Il blog di Dire Fare l'Amore

Gita di classe [racconto erotico]

Racconti

Inachis Io presenta:

un nuovo racconto

anzi, non proprio un racconto

tratto da una storia vera

una specie di ringraziamento ad A.
che risulterà forse incomprensibile ai più (sorry)

GITA DI CLASSE


Non c’è gita di classe senza prof che ne chieda poi il resoconto. Una specie di do ut des, di jus primae noctis… Un’invenzione per rovinarti in anticipo il piacere della vacanza. Alle elementari era “pensierino”, poi è diventato “testo”, “composizione”, “tema”, “relazione”. Sempre fregatura è, però. E allora, scriverò il mio pensierino-testo-tema-relazione a modo mio. Raccontando cioè quello che abbiamo davvero vissuto, fatto e pensato in questa gita. La descrizione del Duomo, della Scala e degli affreschi la lascio a quella secchiona della Carlucci, che la farà certamente meglio di me.

TEMA: LA MIA GITA DI CLASSE

Ti pare se alle 8 quello sbruffone di Max non sta già cercando di picchiarmi approfittando dell’assenza della prof e galvanizzato dall’imminente gita a Milano. Gita=niente scuola=casino. Questa è l’equazione elementare nella testa di Max che, quanto a scarsità di neuroni gareggia all’ultimo sangue con il lento “Perf”, suo compagno di avventure, di insuccessi scolastici, di figuracce con le ragazze e – si sospetta – di scorribande segaiole sul web. Massy, il ciccione, un tipo un po’ viscido, sta cercando come al solito di ungersi la bidella in cambio di qualche merendina. In disparte, Shake, un ragazzo nervoso e dai gesti tremolanti. Per coerenza somatica, è anche balbuziente, ma si dice in giro che con le ragazze sia un mago dell’orgasmo clitorideo. Evidentemente sa stimolare i punti giusti.
Il resto del gruppo è composto da due o tre tipetti che sembrano usciti da una produzione in serie: giaccone waterproof, cappuccio, postura un po’ rigida da chi deve dimostrare di essere un duro. E poi, naturalmente, ci sono io, Testina, il bello della combriccola (secondo me, naturalmente).

Diciamo che non siamo una classe molto unita. Ce ne stiamo per lo più a gruppetti di 3-6-9… Sembriamo la pubblicità delle tabelline! (se esiste, non credo). Al di fuori di quella scatola chiamata scuola, ce ne andiamo in giro da soli e il massimo per noi è una seratina con la ragazza, belli tranquilli in camera sua o, alla peggio, in auto. Se capita che siamo tutti insieme… beh, in quel caso è davvero un’occasione speciale! A me, per esempio, non è mai successo anche se non mi dispiacerebbe.

Siamo in un’età in cui gli ormoni scoppiettano. Ragion per cui, appena la bidella ci presenta l’accompagnatrice, parte una ola da stadio: già la scoperta che sia donna e carina è una news da Tg5 prima serata. Un brivido percorre i ranghi, anche se nessuno fiata quando lei ci divide in due gruppi per il viaggio. Prendiamo posto; siamo letteralmente uno sopra l’altro, ma il contatto fisico non ci spaventa e nessuno si lamenta. A dire il vero, abbiamo conosciuto condizioni anche più strette di queste!

Lungo la strada per la stazione tocchiamo con mano la disinvoltura della nostra guida: sta attraversando Bologna con un eterogeneo gruppo di imbarazzanti pistoletti e si muove come se fosse in giro con le sue cugine. Dire che non passiamo inosservati è un eufemismo: diverse persone ci guardano con stupore, qualcuno ride, due fidanzati si scambiano un’occhiata complice. Un bambino chiede alla mamma chi siamo e in tutta risposta si vede sollevare per un braccio. Al passaggio di una suora, cerchiamo di attirare in tutti i modi l’attenzione e otteniamo in cambio uno sguardo severo e disgustato.

Siamo ora alla banchina del treno e diversi viaggiatori, non più giovanissimi tra l’altro, cercano di attaccare discorso con l’accompagnatrice: i soliti marpioni, immagino! Si informano sui suoi progetti per la serata a Milano e sulle possibilità di shopping offerte dalla metropoli. Basta quell’attimo di distrazione perché alcuni si disperdano creando un certo scompiglio. Shake sta proponendo a una ragazza un vibrante incontro ravvicinato; Massy vorrebbe scivolare tra le braccia di una sua compagna; Max si sta vantando – come al solito – delle sue misure con una stupefatta passeggera. Ma si sa, siamo ragazzi e abbiamo un chiodo fisso.

Anziché la campanella, è l’arrivo dell’Eurostar a segnare la fine dell’attesa. Ci riversiamo sul treno occupando mezzo vagone. L’altra metà, per fortuna, è semivuota. Abbiamo davanti due ore di viaggio e non intendiamo certo sprecarlo guardando il panorama: diamo il meglio di noi, mostrando a tutti di cosa siamo capaci e, ovviamente, attirando ancora una volta l’attenzione di tutti.
Nella confusione generale, mi fermo un attimo a guardare la nostra guida. Sta parlando con un passeggero che ha attaccato bottone. Ha le guance un po’ rosse, segno di un imbarazzo ormai attenuato, il viso è disteso e sorride spesso. Ogni tanto lancia un’occhiata nella nostra direzione e poi commenta ad alta voce: «Non lo farò mai più di uscire con un gruppo così! Mi guardano tutti e chissà cosa pensano di me. C’è anche chi mi ha chiesto se sono tutti miei! Non vedo l’ora di arrivare a Milano e di liberami di loro. È vero che i tempi sono cambiati, ma anche oggi, ad andare in giro con certi elementi non si fa una bella figura!».

Interpreti:

Max

PleasuremaxHot_08

Perf

Performa_08

Massy

Massage2in1

Testina

SettebelloClassico_08

E con la straordinaria partecipazione di Shake

Vibrations

12 Commenti

  1. utente anonimo
    30 gennaio 2008

    Devo essere la prima a commentare questo racconto/incontro.

    “Tratto da una storia vera”. Oddio, ho pensato, sono la protagonista di un racconto erotico. Io…che non ho mai comprato un completino intimo in vita mia. Io che mi viene da ridere davanti a quelle donne che vivono troppo seriamente la “sensualità”. Io che quando commetto atti “impuri” mi viene sempre in mente la mamma col sopracciglio in sù da doganiere. E ho cominciato ad avere prurito su tutto il corpo.

    Invece no, la banalità non fa parte del bagaglio genetico del mio “migliore compagno di viaggio”.

    Oggi si inaugura un nuovo genere letterario:la favola erotica.

    E un pò è anche merito mio!

    Grande…

    A., accompagnatrice di preservativi.

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  2. inachisio
    30 gennaio 2008

    Questa della “favola erotica” mi piace davvero. E anche la descrizione dei tuoi timori prima della lettura… Ma non temere, sono un gentleman.

    Non ero sicurissimo che saresti ripassata e sono contento di averti ritrovato.

    Inachis

    PS Se la Durex mi fa causa, conto su una buona parola! :-)

    Rispondi
  3. ZuZuli
    31 gennaio 2008

    beh è sempre un piacere leggerti.

    Rispondi
  4. LeMoneLLe
    31 gennaio 2008

    … carino…anche se… ho avuto delle difficoltà… forse poco treno… poche gite…chissà !?

    ;-))

    Ciao….

    Rispondi
  5. utente anonimo
    1 febbraio 2008

    5 minuti quasi tutte le sere prima di uscire dall’ufficio, leggo questo blog, ma solo perchè ha due occhi, un naso e una bocca che ho visto.

    A presto.

    A.

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  6. GiselleB
    14 febbraio 2008

    ma… fa ridere!

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  7. DolceRebus
    17 febbraio 2008

    Forse mi è sfuggito qualcosa , ma in questo racconto non ho capito quasi nulla…..

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  8. bluele
    18 febbraio 2008

    grandioso! praticamente ho letto due storie in una :D

    una prima e una dopo aver visto i volti degli interpreti :)

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  9. baciodirugiada
    19 febbraio 2008

    ahahahah ma hai un’inventiva incredibile, ho letto il primo e non riesco ad andarmene dal tuo blog ghghgh

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  10. inachisio
    19 febbraio 2008

    Possiamo trattare su un riscatto per liberarti dal blog?

    :-)

    Inachis

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  11. baciodirugiada
    19 febbraio 2008

    ahahah oddio te lo sto impiastricciando, .. comunque guarda, scrivo qui, ma l’avventura di babbo natale è sublime!!

    Renderlo umano e così buono come lo immaginiamo eheheh beh ..grande!!!!

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  12. Paperella
    15 gennaio 2010

    spassoso e divertente come sempre…grazie dei sorrisi che ci regali..
    non lo avevo ancora letto e l’ho trovato…mooolto originale..
    davvero un bel racconto..
    ciaooooo

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