Il blog di Dire Fare l'Amore

Biglietteria automatica – Snapshot n.3 [a colori]

Penso facevo meglio a bere un altro caffè, stamattina. Guardo l’orologio della stazione segna le 6.35. Penso strana coppia. Guardo meglio i due alla biglietteria automatica. Lei molto bella, molto high class, tailleur, 24ore, tacchi. Penso viaggia per lavoro. Avvocato-commercialista-pubblicitaria? Penso che ci fa con quello.
Guardo quello. Genere homeless da stazione. Elegante però. Giacca (stropicciata) cravatta (macchiata). Viaggiano insieme? Penso impossibile. Guardo lui aiuta lei a fare il biglietto. Si vede che lei non è abituata. Però non è nemmeno spaventata: lo lascia fare e lo ripaga con un sorriso. Lei va. Lui resta. Io passo alle sue spalle. Sbircio. Ha ricominciato a navigare nei menù della biglietteria automatica. Stazione di partenza Milano Centrale. Stazione di arrivo Parigi Gare de Lyon. Classe prima.
Ripasso alle sue spalle. Sbircio. Lo schermo dice vuoi comprare il biglietto? Il dito esita poi si appoggia su no.

7 Commenti

  1. LetyM
    15 giugno 2008

    sono curiosa di sapere perchè ha optato per il no…

    buona domenica e buon inizio settimana!

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  2. inachisio
    15 giugno 2008

    Ahia, mi sono spiegato male. L’uomo è un vero barbone, che viaggia con la mente impostando viaggi impossibili 8per le sue tasche) sulle macchinette automatiche della stazione Centrale di Milano. Per la cronaca, la scena è vera, vista da me una mattina.

    Inachis

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  3. sherazade2005
    16 giugno 2008

    ti ho risposto da me e mi fa piacere che tu sia ‘volato’ fin li.

    Scena molto toccante. neppure troppo lontana dalla realta’ (infatti l’hai sperimentata).

    Un uomo forte perchè ha dalla sua la forza di continuare a sognare.

    La tristezza sta nella domanda: “Per quanto ancora?”

    sherafarfallasulpolso

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  4. inachisio
    16 giugno 2008

    Grazie della visita, Sherazade. A volte il sogno è l’unica cosa che resta a chi ha perso tutto.

    Inachis

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  5. utente anonimo
    16 giugno 2008

    ma il ‘magico’ del sogno è anche dare una chiave di volta. ce lo ha insegnato e torna oggi alla ribalta con Obama, Martin luther King.

    sherazadevivedisognidainseguire

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  6. inachisio
    16 giugno 2008

    A volte mi chiedo se una società non andrebbe giudicata dal punto di vista proprio dei deboli, dei malati, dei matti, degli emarginati. Questa sarebbe una bella chiave di volta.

    Inachis

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  7. ZuZuli
    16 giugno 2008

    Credo sia molto meglio non ‘pigiarli’ certi tasti. Paura? SI! Paura di far del male e di acquistare un biglietto di solo andata per ‘l’inferno’.

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