Il blog di Dire Fare l'Amore

My-yoyo apre una boutique a Milano, e Inachis corre a recensirla!

La moquette è nera, come la paperetta vibrante che ti sorride allegra sul comò. Le pareti a righe verticali anni ’30 (ma a me hanno ricordato la copertina di Rimmel di De Gregori) fanno da cornice a lingerie e bedroom toys. I paralumi rosa danno alla boutique un’aria intima e luminosa al tempo stesso.
Potremmo essere nel salotto di un appartamento di lusso. Oppure a Parigi in uno dei sexyshop di cui ho già parlato.
Invece, per fortuna, siamo a Milano (poco lontano da casa mia), dove da un paio di giorni ha aperto i battenti il nuovo flagship store di My-yoyo: marchio tutto italiano che ha fatto della selezione accurata dei prodotti e del buon gusto la propria – felicissima – divisa.
La notizia mi arriva per email da una lettrice ben informata di Udine (grazie!), la rilancio su Twitter e subito mi precipito in corso Vercelli per vedere di persona come in poco più di tre anni una griffe del sextoy sia riuscita a trasformare il comune senso del piacere, liberandoci dai vecchi pornoshop da maniaci in impermeabile. Sono così grato che vorrei essere uno dei primi a recensire “lo shop che aspettavo”.
Il negozio è spazioso (adattissimo a presentazioni di libri tipo il mio, peraltro… E infatti sono in programma eventi, corsi, aperitivi), diviso in due parti. All’ingresso lingerie, tutta made in Italy. Quattro gradini più in alto il pavimento bianco lucido cede il posto alla moquette nera e accompagna il cliente (60% donne) nella zona toys: vibro da borsetta, da comodino, ricaricabili Usb, manette e mascherine, copricapezzoli da burlesque. E le grandi marche, Lelo in primis. La stessa My-yoyo per ottimi olii da massaggio e altri cosmetici. Due vasti camerini sul fondo permettono di provare agevolmente in coppia i capi.

L’assortimento è ampio ma soprattutto ricercato, pensato da donne per donne. Non sei in un negozio, sei in una casa. E anche se sei uomo non ti senti fuori posto: al limite provi una certa invidia di genere che è solo storicamente compensatorie di altre più falliche invidie.
Sono l’unico cliente in questo giovedì pomeriggio e ne approfitto (da inguaribile curioso) per scambiare quattro chiacchiere con Lara e Rudy, ufficio marketing e comunicazione di My-yoyo che sono lì per lo start-up. Ne viene fuori una ricca conversazione su come evolve l’idea di seduzione e di piacere, il gusto delle donne, il cambiamento di mentalità provocato da Sex and the City. Sembra di vedere l’Italia del piacere trasformarsi in diretta sotto i miei occhi; e già si intravede una nuova generazione di ragazze, donne, coppie capaci di guardare la commessa in volto quando chiedono un vibro, senza giustificarsi dicendo “è per un’amica”.
Sono grato a My-yoyo non solo per i prodotti che produce, seleziona e vende, ma per la cultura che ha saputo far crescere, certo non senza fatiche. Mi riprometto un’intervista più approfondita con i due quasi-colleghi (stessa funzione in due campi diversi, io e loro) che ho conosciuto oggi.

Un piccolo consiglio: aprirei domani l’account su twitter perché c’è un mondo là fuori che non aspetta altro che di fa conoscere attraverso il passaparola le nuove frontiere del design gaudente!

Però facebook c’è già…

My-yoyo
C.so Vercelli 51
Milano
Qui la mappa

11 Commenti

  1. Paola
    11 marzo 2010

    WOW! Lo aspettavo anch'io………… Domani ci passo. :-P

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  2. inachis_io
    11 marzo 2010

    Brava! Consiglio davvero, ma forse si leggeva tra le righe…

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  3. SenzaUnaDestinazione
    12 marzo 2010

    Ma mediamente quanti clienti entrano in un giorno?

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    • inachisio
      12 marzo 2010

      Credo che siano negozi piuttosto frequentati, anche perché il posto (C.so Vercelli, vicino alla Feltrinelli) è ottimo. Conta che io sono passato il secondo giorno dopo l’apertura in un’ora non precisamente di punta.

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      • ClaraBella
        12 marzo 2010

        Io sono stata al Coin e c'era un bel po' di gente, bella gente. Ha ragione Inachis "il negozio che aspettavo". Ora ci trascino il mio ragazzo

  4. Liz
    12 marzo 2010

    Io vengo direttamente nuda (magari con solo il cappotto lungo)…così mi risulta più agevole provare tutto…mi tieni tu la carta di credito visto che non avrò altro posto dove metterla?
    Liz.

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    • inachis_io
      12 marzo 2010

      Ecco un commento "da Liz"!
      il fatto è che tu lo faresti davvero!

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  5. archtiziana
    12 marzo 2010

    Complimenti per la recensione!! Ci andrò scuramente settimana prox…. dopo una mattinata di lavoro a litigare con gli addetti del Catasto!! certamente mi meriterò un momento di relax, solo mio!! PS mi ricorderò di far pubblicità al tuo libro!!
    sei sempre avanti!
    ;P

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    • inachis_io
      12 marzo 2010

      Beh dopo una litigata è il momento giusto per andare: relax e atmosfera avvolgente. Grazie per la pubblicità :-)

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