Il numero perfetto [racconto erotico]

Se ora lo pubblico qui è anche perché sento dai commenti che ricevo affetto e attenzione. E’ anche un modo per ringraziare, con un pezzettino di me, le persone conosciute in queste prime settimane di blog.
Inachis
IL NUMERO PERFETTO
In quella posizione non poteva vederlo in faccia, ma riusciva a immaginare la sua espressione soddisfatta e carica di attesa. Proprio per questo, sollevò il sedere e inarcò maggiormente il bacino, porgendo il sesso al suo sguardo e alla sua bocca, gustando l’eccitazione di lui, che percepiva nell’aria.
Era un rapporto di lunga data, il loro. Ma i gesti conservavano il sapore della novità, pur essendo guidati da un’intesa che si era affinata col tempo. Mentre aspettava di sentire il tocco della sua lingua, ripensava a quel ragazzo timido e impacciato con i pantaloni rossi che l’aveva baciata tanti anni prima. Alle cose che avevano scoperto insieme. Alle gioie assaporate, che erano molte. Sorrise al ricordo.
Lui si chinò sulle sue natiche e prese a baciarle scendendo poco a poco verso le grandi labbra, depilate e lisce come voleva. Mentre allungava la lingua appena inumidita da una goccia di saliva, un’accelerazione del cuore lo richiamò all’eccezionalità del momento. Sapeva che anche lei era eccitata quanto lui. Del resto lo avevano voluto e deciso insieme, non senza paura, ma con un forte desiderio. Come unica regola avevano stabilito che lei dovesse essere bendata per tutto il tempo, e così aveva fatto.
Appoggiò la punta della lingua al centro della vagina spingendo leggermente per farne uscire il sapore agrodolce.
Un brivido le percorse la schiena mentre allungava la mano in avanti a cercare, a tentoni, l’altro membro. Se nel pensiero l’aveva già fatto a tre, nella realtà era la prima volta in cui si trovava con due uomini. All’inizio aveva rifiutato caparbiamente l’idea, come faceva sempre quando scacciava una proposta che in realtà, in fondo in fondo, la attirava… Infatti lui glielo diceva sempre, che i suoi “forse” erano “no”, e i suoi “no” erano invece dei “sì”. Toccò il pene, già duro, e fece scorrere la mano abbas-sandone la pelle. Aveva voglia di assaggiarlo, ma senza fretta.
Lui cominciò a penetrarla, lentamente e dolcemente, come amava fare. I suoi sensi all’erta per cogliere ogni minimo segnale del suo corpo. Sentiva il suo respiro farsi più profondo. Afferrò un mugolio sfuggito dalla sua bocca. Stranamente non provava gelosia per quell’uomo inginocchiato davanti al viso di sua moglie. Loro coetaneo, piacente, li aveva colpiti per la sua capacità di sedurre con le parole. Forse era proprio per quello che l’aveva scelto: in qualche modo completava un aspetto in cui si sentiva ca-rente, quella sua difficoltà a esprimere i sentimenti, a dirle quanto l’amava, la desiderava. Il loro compagno di quella notte, invece, sembrava nato con questo dono. La colmava di complimenti e apprezzamenti, mai banali, mai ripetitivi, per nulla di circostanza.
Anche lei gradiva quelle attenzioni discrete e puntuali. Senza che si fossero mai visti prima, l’aveva corteggiata per email, sms, bigliettini. Così era nata l’idea di una notte a tre, una parentesi nella loro vita di coppia.
Lei si sfilò e indicò a suo marito di sdraiarsi a pancia in su. Con delicatezza si sedette sopra di lui, sentendolo farsi strada in lei. Era una posizione che piaceva a en-trambi e dalla quale ricavavano il massimo piacere. Si muoveva piano, facendolo pene-trare sempre più profondamente; una sensazione di godimento risaliva dalla vagina e le allagava il ventre.
Si sentiva strana, più eccitata e meno imbarazzata di quanto avesse temuto. Provava molta affinità anche con il secondo uomo. Trovava che si fosse inserito bene tra loro due. “Sotto ogni profilo”, aggiunse tra sé e sé con un sorriso quando la sua ma-no le accarezzò le natiche e si insinuò nel solco. Un po’ le dispiaceva non vederlo in fac-cia, ma era anche intrigata dal buio che la avvolgeva come un mantello protettivo. L’uomo intanto la cingeva alle spalle e le accarezzava i seni e la schiena. Le stava baciando il collo sussurrandole il suo desiderio. Lei sorrise nuovamente.
I due uomini sembravano un team affiatato e ora si alternavano per darle il massimo piacere, stimolando insieme i luoghi più segreti del suo corpo. Le combinazioni possibili erano in effetti moltissime e tutte producevano in lei brividi inaspettati. La sua mente era confusa; pensò che certamente l’indomani non sarebbe riuscita a ricordare i dettagli della serata: le sarebbe rimasto solo un sentimento vago di piacere e stordimento.
Tutto in lei rispondeva alla passione dei due. I nodi si erano disfatti, le resisten-ze svanite. Una totale disponibilità. Lui la fece voltare nuovamente per prenderla da dietro, mentre il compare la penetrava davanti. Lei si lasciò sfuggire un gemito, difficile dire se fosse di piacere o piuttosto di sorpresa. Sapeva che in quella posizione nessuno dei tre avrebbe resistito a lungo…
Mentre l’eccitazione montava in lui, il marito sentì il cuore sciogliersi: i sentimenti che teneva spesso così rinchiusi si fecero strada nel suo petto e sgorgarono come parole dolci e dirette. Prese a dirle tutto quello che in tanti anni non era mai riuscito a esprimere come avrebbe voluto. Incurante della presenza dell’altro, le confidò il suo amore, mai venuto meno, anzi cresciuto; l’immensa gratitudine per gli anni passati insieme; il desiderio di continuare ad amarla per sempre.
Il corpo di lei rispondeva a queste parole e il piacere la avvolse. Un godimento più forte e profondo del solito, proveniente dal cuore più che dal clitoride. Uniti nel piacere, le parole si confondevano ai gemiti, i gesti del sesso a quelli dell’affetto. Lui si sentì svanire in lei, mentre lei era nuovamente afferrata dal brivido dell’orgasmo. Lo assaporò fino all’ultimo istante.
Riversi nel letto, si abbracciavano, ridevano, dicevano con le labbra ciò che già il cuore sapeva. Una felicità profonda li invadeva.
Fu solo dopo un certo tempo che lei chiese il permesso di togliere la benda. Stra-no, quasi non faceva più caso di averla indossata. Lui la sciolse e lei strabuzzò gli occhi per abituarsi alla luce del mattino che rischiarava la stanza. Ricordò che quando l’aveva bendata il sole stava ancora tramontando. Avvertì subito una sensazione di vuoto, un dettaglio incongruente. Si guardò intorno e il suo sguardo si fermò sullo sguardo sorridente del marito. Possibile, che dopo una notte di passione a tre, fossero soli loro due? E l’altro? Eppure era sicura che nessuno fosse uscito dalla stanza.
Guardò ancora negli occhi l’unico amore della sua vita. Lui le disse semplicemente “Sì”. E lei capì che, quella notte, i due uomini si erano fusi in uno solo, capace di amarla con tutto se stesso.














senza parole!!! ed è così raro per me
E’ stato davvero bello.. soprattutto ottimo finale!
Piacevole…sorprendente perchè scritto da un uomo, che ha capito le donne.
Grazie per il messaggio…
mq non c’era bisogno di ringraziamenti!
Passerò a leggere qualche altro lavoro appena avrai fatto ciaoo!!
già… dentro a questo racconto c’è qualcosa di molto bello!
Ciao inachis io!
Sai già del concorso, volevo giusto informarti che entro massimo dopodomani partono le votazioni (mi spiace che non abbia candidato nessuno però!
Prima o poi A-Woman ed io arriveremo a quella delizia. Fino a diventare maestri. Certo che ci arriveremo!
Bello parlare di sesso in questo modo. In un epoca di “sesso” facile come questa…
Qui ti sei superato! Bravo, bravissimo!
Hai saputo legare le emozioni alle parole semplici e dirette…ho percepito il respiro dell’eros..che inebria..
è passione!!!
Davvero bello. Esistono persone capaci, nonostante tutto, di amare lo stesso partner per tutta la vita.
Grazie.
eleU
La cosa più bella è che sia stato un uomo a scriverlo pensando ed immaginando con l ‘animo di una donna, notevole
bravo!
Quando l’amore si fonde con il sesso, tutto il resto è noia.
Ciao
Rossella
Senza nulla togliere agli altri commenti, tutti molto apprezzati, vorrei dire alle lettrici che si sono ritrovate, come donne, in questo racconto che questo complimento mi ha fatto davvero tantissimo piacere.
Inachis
Sensazione di piacevole benessere ..mi rimane dopo la lettura di questo tuo racconto ..permettimi di dire che per il mio gusto ,è il migliore…è cosi’ reale,nella descrizione delle sfumature..senti Inachisio…non scrivere solo sveltine…entra nel particolare del racconto ,non perdere il piacere e il valore del dettaglio..fa la differenza..un kiss da destiny
….fortunata tua moglie!!!….
Sorprendente
bellissimo..emozioni pure…
Sono in ufficio.. gli ho dato un’occhiata.. mi piace!!!
Stasera me lo leggo meglio!
Molto bello,scritto bene,sensuale,non volgare….complimenti,ti leggerò spesso…..
Benvenuta/o utente anomina/o.
“Un godimento proveniente dal cuore più che dal clitoride”…l’essenza dell’innamoramento femminile.
Cogli nel segno…tornerò presto!
ma questo allora aha due uccelli?
Eh sì, fortunata lei. Un dono raro questo sesso mistico dopo tanti anni.
Buonaserata.
Tutto OK. E’ la via che porta alla piena realizzazione nel rapporto di coppia…naturalmente da completare con l’unione dello jin e dello yang.taoista
ho pianto…ho pianto leggendo questo racconto….maledizione…
non dovevo leggerlo…
Questo commento mi ha colpito. Molto. Posso solo immaginare, anzi forse nemmeno, perché ti abbia fatto questo effetto. Grazie di avermelo scritto.
Inachis
é cosi…triste dirlo ma è cosi.
è molto interessante e descritto bene, inizialmente attratto più che altro dal numero pensavo a qualcosa di più…volgare, e invece è un bel rapporto!
Eh, lo so: il numeri primi attirano… Sono contento che ti sia piaciuto anche senza volgarità. Anzi, magari se era volgare veniva pure peggio.
Inachis
Più che un non-porno, io lo definirei un porno elegante. E’ un racconto che va al di là di quella volgarità e banalità spennellata, spudoratamente, su altri blog.
La premessa al post, tra l’altro, è molto dolce, nulla di eccepibile.
Questa volta il finale mi ha positivamente sorpreso. Non me l’aspettavo. Se l’avessi letto con una maggiore tranquillità, non nascondo che m’avrebbe addirittura commosso.
Davvero un buon lavoro. Scritto con trasporto e sentimento.
Grazie! Questo è stato il mio primo racconto, scritto per mia moglie…
è un racconto bellissimo.. sono addolorato che la mia ragazza non parli italiano e che non possa leggerti. Adorerei leggerglieli. E sono certo che lei apprezzerebbe allo stesso modo. Grazie
Io ho pensato spesso che sarebbe molto bello ed eccitante leggere un racconto ad alta voce alla propria donna. Se lo fai, con traduzione simultanea, fammelo sapere!
Inachis
promesso!
Ciao, non sono un grande scrittore, ma apprezzo le tue qualità descrittive.
Ho fatto l’amore per l’ultima volta con la mia donna, quando ancora lo era, donandole, per la prima volta, tutto me stesso. Non l’ho nemmeno penetrata, mi è bastato sfiorarla con la lingua e con le dita per assaporare il suo piacere e trarne, a mia volta, un piacere immenso.
Probabilmente non mi capiterà più di reincontrarla, il nostro rapporto sembra una storia impossibile, ma ti giuro che è la prima donna che ho amato in vita mia e probabilmente anche l’ultima.
Ah…dimenticavo…..Lei mi disse che il numero perfetto era 5……
Continuo a sognare……
Dimenticavo…..mi sa che la conosci…….e forse…… conosci anche me….
Caro Ford, accolgo con stupore e rispetto questo tuo outing, anzi questi due outing: quello sulla donna amata e perduta e quello sulla reciproca conoscenza, che non può che farmi piacere (a meno ovviamente che la donna che ami sia la stessa che amo io…
, ma penso di poterlo escludere).
Benvenuto o bentornato, non so. Se posso fare un po’ di auto pubblicità, quello che hai scritto dovrebbe intonarsi con quest’altro mio racconto: Il piacere è tutto tuo
Caro mio…..la donna che ho amato, anzi , che amo ancora…..non è quella che ami tu….ma temo tu la conosca ugualmente…..
Ricordo che dopo avermi lasciato per un altro, di cui non sapevo l’esistenza sino a diversi mesi dopo, mi scrisse un messaggio dicendomi che “la cosa che le mancava più di tutto era fare l’amore con me”
Come te lo spieghi?
Mi tradiva da tempo, aveva un altro…. eppure lodava le mie doti d’amante?!?!?!?
Ero così speciale che mi ha lasciato o voleva semplicemente deridermi?
Fare l’amore, piano piano, assaporando ogni singolo momento, ogni singolo istante, ogni leggero movimento di due corpi che si toccano, si appartengono, si sentono l’uno nell’altro.
Lo so. Sono troppo sensibile ed ogni particolare, ogni sensazione che mi arriva mentre faccio l’amore può pregiudicare il mio modo di essere. Sapevo che c’era qualcosa che non andava e non era di certo il mio modo di toccarle il clitoride….anzi……:-)
E’ difficile mantenere al centro della propria esistenza la donna che si ama…amarla sempre e comunque con la stessa intensità……Io sono più propenso a pensare che sia un continuo sali scendi e che ci si deve adeguare all’andamento da montagne russe della vita.
Ora ti chiedo….cosa vuole veramente un uomo?
Un uomo “vero” non vuole mille donne, ma una sola, vuole essere amato, vuole che lei faccia l’amore con la stessa intensità per tutta la vita passata assieme…..
E’ così difficile per una donna capire che non è il centro di una coppia?
E’ così complicato comprendere che al centro si è in due e non uno solo?
Quand’ero ragazzo sognavo una vita piena di donne, donne che mi lodassero e mi amassero ovunque e comunque…una volta che le ho avute tutte mi sono reso conto che le mie mani erano vuote e che per riempirle bastava una sola di loro……
Sembrano cose banali, ma se ci pensi bene non lo sono poi così tanto.
Sono forse un bidone d’uomo???
Ho sempre fiducia nel destino e spero che il futuro mi riservi qualche sorpresa, perchè presumo di meritarla.
Au revoir
Mi sa che hai centrato un segreto grande della vita: come stare bene con una persona senza bisogno di averne altre 1000, che soddisfano ma non completano.
Riguardo invece alla prima domanda, perché ti abbia detto che le mancava fare l’amore con te, non posso rispondere, ma credo che a volte nella vita affiorino delle nostalgie che sono vere eppure parziali.
Inachis
PS. Mi sa che non la conosco…
Non so se siano nostalgie…..sembravano quasi desideri impossibili….sembrava quasi che volesse, ma non potesse….e se fosse così….sarebbe veramente un peccato…
Volere è Potere
eh. ecco.
merci.