Il blog di Dire Fare l'Amore

Scrivere racconti erotici

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Capita, a volte, che qualcuno mi chieda come vedo io la scrittura erotica.

Provo a rispondere qui.

Talora mi dico che scrivo di sesso perché, così, posso scrivere di ogni altro argomento. Il sesso, infatti, è l’intimo più profondo di una persona, il suo lato rivelatore più vero. Immagino i miei personaggi fare l’amore perché così li posso immaginare nel loro essere più autentico. Fosse possibile, e fossi capace, scriverei di anima.

Certamente, quindi, non scrivo di sesso per scrivere porcate o per eccitarmi. Niente di male in entrambe le cose, ma non è il mio stile. Anzi, cerco più di togliere che di aggiungere. Quando penso che la fantasia del lettore sia pronta a cavarsela da sola, mi fermo. Un po’ come se lo accompagnassi, bendato, sulla porta di una stanza e poi gli dessi qualche dritta, prima di lasciarlo orientarsi con gli odori e con il tatto.

E’ anche per questo che cerco di non usare “cazzo”, né “figa”, di evitare le situazioni e il lessico più scontato e usurato dal porno. Piuttosto, mi interessano i pesonaggi, la loro storia, le passioni che li abitano. Do loro vita e poi li guardo agire in una situazione che mi intriga.

E di questo, so il perché. Perché spesso, quando parlo con una persona, mi sorprendo chiedermi: “Ma come sarà quando fa l’amore?”. E questa domanda generalmente resta senza risposta, nella vita reale.

Non è così nei racconti.

Su questo tema consiglio questo dibattito su graphomania e altri simili sullo stesso sito.

9 Commenti

  1. federica
    19 giugno 2009

    Apprezzo la tua filosofia, le regole che ti dai, non scontate, forse anche contro corrente, ma che sei disposto a spiegare..
    credo che oltre ad essere bravo in quello che fai, affascini capire perchè lo fai e perchè lo fai così.. sempre a modo tuo, sempre timido e testardo.. sempre in punta di piedi ma deciso..
    son contenta di vedere una tua manina e un acer aspire one.. credo di averci preso ehehe

    baci fede

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  2. Erika2
    25 giugno 2009

    Credo che scrivere sia un modo per esprimere se stessi. L’ importante è non cadere nella volgarità: Amore è essere se stessi.

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    • inachisio
      25 giugno 2009

      Sì, è un modo per esprimere e anche un modo per “ascoltare”, anche se sembra un controsenso. Nel mio caso, dietro un racconto c’è più ascolto che scrittura.
      D’accordissimo sulla volgarità: è una caduta inutile di stile. Personalmente, ne faccio quasi una battaglia.
      Grazie del commento

      Marco

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  3. ocramasil
    25 giugno 2009

    Non e’ facile esprimersi su un argomento come il sesso senza essere volgari .
    Apprezzo i tuoi racconti per l’eleganza e la fantasia cosi’ ben espressa.
    (PS. ammetto un po’ di invidia non avendo questa dote espressiva)

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    • inachisio
      25 giugno 2009

      Vero.
      Eppure il sesso, come tema di scrittura, secondo me permette più libertà. Se parli di quello, puoi parlare di tutto.
      Anche se, rispetto ad altri soggetti, forse è più inflazionato di luoghi comuni.

      Grazie dei complimenti :-)

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  4. kristalia
    25 giugno 2009

    Sai, ultimamente mi interrogo parecchio sulla distinzione gra i due generi. Ho come la sensazione che il filo che li divide si stia assottigliando.
    Fino a quando me ne disinteressavo, avevo la convinzione – se non la certezza – che la differenza fosse non così sottile: l’uno è affidato all’immaginario… quello che accende il desiderio e l’immedesimazione; l’altro è invece chiaro, diretto, senza margini di fantasia e, ciliegina sulla torta, volgare, non solo per il lessico utilizzato, ma per tutta la struttura.

    Ora, che seguo un po’ di più, a causa della “deviazione professionale” – pur non essendone tuttora attratta – vedo che sempre più scrittori del genere, contaminano e fondono i due generi. Non riesco più a scorgere quella che prima era una netta differenza.

    Se ne fa una questione meramente lessicale, ma temo che la narrazione erotice sia diventata piuttosto descrittiva, a prescindere dalla scelta dei termini.
    Sì, certo, non è volgare, ma non c’è più spazio per l’immaginazione.

    Vedo che quasi tutti ormai descrivono (con tutti i riguardi lessicali) e io non ne sono immune, peraltro. Infatti, ho fatto alcuni esperimenti scrivendo e descrivendo (credo di averlo fatto in una decina di post), spingendomi oltre. La cosa non mi soddisfa, ma … tira.

    Io credo che la scrittura erotica, nella sua originaria accezione, sia in agonia, a favore del racconto, diciamo così, di sesso. Non è pornografico, ma non è esattamente erotismo.
    Resta integro, allo stato attuale, l’eros in poesia, in versi. Quello sì è ancora incontaminato…

    Fine della dissertazione :-)

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    • inachisio
      25 giugno 2009

      Grazie di questo contributo!
      Faccio due osservazioni:
      - il fatto di descrivere troppo può essere una scelta stilistica o la sconfitta dello scrittore che non sa più suscitare fantasie. Ciascuno trova la sua strada e fa le sue scelte. L’importante è che siano, appunto, scelte e non deviazioni inconsapevoli dovute solo alla banalità
      - il fatto che descrivere il sesso esplicitamente “tiri” non mi stupisce. E’ come la differenza tra chi vede un film porno e chi un eros raffinato (ma ne esistono?). Dipende però che tipo di lettori attiri…

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  5. kristalia
    25 giugno 2009

    I lettori che attiri sono gli stessi che digitano la parola chiave che conduce ad entrambi i generi. Guarda le prime pagine di google, e guarda chi sta nelle primissime posizioni.

    Io cerco di fare un’analisi della attuale situazione, di ciò che gira nel web e non solo. Ciò è confermato anche dalla lettura di alcune antologie cosiddette “erotiche”, i cui racconti sono – parliamoci chiaro – di sesso. Niente di male, tanto… saranno i lettori a scegliere e tuttavia, questo è il panorama, ancorché mascherato dalla raffinata definizione.
    Non sono porno, per carità, ma sono di sesso.
    Leggi questo http://www.oltrelosguardo.com/la-preda
    E dire che mi hanno contattata via email, anche giornalisti per complimentarsi e per farmelo pubblicare sui loro siti. Ma io comincio a riflettere, sull’ipotesi che si tratti di mere storie di sesso. Belle quanto vuoi… ma quelle.

    Sul mio blog, oggi ho riportato un esempio di erotismo, in forma di versi.

    Sono in una fase acidamente autocritica, lo so, ma credo realista. Magari fra qualche giorno passerà e mi ricrederò. :-)

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    • inachisio
      26 giugno 2009

      Allora proviamo a introdurre un’altra distinzione. Non tra porno e erotismo, ma tra buona e cattiva scrittura. Scrivi bene e dici “cazzo”, “pompino” e “inculata”? Bene… Sei fine, merlettato, vedo-non-vedo e i tuoi racconti fanno addormentare i sensi? Peccato…
      Altra nota, sempre preceduta dal grazie per questo dibattito interessante: i lettori arrivano da google (nel mio caso l’80%), però restano o tornano se trovano qualcosa di valido.

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