Nuove frontiere di esibizionisti senza frontiere [snapshot]
Linate. Imbarchi. Sono in partenza per Francoforte (sto andando alla Buchmesse) e passo i controlli di sicurezza appena prima di una discreta sventolona.
E come da copione, io non suscito emozioni al metal detector mentre lei non solo mette in agitazione la macchina, ma anche l’addetto ai varchi.
Cintura.
Beep.
Braccialetto.
Beep.
“Può gentilmente togliere gli stivali?”
Beep.
L’avvenente varcatrice di metal detector improvvisa uno spogliarello a puntate. A ogni pezzo, un beep elettronico sostituisce l’applauso del pubblico.
Guardandola muoversi con abilità e grazia mi sono convinto che la tipa appartenga a una nuova categoria di esibizionisti tecnologici. Si veste apposta, già da casa, con tutto ciò che può eccitare i sensori. Con studiata maestria finge distrazione e si libera di un capo per volta in modo tale da far crescere lentamente l’attesa.
Ha quasi certamente scaricato da Internet una lista degli oggetti proibiti e se ne serve artatamente.
Infatti le fermano anche il bagaglio a mano.
Fisso il monitor sperando di riconoscere sullo schermo dei raggi X la sagoma di un vibratore o almeno di un paio di manette.
“Può aprire per favore?”.
Attendo con ansia che la mano del poliziotto riemerga dalla borsa.
Stringerà una frusta o delle palline cinesi?
Ma la tipa mi delude proprio sul finale.
“Questa non può portarla”, osserva l’appuntato appoggiando una bottiglietta d’acqua sul tavolino.














Come al solito, è sempre un piacere leggerti. Divertente, ironico, sempre con una certa ansia per il finale. In realtà, in ogni frase c’è una carezza erotica leggera e impalpabile. Però c’è, e le pelli più sensibili riescono a sentirla.