai. Mi piace quella frase, penso a me….
rossanaturale
4 novembre 2010Sei bravissimo! La lo sai già…
inachis_io
9 novembre 2010Beh, sono un uomo in cerca di conferme…
robby25
2 dicembre 2010In effetti basta questa frase “Lei che aveva una casa dove andare a dormire ma nonla motivazione per farlo”, dice tutto quello che c’è da sapere….
Niente male.
jackie73
7 gennaio 2011sei molto ironico,mi piace il tuo modo di scrivere.proprio io te lo dico ,che ho aperto un blog 2 mesi fa,ma scrivo ancora le mie fantasie su un quaderno!!!magari un giorno troverò il coraggio di pubblicare qualcosa di mio.bene,ti ho chiesto l’amicizia su face.ciao
inachisio
7 gennaio 2011Grazie! Benvenuta…