85 secondi [sveltina (è il caso di dirlo...)]
Questa è una storia vera. Impiegherete circa 85 secondi a leggere tutto il racconto e questo è esattamente il tempo in cui si è svolta la scena che è narrata. E già questo sarebbe notevole. Ma è quanto ci sta dietro che mi ha dapprima stupito, poi intrigato, poi spinto a riflettere sul confine tra ciò che per alcuni è normalità e per altri trasgressione. Su come si possa essere totalmente liberi proprio perché totalmente affidati alle mani di un altro.
Forse il vasaio non è padrone dell’argilla, per fare con la medesima pasta un vaso per uso nobile e uno per uso volgare?

0 secondi. Abbassi il capo in un cenno di conferma e il mio sguardo si sgancia dai tuoi occhi per scivolare ai pantaloni neri, e alla cerniera lucente, e al pacco rigonfio che ho davanti alla faccia. Pollice e indice stringono la clip e la abbassano senza esitare. Appena il tempo di guardarti ancora e la mia bocca ingloba la cappella.
15 se
condi. Mi appoggio sui talloni, inarco la schiena per offrirti la migliore vista possibile sul sesso che ho depilato stamattina per te, subito prima di prendere il treno e raggiungerti. La bocca mi si riempie di saliva. E’ proprio lì, nella saliva, il segreto di un buon pompino. La lascio colare sull’asta, sento le vene del pene scivolare sulle mie labbra. E succhio come se fossi tu.
30 secondi
. Il collare di D&G rimbalza sul petto ad ogni affondo. E’ parte di me. Mi ricorda che sono tua, solo e totalmente. Per questo, quando hai indicato il tuo amico e mi hai detto “Ce la fai a farlo venire in un minuto?”, non ho pensato se mi andava, se lo volevo, non mi sono chiesta perché. Ho pensato solo che se era il tuo volere, era anche il mio. E che non ti avrei deluso.
45 secondi
. Quanto tempo è già passato? E quanto gli ci vorrà per venire? Respiro dal naso, appena in affanno. Sento gli occhi bagnarsi e spero tu veda il rimmel colare. Le palle mi sfiorano il mento, le sento contrarsi. Aumento il ritmo affondando fino alla gola. Un altro odore, ma è te che respiro. Un altro sapore, che ingoierò senza esitare. Succhio lui, ma per quanto mi riguarda è come se succhiassi solo te.
60 secondi. So che ti piace guardarmi e che sei contento di me. Non lo dirai. Nemmeno mi importa. Son
o la tua schiava e quello che mi fa piacere è solo ciò che fa piacere a te, ciò che mi fa godere è ciò che fa godere te. Mi porti al limite, mi fai desiderare l’indesiderabile. Sento uno spasmo. Attraverso le lacrime che mi gonfiano gli occhi vedo il tuo volto sfocato e fiero.
85 secondi
. Un fiotto colpisce il palato, spingo indietro la lingua con gesto meccanico, deglutisco, mentre un secondo, più debole, mi riempie la bocca. Mi basta sentire la tua voce dietro le spalle per immaginare che sei tu a svuotarti in me: “85 secondi. Qualcosa in più di un minuto, ma niente male”. Creta nelle tue mani. Vaso che il tuo piacere riempie al colmo.

















Bellissima l immagine della donna che succhia un altro uomo per volere del suo uomo.Questo è quello che io chiamo “amore”
Se ho reso questa idea di amore, ne sono felice. Perché è esattamente di questo che si tratta.
Inachis
erotismo delicato e coinvolgente mescolati ad un modo di fare che va dritto a stimolare la fantasia.
che belle cose le donne.
stupende stupende.
si donano così e regalano l’Amore realizzando le tue perversioni come atti di depravata dolcezza.
bravo.
e brava alla “storia vera”, donna che sicuramente ha goduto dell’emozione di sapersi donare e che ancora più sicuramente… sarà stata la felicità di un uomo.
o in questo caso più d’uno.
M.K.
conoscendo la fonte d’ispirazione mi ha colpito questa commistione tra carnalità e misticismo che sei riuscito a rendere perfettamente.
complimenti.
Sweety
Hai colto perfettamente quello che volevo dire.
Benvenuta a bordo!
Inachis
wow
wow
wow
wow
!!!
ma ndo si comprano ste donne così?
Il fatto, caro Giovanni, è che queste donne, e questo tipo di rapporto, non si possono comprare ma solo costruire, meritare, curare come una pianta…
Un inchino
ben ritrovato lepidottero, ora cambio il link
Grazie SerialLicker, adesso ti linko anche io. Pian piano sto mettendo a posto tutto…
Sospetto fortemenete che le emozioni che si possono provare leggendo questo breve racconto sono niente al confronto di quelle che si provano vivendolo in prima persona.
Le emozioni della lettura non sono mai uguali a quelle della pratica. A volte sono inferiori, a volte anche superiori…