Il blog di Dire Fare l'Amore

Ad un mio gesto [sveltina]

Ti stringo la mano, freddo, composto, altero. Salgo il gradino che crea ora una distanza tra noi due. Guardo gli altri colleghi. Hanno tutti gli occhi fissi su di me. Il mio sguardo si intreccia con il loro, ne accarezza i volti, scivola sui visi tesi come acqua calda di un lento fiume tropicale, trasmettendo sicurezza e fiducia. Percorro la sala da destra verso sinistra. Sei in prima fila, al centro, e io sto contando mentalmente le poltroncine che mancano alla tua. Incrocio i tuoi occhi di un blu profondo e il mio fluire rallenta, imprigionato in un gorgo. La corrente mi trattiene e mi sento affondare in te, arreso all’inevitabile. Alzo la mano destra, come un naufrago che stia per affogare. Mi chino leggermente, riemergo e respiro l’attesa. La tua presenza mi riempie i polmoni; provo a chiudere gli occhi ma la tua immagine abita ancora dentro di me. Qualcuno davanti a me ha aggiustato la posizione di una sedia. Un altro sta battendo nervosamente un piede e improvvisamente si zittisce. Nel buio avverto ogni minimo suono. E ti rivedo. Tu nuda davanti a me, la curva dei tuoi fianchi, lo sporgere dei seni. La danza delle mani che si fa scoperta, affanno, desiderio. I battiti irrequieti e affamati. Strizzo le palpebre e il ricordo di te si annida ancora più profondamente.Quando le apro so che anche tu, sulla tua poltroncina rossa della prima fila, stai pensando alla notte di ieri. Mi concedo ancora un’occhiata nella tua direzione, prima di cominciare. Colgo solo il particolare del busto proteso in avanti poi lascio cadere la mano lungo il corpo. È il segnale. Le sedie scricchiolano leggermente. Alle mie spalle, un ultimo colpo di tosse sommesso. Poi rialzo l’avambraccio. Ti sollevi leggermente, stringi le dita e allarghi un poco le cosce. I tuoi occhi sono inchiodati ai miei. Sei pronta a seguire il mio ritmo, a lasciarti guidare dalla mia esperienza. Vuoi un uomo che ti domi, che ti conduca dove pensavi di non poter arrivare. Un uomo “uomo” e non solo “maschio”. Incurante delle persone che ti circondano, aspetti il segno che io farò solo per te, lo prevedi, ti prepari. Sono sicuro che tutto il tuo corpo è in movimento. Con un movimento deciso della testa e uno più rapido degli occhi ti fisso. Il mio dito ti punta. Potrei giurare di aver sentito distintamente il tuo respiro fermarsi. I muscoli tendersi. Il braccio allungarsi. Segui il mio ritmo. Fai esattamente ciò che ti chiedo. Fidati. Lasciati portare. Spogliati di tutto. Metti la tua volontà nelle mie mani. Non è più una prova, non c’è possibilità di ripetere. Sei musica. Sei melodia. Sei arco che vibra. Io e te, senza rete; una partitura che sembra scritta per noi. Ti fisso ancora. Hai la bocca socchiusa. Gli occhi bagnati. Sei concentrata nei movimenti, il tuo corpo è scosso al ritmo dei miei gesti. Mi vorresti solo per te, ma già il mio sguardo vola via, a risvegliare altri sensi. Ma mi accompagna il suono del tuo violoncello che si libra tra gli altri strumenti dell’orchestra e ipnotizza il mio cervello. È il crescendo finale. L’ultima nota cade nel vuoto di un silenzio irreale, subito seppellita dall’applauso del pubblico. Mi inchino, accompagnando i respiri profondi e lenti. Sono sfinito. Ti guardo e sei bellissima con le guance arrossate e il petto che si solleva affamato d’aria e di piacere. Il modo quasi osceno con cui abbracci lo strumento. Appoggio la bacchetta e scendo dal podio per darti la mano. Ma vorrei amarti qui, davanti a tutti, sulla poltroncina rossa del teatro. Abbiamo fatto l’amore con il concerto di Haydn per violoncello e orchestra in Do Maggiore. Adesso ti aspetto nel mio camerino.

9 Commenti

  1. tootsie2803
    22 settembre 2008

    Complimenti per il tuo blog…perchè non mi inserisci tra i tuoi amici e mi linki?? Te ne sarò grata

    grazie!!!

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  2. PulpAger
    22 settembre 2008

    sono d’accordissimo!! evviva le sveltine…e se vuoi perdere tempo con le avventure sconclusionate di uno studente erasmus..sai dove rivolgerti!..al mio blog, fratè!

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  3. KittyGiulia
    22 settembre 2008

    bravo! (sono ripetitiva lo so..ma è così!). Osservando i gesti delle persone si possono provare emozioni fortissime e riconoscere i movimenti dell’amore..mi torna in mente “mezzo litro di panna” dove la protagonista ( a cui sono molto affezionata perchè mia omonima)si rende conto di quanto anche i gesti quotidiani possano ricordare quelli dell’amore. Il filo conduttore è lo stesso, i racconti diversi. Complimenti Inachis

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  4. secretgarden70
    27 settembre 2010

    Mammamia,un uomo che ti conduce per mezzo della musica,che meraviglia….
    Bellissima metafora.

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  5. chiara
    26 aprile 2011

    Ho passato un pomeriggio intero a leggere i tuoi racconti.

    Li ho trovati oltre che sensuali di una meravigliosa delicatezza ed ironia cose che non sempre riescondo a trovare accordo tra loro.

    E questo racconto… mi trova in sintonia perchè per anni ho accarezzato l’idea di diventare musicista e la musica (anche descritta) riesce a smuovere in me sensazioni particolarmente intense.

    Se chiudo gli occhi e ripercorro con la mente le note del concerto di Haydn riesco quasi a vederli questi due amanti che si amano attraverso le vibrazioni della musica.

    Tornerò volentieri a trovarti e a leggere i prossimi scritti.

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  6. inachisio
    26 aprile 2011

    Sono molto felice di questo commento e di una lettura così attenta… E’ un racconto nato da un blog di una violoncellista che ho seguito per un certo tempo e che trasmetteva proprio questa sensualità…

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  7. Chiara
    27 aprile 2011

    La musica (anche ascoltata) ma soprattutto quando è suonata è veicolo di emozioni.

    Il musicista deve trovare in se gli accordi giusti per trasmettere al suo pubblico ciò che sente, ciò che vuole esprimere suonando un determinato pezzo… è ricerca interiore prima ancora di diventare comunicazione.

    E vivere il gesto di fare musica con il suo corpo… penso al respiro, alla posizione delle mani… delle dita che sfiorano uno strumento…

    Ha in sè qualcosa di primordiale. Se tu pensi l’uomo è circondato dalla musica dal suo primo istante di vita… già nel ventre materno impara a riconoscere il ritmo del cuore della mamma.

    Tutto questo per dire – confermare – che musica e sesso ci stanno bene :)

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  8. Elena
    29 luglio 2013

    Vibrante.

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  9. dopamina
    6 ottobre 2013

    Le mani sicure e sapienti di un Uomo che ti conduce in profondita`, fino al centro del piacere. La musica che ti nasce da dentro quando sei arresa davanti a lui, come mille violini si impadronisce dei tuoi pensieri e non c’e` altro che quella sensazione..

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