Il blog di Dire Fare l'Amore

Passepartout [racconto erotico]

La notte della città è il sonno di un vecchio. Comincia tardi, arrendendosi all’insonnia e ai pensieri rancorosi. Sputa ubriachi nelle vie incurante di sozzare i marciapiedi. Si rigira mille volte tra le lenzuola usate prima che ogni osso abbia ritrovato il proprio posto e ogni vagabondo la sua tana. E subito si alza, precedendo la sveglia acida e buttando in strada sacchi della spazzatura e operai alle fermate dei tram. In mezzo, poche ore di sonno travagliato, irrequieto e ferito da fantasmi e paure. E, inesorabile, la pisciatina delle tre, quella dopo la quale è più difficile ritrovare il sonno. Quella che anche io temo più di ogni altro pericolo perché costituisce una delle mie “linee gialle”, le misure di sicurezza che non infrango mai. Perché io questa città la attraverso ogni notte come un incubo, insinuandomi nelle case, svuotando comò e casseforti. Scegliendo nel silenzio assoluto di un appartamento addormentato il quadro di valore tra decine di croste e distinguendo al tatto gioielli veri e copie. Chiamatemi Passepartout. Sono un ladro di appartamenti e conosco i segreti delle case più degli psicologi e dei preti. Intuisco dai piatti in cucina una litigata serale, individuo tracce di amanti meglio delle mogli più sospettose. Capisco una persona vedendola dormire e allungando le mani nei suoi cassetti. Non lascio tracce. Lo faccio per soldi, ma a volte mi chiedo se non sia piuttosto per sentirmi l’uomo invisibile. So scassinare serrature a mappa. Ma non so aprire il cuore di una ragazza.

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26 Commenti

  1. Marcy
    22 gennaio 2010

    ooops….e adesso ?cacchio come ne esce?

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  2. Kitty
    22 gennaio 2010

    Non tutte le porte si possono aprire, a volte speri che qualcuno ti dia le chiavi…Che dire? un ladro davvero affascinante quello del racconto, con uno spessore psicologico non da poco…”Bacio”

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  3. inachisio
    24 gennaio 2010

    Il commento di Marcy mi ha dato un’idea. Scriverò diversi finali per questo racconto. Suggerimenti?
    @ Kitty, credo che tu abbia detto un’importante verità…

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  4. Valeria
    24 gennaio 2010

    E’ bellissimo questo racconto, ha un filo sottile di malinconia, tra una riga e l’altra, che nei tuoi testi poche volte avevo trovato. O forse semplicemente non li avevo colti. C’è qualcosa di misterioso, affascinante, che cattura durante la lettura. Bella la situazione, il ritmo.
    Carina l’idea di questo ladro che, oltre che di gioielli, è ladro di cose private. Come quando passi in treno e costeggi le case lungo i binari. E vedi le persone attraverso le finestre, chiuse nelle loro vite, e sembra quasi di rubargli un pezzettino di quotidianità, di intimità.
    :) Bravo

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  5. Satine
    27 gennaio 2010

    non è Anita che entra in casa.
    è suo fratello, che subito lo scambia per il fidanzato di lei (quello che lei alla famiglia ha sempre detto di avere e invece non ha)
    finalmente ci conosciamo, sei assolutamente come Anita ti aveva descritto

    Anita varca la soglia, tiene in mano una borsa da lavoro. Rapidamente, come si compiono i gesti quotidiani, lascia la borsa in un angolo, cambia il soprabito che indossava con un’altro appeso sull’attaccapanni, dal fondo dell’armadio recupera un’altra grossa borsa. Non si è nemmeno allontanata dall’ingresso. Senza guardarsi troppo intorno, riprende le chiavi volta le spalle ed esce.

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  6. inachisio
    27 gennaio 2010

    Satine, sicura di non essere un genio? Sono ottimi entrambi i finali e penso che non ci sarrei mai arrivato. E da ognuno di essi scaturisconuove possibilità

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  7. Nikky
    19 febbraio 2010

    Ecco il finale che volevo…e che speravo!

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  8. Dani
    19 febbraio 2010

    il finale………..come ogni volta………….

    Rispondi
  9. inachisio
    19 febbraio 2010

    C’è voluto un po’ per arrivare a questo finale, ne avevo scritto anche un altro ma più debole. Confesso che questo racconto l’ho proprio amato…

    Rispondi
  10. Marcy
    19 febbraio 2010

    Un parto spettacolare come sempre ..fiato sospeso ….
    le donne ,le donne e quel pizzico di perspicacia cucito addosso…;-)

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  11. Tamara
    23 febbraio 2010

    Il momento che più mi coinvolge é quando lui ascolta i movimenti di lei, l’attesa, l’ascolto, che permette alle sensazioni e al desiderio di sbocciare ed espandersi, sentirla e credere di non poterla avere in quel momento esatto.
    I finali di Satine mi piacciono, addirittura ho fantasticato di fonderli, il fratello e lui che restano soli a parlare di lei.
    Grazie, dei bellissimi racconti

    Rispondi
  12. Satine
    23 febbraio 2010

    un bel lieto fine, è quel che ci voleva :-)

    Rispondi
    • inachisio
      23 febbraio 2010

      Questo, in effetti, è UNO dei finali… Mi piacciono le storie aperte, così come le vite aperte, che non sai la piega che prenderanno.

      Rispondi
  13. luisa
    24 febbraio 2010

    Complimenti per il tuo blog…perché non mi inserisci tra i tuoi amici e mi linki?? Te ne sarò grata
    grazie!!!

    Rispondi
  14. Tiziana
    3 marzo 2010

    ….beh complimenti per il racconto…. non avevo ancora avuto il tempo di andare a leggerlo!!!

    (PS… però, se dovessi trovare un più o meno sconosciuto a casa mia quando rientro….beh la mia prima reazione sarebbe chiamare i carabinieri!! ammetto la conclusione ovvia…. ehehhe)
    ;-P ♥ Tiziana (anche se appaio come ospite)

    PS non ti avevo ancor aringraziato per il pensiero! :)

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  15. Ange
    29 marzo 2010

    ottimo racconto, pieno di sfumature, ironico e originale….fai il balzo, inachy!

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  16. Giuliano
    16 maggio 2010

    Dopo aver ascoltato il racconto letto da te a "Pagine come Rose", non potevo non leggere il finale…
    Bellissimo!!!
    A presto
    Ciao
    Giuliano

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  17. secretgarden70
    23 settembre 2010

    Bellissimo,con uno spunto geniale e con un'evoluzione
    che – non so perche'- mi ha fatto venire in mente Buzzati.
    Pero' avrei preferito un altro finale,piu' in linea con il resto
    del racconto :in effetti la prima chiusura lascia il lettore un po' troppo precocemente,
    mentre la seconda chiarisce troppo e in maniera definitiva.
    Ma davvero di grande intelligenza e atmosfera !!!!

    Rispondi
  18. Robby25
    8 ottobre 2010

    Complimenti davvero, bel finale con sorpresa. Bravo.
    Non faccio appunti perchè il racconto è tuo ed è giusto che lo gestisca tu come meglio senti o credi,
    ai lettori rimane solo questo: piace o non piace.
    Ciao

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  19. inachis_io
    19 novembre 2010

    Se avete voglia di un racconto erotico non erotico, leggete questo: http://bit.ly/djZ7WA “Passepartout”

    Questo commento è stato originariamente inviato suTwitter

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  20. Saphira
    26 aprile 2011

    …..Credo sia uno dei tuoi racconti più belli.
    Anche gli altri sono sempre intensissimi, passionali, mai scontati o banali…ma anzi intimi e personali.
    Ma questo ha forse qualcosa in più. é meno erotico e più adorante.
    davvero, hai tutta la mia stima.
    Ho trovato un nuovo mito…. :)

    Rispondi
  21. inachisio
    26 aprile 2011

    Anche per me questo racconto è particolare… Diciamo che “gli voglio bene”! E il sesso è solo accennato, perché non è necessario, in questa storia così sospesa, che ce ne sia di più…
    Grazie per la lettura profonda. E, ovviamente, grazie per il «mito»!
    Marco

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  22. Joshua
    27 luglio 2011

    Bella l’idea, bel ritmo narrativo e bel finale anche se oserei dire “facile”.
    Anita rimane comunque troppo bella e troppo intelligente anche per un ladro scaltro come Passepartout.
    Stupenda la frase …
    “Perché di tutte le cose che immagino su di lei, l’unica che davvero vorrei sarebbe un bacio vero.
    Lo vorrei più che vederla nuda.
    Anche più di fare l’amore.”
    Non tutti gli uomini vogliono solo e sempre sc…re.
    Non tutte le donne scappano davanti ad un uomo innamorato e rispettoso.

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    • inachisio
      28 luglio 2011

      Vero. Infatti io il finale pensavo quasi di non metterlo….

      Rispondi

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